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mercoledì 31 ottobre 2012

IL CAVALLO KARZAI E LE PROSSIME ELEZIONI

Prima (ieri) l'indiscrezione. Dopo (oggi) la conferma. Le elezioni per la nuova presidenza dell'Afghanistan si terranno nell'aprile 2014. Il capo della Independent Election Commission (IEC) ha reso noto il calendario (già diffuso ieri da Tolonews alla Bbc) e, secondo Fazel Ahmad Manawe, tutto andrà bene. Inshallah.

A quanto ne sappiamo dunque, gli afgani andranno alle urne tra oltre un anno e mezzo e per ora senza candidati. Ma c'è tempo, naturalmente. E neppure poco. Sembrerebbe intanto disinnescata la bomba Karzai anche se è difficile credere che l'attuale presidente voglia fare un passo indietro. Qualcosa avrà pur negoziato o negozierà. E sarà un negoziato in cui gli americani, e con loro il nuovo presidente degli Stati uniti, avranno una parte importante visto che Karzai è stato, nel bene o nel male, il loro (quindi il nostro) cavallo dal 2001 a oggi

domenica 28 ottobre 2012

LA BIBLIOTECA DI AMANULLAH

Dopo quarant’anni di avanti indietro tra l’Italia e l’Afghanistan, un inviato che ha conosciuto Kabul all’epoca della repubblica, poi durante l’occupazione sovietica negli anni Ottanta, infine nel periodo della guerra al terrorismo, fa il punto sullo stato dell’arte dopo dieci anni di presenza Nato. Con un bilancio che non concede scusanti e che è stato scritto, senz’ombra di dubbio, dalla parte degli afgani. Un libro sbilanciato, di parte appunto, senza la ricerca di facili equilibri o imbarazzanti equilibrismi e che in molti casi squarcia un velo di omertà disteso, come la sabbia dei deserti afgani, su verità poco note e ancor meno indagate. Efficace il capitolo sulle vittime civili. Pieni di informazioni e di racconti di prima mano gli altri capitoli.
Due nei: l’assenza dell’Italia, il cui ruolo nel conflitto appare del tutto secondario se non per qualche rara citazione , e un totale vuoto sull’esperienza dell’autore durante l’epoca sovietica, quando Pellizzari arrivò ad essere per un lungo periodo l’unico inviato europeo autorizzato da Mosca a risiedere nella capitale afgana («Le cose che scrive non ci piacciono – gli dissero una volta prima di stampigliargli il visto – ma almeno lei racconta la verità»). Due mancanze cui il giornalista potrebbe forse rimediare con un nuovo libro che aiuti a illuminare un periodo su cui la storiografia è avara di analisi e ricerche (l’occupazione sovietica) e su un Paese (l’Italia) sul cui ruolo generale in Afghanistan nessun autore è ancora riuscito ad andare a fondo.

Valerio Pellizzari In battaglia quando l’uva è matura. Quarant’anni in Afghanistan Laterza, 2012 pp. 244, euro 18,00

sabato 27 ottobre 2012

L'AFGHANISTAN...UFF CHE BARBA!

Venerdi scorso al Senato è saltato, per mancanza del numero legale in aula, il voto per la ratifica dell'accordo tra Italia ed Afghanistan, gia' approvato dalla Camera, e che ormai risale a quasi un anno fa. C'è rimasto male il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, uno dei pochgi a cui evidentemente quel trattato sta a cuore.

Le agenzie riferiscono che si era iniziato con l'approvazione dei primi due articoli dell'accordo, ma al terzo punto la richiesta della verifica del numero legale, avanzata dal senatore della Lega Nord, Roberto Mura, ha confermato quel che l'occhio già vedeva: un'aula praticamente vuota. La ratifica sfuma, commentava ieri in prima pagina il Giornale di Vicenza, proprio nel giorno in cui viene ucciso un militare italiano, su cui si è subito esercitata la retorica istituzionale.

Per fortuna ieri a Vicenza ho ricevuto una consolazione non soltanto da quel commento in prima pagina (di Jean Luc Giorda): nella sala civica del Comune di Montecchio, a un pugno di chilometri del capoluogo, c'erano infatti ieri sera oltre 300 persone ad affollare la proiezione di fotografie afgane di Monika Bulaj cui anch'io partecipavo. Alberto Peruffo, il solido e appassionato organizzatore col suo circolo letterario dell'evento, ha sostenuto nell'introduzione che queste cose si fanno nonostante qualcuno abbia commentato: "l'Afghanistan? Che barba..."

