Ma il piccolo museo di Ban Man Da, a quattro chilometri dalla cittadina laotiana di Nong Khiaw, è qualcosa di più. E’ un’opera d’arte che non nasconde gli orrori della guerra ma la cui bellezza, pur nel costruire il museo con pezzi di bombe, giberne, missili, cassette di munizioni, elmetti, lascia alla fine un senso di serenità. Di perdono forse misto a compassione come insegna la tradizione buddista. Questa opera è stata fatta dal signore che vedete nella foto qui a destra, che si chiama Phuong, e da suo figlio che si sono messi in testa di ricordare coi manufatti della guerra la storia poco nota di un conflitto. E si, perché la guerra in Laos come in Cambogia, non a caso fu definita una secret war: nessuno doveva sapere dei B52 che, partiti dalla base Usa-Thai di Udon Thani, bombardarono a tappeto il fragile Laos.
Il Laos è il Paese più bombardato della Storia in proporzione alla sua popolazione, con oltre 2 milioni di tonnellate di ordigni sganciati dagli Stati Uniti tra il 1964 e il 1973 (aveva allora meno di 3 milioni di abitanti; oggi ne ha meno di 8). Circa 80 milioni di submunizioni a grappolo inoltre non sono esplose, lasciando il 30% del paese contaminato e causando oltre 20.000 vittime dalla fine della guerra. Una tragedia di oltre 50 anni fa ma che continua ad uccidere.









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