I
fumetti dell’epica tradizionale che andavano a ruba sulle
bancarelle, affascinarono anche i primi viaggiatori occidentali che
scoprirono negli anni Settanta i diversi tipi di nuvole dell’India. Rievocazioni fumettistiche per l'inserto Asia de il manifesto uscito venerdi col quotidiano

In
India, di cui quei giovinastri curiosi ignoravano tutto mentre si
lasciavano affascinare da incensi e religioni, stili di vita e quel
misto incredibile di mogul, British India e pinnacoli fallici dei
templi induisti, i fumetti erano realtà da tempo. E solo il nostro
provincialismo poteva farci credere che la terra del fumetto d’autore
fosse solo quella occidentale o statunitense che peraltro aveva
influenzato la nascita dei primi comic (di origine oltreoceanica come
Mandrake, Flash Gordon o Rip Kirby) apparsi sulle pagine del Times
of India
già dagli anni Sessanta (un fenomeno che era arrivato anche da noi
sulle pagine de Il Giorno di Mattei). Solo un decennio dopo, in India
si potevano però già cogliere i frutti di una evoluzione nazionale
dell’arte del fumetto che ripescava miti e storie della tradizione
locale e traduceva in nuvole molto popolari i personaggi del
Mahabharata o del Ramayana, poemi epici della traduzione indù.

Certo
l’epopea del fumetto un po’ scolastico ma suggestivo che
raccontava le avventure delle divinità e di qualche guru, re o
santone, resta un fenomeno interessante e che continua a essere
pubblicato o ripubblicato oltreché essersi trasformato in una sorta
di cult per
collezionisti appassionati che passano il loro tempo a
spulciare le bancarelle di Calcutta o di Delhi in cerca di “The
False Hermit” (edizioni D. Kumar) di P. B. Kavadi, disegnatore che
adesso si è dedicato a un’edizione del Mahabharata in e-comic per
stare al passo con i tempi.
“Solo
perché il ragazzo era cieco, Soordas divenne il bersaglio di ogni
scherzo di cattivo gusto – racconta una delle sue tante storie –
ma la sua famiglia non si rendeva conto che lui poteva vedere più di
chiunque altro… poteva dirigere un pastore alla sua capra perduta o
descrivere esattamente come l'idolo del suo amato Signore Krishna
fosse vestito nel tempio quel tal giorno. L'imperatore mogul Akbar
venne personalmente ad invitarlo nella sua corte...”.
Buona
lettura.
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