Non tutti evidentemente la pensano così, come dimostrava quella nutrita e attenta presenza di intervenuti. Non tutti a parte i nostri senatori deduco che interpretano evidentemente il lato peggiore del popolar sentire. Del resto venerdi è pre week end. "Ma, sentaore - gli ricorda l'autista - c'è il voto sull'accordo bilaterale con l'Afghanistan....". "L'Afghanistan - il meschino rispose - ...uff che barba". E via sgommando. Altro che privilegi di casta. Lasciate ai senatori autisti e sconti su treni, aerei e barbieri. Ma fate in modo che, viaggiati e sbarbati, continuino almeno a lavorare.

martedì 23 ottobre 2012

LE VITTIME AFGANE E LA CONGIURA DEL SILENZIO

La freddezza dei numeri, primi o ultimi che siano, difficilmente riesce a restituire il dramma della morte. Così poco lo fa che il capitolo delle “vittime civili”, coloro che non portano una divisa, è stato scritto con la minor pubblicità possibile. E il clamore con cui diamo rilievo alla morte di un militare è tanto esteso quanto lo è il silenzio che riguarda uomini, donne e bambini senza nome.

Ogni anno, la missione dell'Onu in Afghanistan ( Unama) tiene il rendiconto di quel silenzio che, da qualche tempo a questa parte, viene per lo più ignorato dai giornali, molto attenti invece, per fare un esempio, alla vittima americana numero 2.000, il cui sacrifico è del 1 ottobre scorso. La missione Onu ha calcolato che nel 2011 (il dossier è di febbraio) i morti civili in Afghanistan sono saliti da 2790 nel 2010 a 3021 nell'anno seguente. Nel 2009 erano 2412. Un trend in ascesa. Se con quel rapporto ci si vuole consolare, si può estrapolare il fatto che la maggior parte delle vittime si deve alla guerriglia e in particolare ai famigerati Ied, esplosivi più o meno rudimentali messi sul ciglio della strada e responsabili di un morto su tre (il 32% del totale). Ma la consolazione si attenua se si constata che sono aumentati anche i morti nei raid aerei che invece erano diminuiti grazie a una più attenta politica del generale Mc Chrystal, poi sostituito da David Petraeus (e adesso dal generale John Allen): nel 2011, le vittime dei raid aerei, per forza di cose indiscriminati (e che purtroppo adesso sono condotti anche dall'aviazione italiana), sono state 187, con un aumento del 9% rispetto all'anno prima. Un rapporto annuale sulla protezione dei civili (Annual Report on Protection of Civilians in Armed Conflict, sempre di febbraio) sostiene che solo dal 2007 al 2011 sono morti 11.864 civili. La stima attribuisce nel 2011 a «elementi anti governativi» il 77% di quelle morti (più 14%). 410 quelli in capo alle forze filogovernative (14%, con una decrescita del 4%). Altri 279 civili (9%) restano difficili da attribuire. Dato che lascia perplessi.

Per sistemare la coscienza in quelle che il generale britannico Rupert Smith ha definito “guerre tra la gente” (The Utility of Force: The Art of War in the Modern World ) in conflitti in cui, dice il generale, si vince la battaglia ma si perde la guerra, si è studiato un sistema di compensazione molto variabile. Su quello applicato dall'esercito italiano, un reportage sul manifesto di oggi dà qualche utile indicazione. Valerio Pellizzari nel suo “In battaglia quando l'uva è matura” (Laterza 2012) ha cercato di capire come pagano gli altri: i tedeschi ad esempio, compensarono con 5mila dollari a famiglia la strage del 2009 a Kunduz quando avevano richiesto l'appoggio aereo Nato per colpire la guerriglia. Errore fatale che uccise oltre 140 persone e scatenò una serie di dimissioni eccellenti, tra cui quella del titolare della Difesa. Gli inglesi applicano criteri variabili: da 4500 dollari a vittima in alcune situazioni a 9mila a famiglia. Gli americani, in alcuni casi (come la terribile strage del 2012 attribuita alla “follia” di un sergente di stanza a Kandahar) sono arrivati a 50mila dollari per morto. Ma in quel frangente il clamore era stato enorme. In Iraq, ad esempio, le vittime civili del 2003 furono compensate con 2.500 dollari. Mediamente, scrive ancora Pellizzari, «un morto afgano consente ai famigliari di ottenere 3mila dollari», un cifra teorica però: molto spesso viene pagata in “kit”, «pacchi di vario genere che possono contenere...ferri da stiro elettrici anche se nei villaggi non arriva la corrente». E persino....«pannelli solari». Anche la green economy può dare una mano.

