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martedì 22 settembre 2026

Si stanno per chiudere le iscrizioni alla Scuola di giornalismo Lelio Basso



La Fondazione Lelio e Lisli Basso – ETS presenta la ventiduesima edizione della sua scuola di giornalismo d’inchiesta e reportage. Le iscrizioni si stanno per chiudere
Il corso annuale, della durata di 930 ore totali, prevede 600 ore di lezioni frontali, 30 ore seminariali e 300 ore di tirocinio formativo presso una testata giornalistica convenzionata: Altreconomia, Associated Press, Atlante delle guerre, CeSPI, CityNews, Collettiva, Confronti, Domani, Euronews, Facta/Pagella Politica, Il Fatto Quotidiano, il Foglio, il manifesto, Il Resto del Carlino, Internazionale, IRPIMedia, Left, Legambiente, L’Espresso, Open Migration, Oxfam, Radio popolare, Radio Vaticana, RAI, Staffetta quotidiana, 9colonne agenzia giornalistica e altre. 


Per leggere il bando clicca qui 


lunedì 21 settembre 2026

lunedì 10 agosto 2026

Buon Viaggio all'Eden caro Sam


Ieri notte un vecchio amico se n’è andato. Sam (Sem), al secolo Alessandro Forte da Feltre (nel senso del quartiere), è stato per molti di noi un compagno di viaggi, sogni e fantasie sempre all’insegna del buonumore. Un male dannato lo ha costretto una settimana in ospedale eppure Sam è riuscito, anche in quel caso, a parlar bene delle infermiere, dello staff, del cibo e persino della vista mare dalla sua stanza sul Mediterraneo che bagna Imperia. 

La grande consolatrice, come qualcuno la chiama, se l’è portato via in un buf, ma senza sofferenza. A noi resta un ricordo “forte” di quei sogni vissuti assieme che allora si chiamavano “viaggio all’Eden” e che gli fecero conoscere il suo più grande amore con cui viveva in Liguria. Un abbraccio a sua moglie Rebecca, alle figlie Alaya e T’ai con le nipotine. Ciao Sam, non potremo mai dimenticarti.



Sopra, Sam tra due vecchi amici. Sotto, una foto del 1971 del Magic Bus a Istanbul tratta da un giornale locale

venerdì 7 agosto 2026

Se Bangkok offre la sponda ai golpisti birmani


Il recente Forum d'affari Thailandia-Myanmar 2026 si è tenuto a Bangkok per rilanciare le economie di confine e migliorare il benessere bilaterale tra i due Pesi. 

Sarebbe una notizia non particolarmente eccitante se non fosse per la presenza nella capitale thai del  Presidente del Myanmar Min Aung Hlaing che ha copresieduto il Forum d'affari con il premier  thai Anutin:  "Un nuovo capitolo e il futuro del rafforzamento del partenariato commerciale tra Thailandia e Myanmar", recita la nota ufficiale, riafferma la cooperazione economica bilaterale basata sulla fiducia e sul vantaggio reciproci.

Nel suo discorso di apertura, il Primo Ministro Anutin ha sottolineato il settore privato come motore vitale del commercio bilaterale, attualmente valutato a 7,4 miliardi di dollari. La Thailandia si sta preparando ad ospitare quest'anno una riunione del Comitato commerciale congiunto tra i ministri del commercio dei due Paesi, con l'obiettivo di incrementare il valore degli scambi commerciali fino a raggiungere i 12 miliardi di dollari e rivitalizzare il commercio transfrontaliero lungo il confine tra Thailandia e Myanmar. Anutin ha anche detto che vuole favorire il ruolo del Myanmar nell'Asean: in una parola, far tornare la dittatura birmana a contare dopo anni di esclusione nel grande Forum del Sudest asiatico.

Bangkok è sempre stata la capitale che, del Sudest asiatico, è stata la più vicina al Myanmar. Il suo ministro degli Esteri visitò Aung San Suu Kyi, unico diplomatico di rango, e i vari premier si sono sempre spesi per reincludere il Myanmar nell'Asean, l'associazione regionale de cui Nyapydaw è stata esclusa dal golpe del 2012. Bangkok ha diversi motivi: commerciali e di lotta alle cybertruffe e al narcotraffico senza troppo nascondere le simpatie per regimi militari che smettono la divisa e si presentano in abiti civili. Min Aung Hlaing ne ha approfittato. E non sembra un caso che, nei giorni scorsi, abbia permesso al Comitato della Croce rossa di vedere la Lady confermando dunque che è viva e in buona salute. Un'offensiva diplomatica sottile iniziata a Naypydaw e terminata a Bangkok. Che non ne esce bene visto che Anutin ha preferito non menzionare la guerra civile e il suo carico di 100mila vittime. Valgono meno degli affari e dei regimi con la divisa nell'armadio.




