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lunedì 1 aprile 2013
IL RITORNO DI NADER NADERI
Si è insediato giovedi scorso nel suo nuovo ufficio, a capo del prestigioso centro di ricerca Areu, Nader Naderi, che molti ricorderanno come uno dei migliori personaggi dello staff della Commissione indipendente per i diritti umani. Ma in Afghanistan, la declinazione “indipendente”, può essere pericolosa così che Naderi è stato fatto fuori dalla Commissione l'anno scorso su diretto input del presidente Karzai. Non ci si può che felicitare del fatto che Naderi abbia adesso un altro posto e degno di una figura del suo rango, così che la sua esperienza non si perda. E nemmeno la sua indipendenza.
sabato 24 dicembre 2011
IL BRUTTO REGALO DI KARZAI NEL DOPO BONN
Cattivo regalo di natale del presidente afgano. Che licenzia tre membri della Commissione indipendente per i diritti umani
Se è vero che a noi, come agli altri occidentali, spetta di aiutare gli afgani a ricostruire il Paese dalle macerie della guerra (come ben spiega l’ambasciatore De Maio qui accanto), anche agli afgani spetta una parte non meno importante. In particolare al governo retto dal presidente Karzai, che ha però appena dato il segnale opposto. Cedendo alle pressioni dei suoi vice, ha dimissionato, a sorpresa, tre commissari della Aihrc (Commissione indipendente per i diritti umani), tra cui Nader Naderi e Fahim Hakim, due autorevoli membri che si sono distinti per autonomia e serietà (il terzo è Ghulam Mohamad Ghareb). Motivo ufficiale: termine del mandato. Ma Naderi ha lavorato a una mappatura degli abusi durante il conflitto, mentre Hakim è il personaggio che, durante il processo elettivo che ha portato alla delegazione della società civile a Bonn, più ha fatto per resistere alle pressioni che volevano snaturarla. I rimpiazzi: Mawlawi Mustafa Barakzai, mullah fedele a Karzai; Ayub Asif, che ha all’attivo soprattutto la sua permanenza all’estero; Qudria Yazdanparast, ex-parlamentare islamista, che ha come unico valore aggiunto, dicono a Kabu, l’esser una donna.
A Bonn si è parlato molto di coinvolgere la società civile nella ricostruzione ma ecco che si punisce e si leva di mezzo chi ha lavorato proprio a questo fine. Non un bell’inizio
Se è vero che a noi, come agli altri occidentali, spetta di aiutare gli afgani a ricostruire il Paese dalle macerie della guerra (come ben spiega l’ambasciatore De Maio qui accanto), anche agli afgani spetta una parte non meno importante. In particolare al governo retto dal presidente Karzai, che ha però appena dato il segnale opposto. Cedendo alle pressioni dei suoi vice, ha dimissionato, a sorpresa, tre commissari della Aihrc (Commissione indipendente per i diritti umani), tra cui Nader Naderi e Fahim Hakim, due autorevoli membri che si sono distinti per autonomia e serietà (il terzo è Ghulam Mohamad Ghareb). Motivo ufficiale: termine del mandato. Ma Naderi ha lavorato a una mappatura degli abusi durante il conflitto, mentre Hakim è il personaggio che, durante il processo elettivo che ha portato alla delegazione della società civile a Bonn, più ha fatto per resistere alle pressioni che volevano snaturarla. I rimpiazzi: Mawlawi Mustafa Barakzai, mullah fedele a Karzai; Ayub Asif, che ha all’attivo soprattutto la sua permanenza all’estero; Qudria Yazdanparast, ex-parlamentare islamista, che ha come unico valore aggiunto, dicono a Kabu, l’esser una donna.A Bonn si è parlato molto di coinvolgere la società civile nella ricostruzione ma ecco che si punisce e si leva di mezzo chi ha lavorato proprio a questo fine. Non un bell’inizio
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