lunedì 22 ottobre 2012

L'ILVA E I CASSETTI DEL MINISTERO

L'ormai famigerato Rapporto Sentieri, a lungo oggetto del desiderio nella sua parte su Taranto, è stato presentato stamane dall’Istituto Superiore di Sanità alla presenza del Ministro della Salute, Renato Balduzzi. Dice, tra l'altro, che c'è un tasso di mortalità media superiore al 10% (14 per gli uomini, 8 per le donne) rispetto all’intero territorio regionale, per dirne una.Per non parlare dei tumori: il 30% in più degli uomini e il 20 per le donne Ora, il fatto è che questi dati monsieur Balduzzi li aveva già in tasca da un bel pezzo ma, a quanto sembra di capire, il ministero dell'Ambiente gli ha chiesto di tenerli nel cassetto ancora qualche giorno...guarda caso fino al via libera sull'Aia, l'autorizzazione integrata ambientale che altrimenti sarebbe stata un po' imbarazzata da quei dati che mettono sotto accusa l'Ilva e i suoi evidenti danni sulla salute dei tarantini.

Oltre alla vergogna dei dati in sé, si aggiunge la vergogna si averli posticipati alla conoscenza deglla pubblica opinione. Specie quella di Taranto

sabato 20 ottobre 2012

DELUSIONI E SOLUZIONI AL SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE

Son rimasto un po' deluso, se è lecito criticare i mostri sacri, dal dibattito cui ho assistito ieri sera al Salone dell'editoria sociale, che resta un degli appuntamenti più interessanti di questo caldo autunno romano. In scena andavano Robert Fisk, corrispondente dell'Independent da Beirut, penna caustica e brillante in un reporter coraggioso e che non le manda a dire, e Tariq Ali, intellettuale pachistano che ha scritto saggi interessanti e persino sceneggiature e romanzi: un volto da nobile punjabi e una esposizione chiara e convincente.

Il fatto è che io, come credo la maggior parte degli astanti (Fisk lo sapeva poiché continuava a rivolgersi al “pubblico di sinistra” della sala) già sappiamo che gli americani e gli israeliani sono cattivi. Che i primi dominano il mondo e amano far la guerra e pilotare gli avvenimenti e che i secondi stanno facendo patire ai palestinesi le pene di un inferno senza fine (altrettanto ovvio che parliamo dei loro governi). Nel mondo di oggi, ricordarmi queste cose non mi dice molto. Conosco il problema e ho bisogno di soluzioni, di analisi, di proposte. Proposte ne ho sentite poche, soluzioni anche, a parte quel che Fisk, e mi è parsa l'unica cosa davvero importante che ha detto, ha ripetuto più volte: che “i palestinesi non avranno mai uno Stato”. Anche questo (che in un certo senso è una ...soluzione) lo sappiamo tutti ma è vero che nessuno lo dice mai a chiare lettere.

Tra i due, assai professionalmente moderati da Giuliano Battiston, ho invece apprezzato di Tariq Ali l'analisi sul voto giovanile che, in Europa e negli Usa, va verso lo zero. Nei Paesi arabi c'è voglia di votare, da noi no. La politica – ha aggiunto – è morta e forse dovremmo resuscitarla. Ecco, questo è un pensiero che mi è ha arricchito, mi stimola a pensare. Ma non ho ricevuto molte altre suggestioni dalla serata che, visti i calibri, mi è sembrata alla fine un po' deludente. Infine, ma ciò conta poco, non sono molto d'accordo sulla tesi del libro di Ali “Sindrome Obama”, uscito per Baldini e Castoldi. Tariq Ali ha ragion quando dice che Obama, con la sua idea di “guerra giusta”, ha fatto fare all'occupazione in Afghanistan, un'escalation e che ha sparato in Pakistan più droni che in otto anni di amministrazione Bush. Verissimo (specie la seconda parte ma anche perché in quegli 8 anni i droni sono stati perfezionati) ma è anche vero che quei 30mila soldati in più sono stati adesso ritirati e che nel 2014 la maggior parte delle truppe Usa se ne andrà dall'Afghanistan. Si può dire che tra Bush e Obama c'è un filo di continuità, ma non li si può equiparare. Uno scatenò la guerra, l'altro sta cercando di farla finire (per milli motivi incluso il budget). La politica estera americana è spesso molto uguale sia che governi un democratico sia che si tratti di un repubblicano, ma trovo che equiparare Obama a Bush sia, se non altro, un po' azzardato. Anche perché un presidente non si esaurisce nella politica estera.