I

giovedì 11 giugno 2026

Mostrine e incarichi civili. La scelta indonesiana


Il parlamento indonesiano ha approvato martedì scorso le modifiche alla legge nazionale sulla polizia che consentono agli agenti in servizio di accettare incarichi nel governo civile. Una scelta che completa la revisione della legge che da un anno regola le funzioni dell’esercito e che permette ai militari di ricoprire un maggior numero di incarichi civili.

Per Prabowo Subianto, presidente dal 2024, ex genero del dittatore Suharto e gia' generale delle Forze armate, la riforma di militari e polizia è sempre stata una priorità, insieme alla discussa e fallimentare operazione del cibo gratuito nelle scuole. La legge inoltre è stata approvata all’unanimità in una sessione plenaria del parlamento, il che rivela un consenso preoccupante.

L’ex comandante delle Forze speciali, uomo dal passato oscuro e sensibile alle richieste della destra civile e religiosa, ha già nominato ufficiali di polizia e militari nella sua amministrazione; ora, però, potranno farlo anche senza dimettersi, in barba a una recente sentenza della Corte costituzionale.

L’escamotage è che gli agenti possono evitare di dimettersi se le posizioni civili sono correlate a compiti e funzioni legati alla sicurezza, mantra ormai molto diffuso. Le modifiche, inoltre, estendono di un anno l’età pensionabile obbligatoria per gli ufficiali e per i vertici del corpo. «Il governo sembra replicare quanto fatto con la legge militare», ha detto alla Reuters Haeril Halim di Amnesty International Indonesia, aggiungendo che si tratta di «un segno di autoritarismo, in cui le forze di difesa e di sicurezza vengono utilizzate per sostenere chi è al potere».

E' tutto purtroppo molto in linea con l'Indonesia di un presidente che la vuole autoritaria e populista, nuovamente vicina a Washington e perche' no a Putin, strizzando l'occhio alla Cina. Ma mettendo in galera tutti o quasi quelli che criticano e protestano come successo dall'estate scorsa a 4mila studenti.

giovedì 14 maggio 2026

Lost Land su due lati del confine all'Anteo di Milano


 Lunedì 18/05/2026

ore 19.15

 Anteo Palazzo Del Cinema - 

Milano








Prima di Lost Land, lungometraggio del giapponese Akio Fujimoto  dedicato alla vicenda dei Rohingya divisi tra Birmania e Bangladesh, Giuliano Battiston ed io presentiamo "Su due lati del confine", un saggio appena pubblicato da Add che ricostruisce la drammatica storia di un popolo apolide diviso dal confine tra le due nazioni asiatiche. Per biglietteria e altro clicca qui 

Lost Land

Genere: Dramma

Lingua: Italiano

Regia: Akio Fujimoto

Anno: 2025

Con: Muhammad Shofik Rias Uddin, Shomira Rias Uddin

Nella speranza di ricongiungersi con la loro famiglia, il piccolo Shafi, quattro anni, e la sorella Somira, nove, lasciano un campo profughi Rohingya in Bangladesh per intraprendere un pericoloso viaggio verso la Malaysia.

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Myanmar e Bangladesh sono divisi da un confine di poco più di 250 chilometri, segnati per buona parte da un fiume e da una piccola catena montuosa. Argine al mescolamento e allo stesso tempo membrana porosa tra i due Paesi, la frontiera è teatro di conflitti e stravolgimenti politici che riguardano soprattutto la minoranza etnica dei Rohingya, perseguitata sistematicamente da anni e priva di cittadinanza. Questo libro, un reportage inchiesta che si dipana sui due lati di quel confine, è un lavoro a quattro mani con un caro amico e collega, Giuliano Battiston,  che vede la prefazione della nostra sorellina di Lettera22, Paola Caridi.