Detto questo lasciatemi dire che sono stato fortunato. Per problemi di parcheggio sono arrivato al Testaccio (quartiere romano dove si tiene il Salone) mezz'ora prima. In tempo per sentire Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom. Accidenti, l'ho letto e visto qualche volta sul web (non ho il televisore) ma dal vivo mi ha davvero colpito. E non solo perché è un uomo dal carisma evidente e dalla travolgente passione politica condita da una grande capacità affabulatrice. Ma perché Landini, se dice dieci cose, tre son di critica o denuncia e sette sono proposte. Simpatico o no che possa essere, d'accordo o meno che siate con lui, quell'uomo analizza un quadro, ne critica sfondo e colore ma poi ti dice, non tanto come andrebbe modificato ( e qui sta la sua vera anima di negoziatore), ma come si potrebbe modificare: suggerisce idee, propone soluzioni, indica percorsi.

Grazie a Tariq Ali e a Robert Fisk ho scoperto Landini. Che mi permetto di consigliarvi.

giovedì 18 ottobre 2012

L'AIA SU TARANTO? PER GLI AMBIENTALISTI E' UN BLUFF

Il governo (via Conferenza dei servizi) ha licenziato oggi l'Autorizzazione integrata ambientale che gli ambientalisti respingono al mittente chiedendo conto dei dati sanitari in mano al ministero della Salute e denunciando, oltre agli omissis del documento, una norma “ad aziendam” che spunta nel decreto semplificazioni. E che demolisce il principio comunitario “chi inquina paga”

Il governo approva l'Autorizzazione integrata ambientale che riguarda lo stabilimento dell'Aia a Taranto. Un documento che le associazioni ambientaliste hanno avuto solo cinque giorni per leggere e nel quale nessuna delle critiche e delle proposte del mondo ecologista è stata accolta. Dai Verdi a Legambiente, passando per il Wwf e per tutte le associazioni che hanno a cuore il destino di Taranto, il coro è unanime: respingono al mittente il documento del ministero dell'Ambiente. E molte fra loro si domandano se tutte le omissioni contenute nell'Autorizzazione non configurino un atto grave su cui la magistratura ordinaria e quella europea potrebbero adesso intervenire visto che ogni altra istanza per “riformare” l'Aia è fallita. Ma c'è di più: nel decreto semplificazioni al vaglio del parlamento spunta quella che Angelo Bonelli, nel corso di una conferenza stampa oggi a Roma con medici pugliesi e l'associazione Peacelink, definisce una sorta di “norma ad aziendam”, che sembra scritta apposta per salvare capra e cavoli e che «demolisce il principio comunitario che chi inquina paga». Leggi tutto su Terraonline

LETTURE

Secondo il World Disasters Report 2012: Focus on Forced Migration and Displacement, il numero di coloro costretti ad abbandonare le proprie case (contro voglia) è in costante aumento: conflitti, povertà, disastri naturali ma anche per via del cambiamento climatico e dei progetti di sviluppo. La cosa interessa, per fare i numeri,un cittadino su 100 nel nostro pianeta, una cifra impressionante. E ha un costo di 8 miliardi di dollari l'anno. Ma, dice il rapporto, assai più alto è il costo in termini "umani". Il prezzo, inestimabile, della sofferenza

lunedì 15 ottobre 2012

MALALA YUOSUFZAI

CONSIGLIO PER LA SETTIMANA

SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE Giovedì 18 ottobre Ore 10.15 Porta Futuro INAUGURAZIONE DELLA QUARTA EDIZIONE DEL SALONE DELL’EDITORIA SOCIALE Interviene Nicola Zingaretti presidente della Provincia di Roma Ore 10.30 - 12 Sala A Round Robin PRESENTAZIONE del graphic novel ANTONINO CAPONNETTO (NON È FINITO TUTTO) di Luca Scarlini, Round Robin 2012 Intervengono Enrico Fontana, direttore “Paese Sera” Luca Scarlini, autore del libro Giovanni Tizian, giornalista e scrittore Ore 10.30 - 12 Sala B La rivista Confronti UMBERTO BRANCIA: “CERCATE ANCORA” La fatica di pensare nell’Italia di oggi Intervengono Goffredo Fofi, direttore della rivista Lo straniero Gian Mario Gillio, direttore della rivista Confronti Franca Long, saggista Valdo Spini, presidente del Cric Ore 12.15 - 13.45 Sala A Else SOMETHING ELSE La serigrafia è uno strumento conviviale Intervengono Marco Carsetti, educatore Ma’mon Kalhaf, serigrafo Claudio Tosi, Cemea del Mezzogiorno Ore 12.15 - 13.45 Sala B 66thand2nd PRESENTAZIONE del libro INUTILI FUOCHI di Raffaella R. Ferré, 66thand2nd 2012 Interviene Francesco Durante critico e scrittore Ore 14.30 - 16 Sala A Il Sirente PRESENTAZIONE del libro UCRAINA TERRA DI CONFINE di Massimiliano Di Pasquale, Il Sirente 2012 Intervengono Matteo Cazzulani, blogger Massimiliano Di Pasquale, autore del libro Angelantonio Rosato, giornalista Ore 14.30 - 16 Sala B Giornale Radio Sociale GRS, SILENZIOSO ASSORDANTE...UN ANNO DOPO La Radio è sociale, la sfida è sul web Intervengono Marta Bonafoni, direttrice Radio Popolare Roma Maurizio Mumolo, direttore Forum Terzo Settore Altero Frigerio, direttore Radio Articolo 1 Riccardo Giovannetti, presidente agenzia radiofonica Area Ivano Maiorella, direttore Giornale Radio Sociale don Gianluigi Pussino, direttore Radio Meridiana 12 Andrea Volterrani, Università di Tor Vergata Ore 16.15 - 18 Sala A Lo Straniero LA DIVINA IDIOZIA DI KURT VONNEGUT La fantascienza che ci ammaestra Ne discutono Gianfranco Bettin, assessore all’Ambiente del Comune di Venezia Goffredo Fofi, direttore della rivista Lo Straniero Maria Nadotti, giornalista Ore 16.15 - 18 Sala B Paoline PRESENTAZIONE del libro SIAMO TUTTI MIGRANTI di Vittorio De Luca, Paoline 2012 Intervengono Paolo Bustaffa, direttore agenzia di stampa Sir Vittorio De Luca, autore del libro Giancarlo Perego, direttore fondazione Migrantes Ore 18.15 - 20 Sala A Sbilanciamoci! L’ECONOMIA È DEMOCRATICA? La crisi, i mercati, il ruolo della politica Ne discutono Andrea Baranes, presidente Fondazione Banca Etica Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd Luigi Ferrajoli, Università Roma Tre Laura Pennacchi, economista Massimiliano Smeriglio, assessore alle Politiche del Lavoro della Provincia di Roma Modera Roberta Carlini, giornalista Ore 18.15 - 20 Sala B Alpine Studio PRESENTAZIONE del libro RIVOLUZIONI S.P.A. Chi c’è dietro la Primavera Araba di Alfredo Macchi, Alpine Studio 2012 Intervengono Andrea Angeli, consigliere ministero degli Esteri Giampiero Gramaglia, giornalista Alfredo Macchi, giornalista e autore del libro Ore 21 - 23 Sala A Gli Asini OMAGGIO A TRUMAN CAPOTE Proiezione di “A sangue freddo” di Richard Brooks (1967) Presentano Goffredo Fofi, critico cinematografico Gigliola Nocera, Università di Catania Venerdì 19 ottobre Ore 10.30 - 12 Sala A Unipolis CULTURE SENZA FRONTIERE Scrivere e fare musica nell’Italia multietnica Saluti di Claudio Cecchini, assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Roma Johnathan Ferramola, direttore Terra di Tutti Film Festival Goffredo Fofi, direttore della rivista Lo Straniero Roberta Franceschinelli, Fondazione Unipolis Pierfrancesco Pacoda, giornalista e saggista Enrico Pugliese, “Sapienza” Università di Roma Ambrogio Sparagna, musicista ed etnomusicologo Ore 12.15 - 13.45 Sala A Lunaria DA DOVE VIENE IL POPULISMO? La democrazia, la politica e la sua crisi Intervengono Carlo Donolo, “Sapienza” Università di Roma Carlo Galli, Università di Bologna Giulio Marcon, portavoce campagna Sbilanciamoci! Gabriella Turnaturi, Università di Bologna Modera Duccio Zola, ricercatore Ore 12.15 – 13.45 Sala B Osservatorio Iraq CRONACHE DI UNA CONTRORIVOLUZIONE Economia e politica a un anno dalle rivolte arabe Intervengono Marco Di Donato, Osservatorioiraq.it Jacopo Granci, Osservatorioiraq.it Francesca Manfroni, Un ponte per... Ore 14.30 - 16 Sala A Banca Etica OLTRE LA CRISI. Riflessioni per un nuovo modello di sviluppo e un’economia civile e solidale Ne discutono Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica Sergio Gatti, direttore generale Federcasse Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci! Modera Federica Margaritora, giornalista Ore 14.30 - 16 Sala B Consorzio dell’Altreconomia AGRIMAPs: un PROPOSTA di mappatura dei GAS di Roma e PROVINCIA e i loro produttori Ne discutono Marco Binotto, Rete dei Gas Roma e Lazio Alberto Castagnola, Consorzio Cae Maria Fonte, Università di Napoli Federico II Annarita Sacco, Associazione la Strada Cristina Salvioni, Università di Pescara e Chieti Soana Tortora, Solidarius Italia Riccardo Troisi, Reorient Ore 16.15 - 18 Sala A Sbilanciamoci! SERVE ANCORA IL SINDACATO? Dagli Stati Uniti all’Italia, la crisi di un modello Ne discutono Pierre Carniti, già segretario generale Cisl Maurizio Landini, segretario generale Fiom Antonio Lettieri, già segretario confederale Cgil Introduce e conduce Gad Lerner, giornalista Saluti Cecilia D’Elia, assessore alla Cultura della Provincia di Roma Ore 16.15 -18 Sala B Navarra Editore PEPPINO IMPASTATO E GIANCARLO SIANI L’informazione per distruggere la mafia Giorgio Di Vita, scrittore e disegnatore Alessandro Gallo, scrittore Lorenzo Misurata, associazione antimafia daSud Ore 18.15 - 20 Sala A Scuola del Sociale DALLE TORRI GEMELLE AL PANTANO AFGANO Gli Stati Uniti e la guerra al terrorismo Tariq Ali scrittore, “New Left Review” Robert Fisk giornalista, “The Independent” modera Giuliano Battiston, giornalista Ore 18.15 - 20 Sala B Exòrma IL FERTILIZZANTE SOCIALE La nuova editoria alla prova e le scommesse del terzo settore Ivano Maiorella, direttore del Giornale Radio Sociale Giulio Marcon, portavoce campagna Sbilanciamoci! Orfeo Pagnani, direttore editoriale Exòrma Andrea Volterrani, Università di Tor Vergata Ore 21.00 - 23 Sala A Scuola del Sociale DALLA “FEBBRE” A “PIANO AMERICANO” con Giuseppe Cederna attore e scrittore Sabato 20 ottobre ore 10.30 - 12 Sala B Libreria Editrice Fiorentina PRESENTAZIONE del libro IL CONTADINO COME MAESTRO ELEMENTARE di Jousse Marcel, Libreria Editrice Fiorentina 2012 Brunella Antomarini, John Cabot University, Roma Antonello Colimberti, curatore del libro Giannozzo Pucci, editore Marco Rossi-Doria, Ministero dell’Istruzione ore 11.00 - 13 Sala A Scuola del Sociale UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L’EUROPA: IL POPULISMO Ne discutono Zygmunt Bauman, sociologo Ágnes Heller, filosofa Aleksandra Jasinska-Kania, sociologa modera Giuliano Battiston, giornalista presenta Massimiliano Smeriglio, assessore alle Politiche del Lavoro della Provincia di Roma ore 12.15 – 13.45 Sala B minimum fax PRESENTAZIONE del libro LIBERA CHIESA Storie di cristiani a cui non è mai piaciuto il potere di Gilberto Squizzato, minimum fax 2012 Gilberto Squizzato, autore del libro Ore 14 - 16 Sala A Redattore Sociale IL WELFARE SOTTO ATTACCO Tra privatizzazioni e smantellamenti Ne discutono don Vinicio Albanesi, presidente Comunità di Capodarco Andrea Toma, Area Formazione Censis Cristiano Gori, London School of Economics Antonio Rosati, assessore al Bilancio Provincia di Roma Enrico Pugliese, “Sapienza” Università di Roma Modera Stefano Trasatti direttore Redattore Sociale Ore 14.30 - 16 Sala B Lo Straniero PROFEZIE DAI MARGINI. La lezione di Panikkar Ne discutono Maciej Bielawski, teologo e scrittore Don Achille Rossi, sacerdote e studioso Ore 16.15 - 18 Sala A Ediesse Editore PRESENTAZIONE del libro INCONTRARSI Racconti di donne migranti e native, Ediesse 2012 Intervengono Cristina Ali Farah, scrittrice Maria Rosa Cutrufelli, scrittrice e curatrice del libro Cecilia D’Elia, assessore alle Politiche culturali della Provincia di Roma Alessandro Leogrande, scrittore e giornalista Igiaba Scego, scrittrice e curatrice del libro Ore 18.15 - 20 Sala A Scuola del Sociale DISUGUAGLIANZE E CRISI L’economia globale e le sue contraddizioni Ne discutono James K. Galbraith, University of Texas Enrico Giovannini, presidente Istat modera Marino Sinibaldi, direttore Radio3 presenta Giulio Marcon, Scuola del Sociale della Provincia di Roma Ore 18.15 - 20 Sala B Bradipolibri PRESENTAZIONE del libro IL FOOTBALL TRA STORIA E LEGGENDA di Gabriele Manu e Marco Scialanga Bradipolibri 2012 Gabriele Manu, coautore del libro Valerio Piccioni, giornalista Marco Scialanga, coautore del libro Ore 21.00 – 23 Sala A Gli Asini Proiezione di “Don’t look back” di D.A. Pennebaker (1967) presentano Vittorio Giacopini scrittore e giornalista John Vignola, giornalista e critico musicale Domenica 21 ottobre Ore 10.30 - 12 Sala A Orecchio Acerbo Editore LORENZO MATTOTTI: ESPLORARE L’IMMAGINARIO Incontro in occasione della pubblicazione del libro LE AVVENTURE DI HUCKLEBERRY FINN di Antonio Tettamanti, Orecchio Acerbo/Coconino press 2012 Intervengono Goffredo Fofi, direttore della rivista Lo Straniero Lorenzo Mattotti disegnatore e autore del libro Ore 10.30 - 12 Sala B Officine Editoriali DIBATTITO SUL DIRITTO D’AUTORE ALLA LUCE DELLE NUOVE TECNOLOGIE Intervengono Paolo Masini, consigliere di Roma Capitale Massimo Pulejo, scrittore Marco Sambruna, scrittore Guido Scorza, avvocato Ore 12.15 - 13.45 Sala A Edizioni dell’Asino L’INCHIESTA COME UN ROMANZO Narrare il presente Ne discutono Alessandro Coppola, ricercatore Alessandro Dal Lago, Università di Genova Alessandro Leogrande, scrittore e giornalista Gabriela Wiener, scrittrice e giornalista Modera Nicola Villa, vicedirettore della rivista Gli Asini Ore 12.15 - 13.45 Sala B Nottetempo PRESENTAZIONE del libro LA SOCIETÀ DELLA STANCHEZZA di Byung-Chulhan, Nottetempo 2012 Interviene Attilio Scarpellini, critico e giornalista Ore 14.30 - 16 Sala A Elèuthera PRESENTAZIONE del libro NON HO BISOGNO DI STARE TRANQUILLO. Errico Malatesta, vita straordinaria del rivoluzionario più temuto da tutti i governi e le questure del regno di Vittorio Giacopini, Elèuthera 2012 Interviene Giuliano Milani, giornalista Vittorio Giacopini , scrittore e autore del libro Ore 14.30 - 16 Sala B Gli Asini L’AMERICA PROFONDA Proiezione del film “Harlan County” di Barbara Kopple (1976) Presentano Goffredo Fofi, critico letterario Sandro Portelli, “Sapienza” Università di Roma Ore 16.15 – 18 Sala A Sbilanciamoci! OCCUPY ALLA CASA BIANCA Movimenti e politica negli Stati Uniti Ne discutono Bruno Cartosio, Università di Bergamo Donatella della Porta, European University Institute Marco D’Eramo, giornalista Martino Mazzonis, giornalista Introduce e coordina Mario Pianta, Università di Urbino Ore 16.15 -18 Sala B Jaca Book PRESENTAZIONE del libro TALPE A CARACAS. Cose viste in Venezuela di Geraldina Colotti, Jaca Book 2012 Luciana Castellina, giornalista e scrittrice Geraldina Colotti ,giornalista e autrice del libro Indira Pineda, sociologa Isaia Rodriguez, ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela Luciano Vasapollo, direttore Centro Studi Cestes modera Nadia Angelucci, giornalista Ore 18.15 - 20 Sala A Lo Straniero AMERICA PROTESTANTE E AMERICA CATTOLICA Letture sociali del Vangelo Ne discutono Bruno Cartosio, Università di Bergamo Mario Miegge, Università di Ferrara Mario Perniola, Università di Tor Vergata Sandro Portelli, “Sapienza” Università di Roma Modera Stefano Velotti, “Sapienza” Università di Roma Ore 18.15 - 20 Sala B La Nuova Frontiera PRESENTAZIONE del libro CORPO A CORPO Storie di giornalismo gonzo di Gabriela Wiener, La Nuova Frontiera 2012 Interviene Francesca Bianchi, traduttrice Tiziana Lo Porto, giornalista Gabriela Wiener, scrittrice e autrice del libro Modera Lorenzo Ribaldi, editore Ore 21 - 23 Sala A Scuola delSociale COME NASCONO LE STORIE con ASCANIO CELESTINI A cura della Scuola del Sociale della Provincia di Roma

domenica 14 ottobre 2012

SE LA UE PRENDE IL NOBEL

“Grottesco” mi sembra davvero il termine più appropriato per definire il Nobel per la pace all'Unione europea appena tributato dal comitato che in Norvegia sceglie chi, si suppone, si sia battuto nel 2011 per la pace. La motivazione riguarda l'impegno europeo a garantirla nei suoi ormai vasti confini e la capacità di mettere assieme vittime e carnefici, amici e ex nemici. Tutto vero, ma nel 2011 la Ue cosa ha fatto per garantire o promuovere la pace nel mondo oltre che nei suoi confini entro i quali ormai da decenni non si combatte più?
Mi pare che uno dei capi di Stato membri della Ue abbia promosso e favorito una guerra di bombardamenti aerei cui si è piegata anche l'Italia con un'imbarazzante dichiarazione di Napolitano e un'acquescente sostegno poco motivato del nostro parlamento. Una guerra a suon di bombe condotta dalla Nato i cui numeri (per quel che concerne le vittime) non conosciamo e che, col senno di poi, appare un'evidente scelta per controllare, più che lo spazio democratico, lo spazio petrolifero. Cosa fece l'Europa per tentare con ogni mezzo pacifico di evitare il conflitto? A me pare che non abbia fatto nulla Altra zona del mondo, altro conflitto: Afghanistan. Gli europei, e nemmeno tutti se si pensa alla Gran Bretagna, han cercato di essere meno belligeranti dei loro cugini americani nel conflitto che da trent'anni dilania il Paese. Ma sono sempre stati zitti sui bombardamenti, sulle vittime civili, sullo stallo del processo negoziale. Se si esclude la Turchia, che non è nella Ue, l'Unione europea in Afghanistan non ha fatto niente per la pace. Semmai per la guerra, compresa una spesa imbarazzante sul piano militare che sta nel rapporto 9 a 1 rispetto all'impegno civile. Dunque....
Dunque questo premio mi pare fuori luogo. Avrei trovato più onesto darlo ad Hamid Karzai o alla Turchia a cui invece prudono le mani (nel 2012) nei confronti della Siria. Credo che il Nobel della pace non si debba dare a chi fa la guerra ma a chi promuove la pace e forse, visto in quest'ottica, acquista un senso quello che, tra mille polemiche, venne attribuito a Kissinger e Le Duc Tho nel 1973. Entrambi erano soggetti di guerra che però rappresentavano anche il tentativo di uscire da quel conflitto, che terminò due anni dopo, coi negoziati di Parigi. Io a Kissinger non l'avrei dato (nemmeno col senno di poi) ma mi sembra davvero che nemmeno la Ue, che non sa ancora neppure chi andrà a ritirarlo, se lo sia meritato.