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martedì 20 ottobre 2020

Bangkok: oggi pausa ma non si molla

Oggi a Bangkok il movimento si e' limitato a flash mob con le tre dita alzate tanto per dire: e' una pausa ma non si molla la lotta ormai in piedi da mesi e reiterata in una settimana di manifestazioni

 Quella di ieri invece  è stata, nella capitale e in altre città della Thailandia, la sesta giornata consecutiva di manifestazioni di piazza che, iniziate mercoledi 15 scorso, sono proseguite tutti i pomeriggi a seguire dopo che la polizia, la mattina del giovedi, aveva arrestato i leader della protesta e sgomberato il presidio notturno dei manifestanti davanti al Palazzo del governo. Il pacifico assedio aveva spinto il premier a emanare un decreto che inasprisce lo stato di emergenza già in atto per il Covid. Nella giornata di venerdi, dopo che il decreto era stato approvato dall’esecutivo, la polizia ha usato la mano pesante utilizzando cannoni ad acqua per disperdere la folla radunatasi in centro città nel pomeriggio. Le immagini hanno fatto il giro del mondo e messo in imbarazzo il governo che nei giorni seguenti ha lasciato che le manifestazioni di piazza si svolgessero senza interferenze anche se gli arresti sono continuati. Il governo, secondo diversi osservatori, resta indeciso tra misure più dure (il coprifuoco o addirittura la legge marziale) o scelte più morbide, un’opzione quest’ultima che al momento sembra prevalere. Oggi infatti il gabinetto discuterà della convocazione di una sessione speciale del parlamento per dibattere sull’escalation del conflitto tra i manifestanti e il governo del premier Prayut Chan-o-cha (di cui il movimento vuole le dimissioni). Una scelta su cui lo stesso premier si è detto d’accordo...

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venerdì 16 ottobre 2020

Il terzo giorno della protesta a Bangkok

Per la terza giornata consecutiva Bangkok e stata il teatro di una nuova manifestazione popolare che, iniziata alla 5 del pomeriggio, si è protratta per diverse ore per poi sciogliersi in serata dopo che la polizia ha usato pesanti getti d’acqua per sciogliere l’assembramento. Ma la promessa è di tornare in piazza domani: il punto di ritrovo resta però segreto proprio per evitare che, come successo oggi, i dimostranti si trovino circondati dalla polizia che vuole ormai cercare di impedire che si riuniscano in pubblico più di 5 persone. Prayut Chan O Cha in alta uniforme qunad'era in servizio Prayut Chan O Cha in alta uniforme qunad’era in servizio Sebbene oggi la polizia abbia usato le maniere forti, la strategia del governo tailandese del premier Prayut è stata chiara sin dall’inizio: lasciar sfogare la piazza senza intervenire e praticare arresti selettivi per ora senza sparare un colpo. Gli occhi del mondo sono puntati su Bangkok, la cui piazza sembra ripetere quanto avvenuto a Hong Kong e dunque bisogna essere accorti....

giovedì 15 ottobre 2020

Marcia a Bangkok. La vittoria della piazza e la reazione del governo

  Dopo la proclamazione stamattina dello stato di emergenza, la polizia ha sciolto la manifestazione accampatasi attorno al palazzo presidenziale da ieri pomeriggio quando un vasto corteo di migliaia di tailandesi ha marciato dal monumento alla democrazia nel centro di Bangkok fino alla sede dell’esecutivo chiedendo la testa del premier e una revisione della Costituzione. La polizia, che ha schierato 2mila agenti per evitare nuovi assembramenti, ha arrestato diversi manifestanti tra cui Panusaya “Rung” Sithijirawattanakul, Arnon Numpha, Parit Chiwarak and Prasit Krutharote, i volti più noti della protesta. Il decreto, firmato dal Premier Prayut, vieta riunioni pubbliche di oltre 5 persone e vieta la pubblicazione di “messaggi illegali” sui social media. La svolta di questa mattina è la risposta alla giornata di mercoledi che si è dimostrata un successo per gli organizzatori di una protesta che va avanti ormai da mesi e che, per la prima volta nella storia recente del regno siamese, mette sotto accusa anche la casa reale che la Costituzione privilegia del diritto di punire duramente la lesa maestà. Oggi un piccolo gruppo ha comunque manifestato nelle vie della capitale contro gli arresti (una quarantina).

  La manifestazione, che era prevista ieri alle 2 del pomeriggio di mercoledì è in realtà iniziata in anticipo, alle 8, per protestare contro l’arresto la sera prima di alcuni attivisti....

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In alto, il tragitto della marcia in una ricostruzione del BangkokPost

lunedì 12 ottobre 2020

Thailandia: 10 punti per cambiare un regno

Il 14 ottobre è una giornata importante per il movimento tailandese che da mesi attraversa le piazze di Bangkok e di altre città della Thailandia chiedendo le dimissioni del premier e una riforma costituzionale che riveda la legge elettorale e limiti i poteri della monarchia, una delle più longeve del pianeta. Per quella data il movimento degli studenti, che nel tempo ha raccolto consensi anche tra la classe media e tra alcuni membri dell’opposizione in parlamento, si è nuovamente dato appuntamento nella centrale piazza di Bangkok dove campeggia un simbolico monumento alla democrazia per quella che è l’ennesima prova di forza con il governo di Prayut Chan-o.Cha, un ex generale golpista che si è assicurato un nuovo mandato nel 2019 grazie a una maggioranza blindata garantita da un senato non eletto. Ma la prova di forza è anche con il re Rama X, un monarca poco amato dal suo popolo ma protetto da una delle più dure leggi contro chi diffama la casa reale, reato per cui vengono comminate pene severissime....

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venerdì 9 ottobre 2020

La legge sul mercato del lavoro scuote l'Indonesia

La rabbia che da lunedi scorso infiamma la nazione insulare del Sudest asiatico dopo l’approvazione in parlamento della Legge Omnibus su lavoro e investimenti è esplosa martedi, mercoledi e giovedi nella capitale allargandosi anche ad altre città in tutto l’arcipelago indonesiano. Decine di migliaia di indonesiani hanno continuato infatti a manifestare in tutto il Paese come ormai avviene dal giorno dopo l’approvazione della legge di riforma del mercato del lavoro. Gli arresti ammontano a centinaia mentre scioperi e proteste scuotono diverse città indonesiane soprattutto a Giava. L’atmosfera è tesa e i sindacati, che hanno proclamato tre giorni di sciopero, non intendono mollare la presa sino a che la legge non tornerà in parlamento, cosa probabile perché, gli stessi partiti che le hanno votato contro, forti della piazza, potranno ora pretenderne una revisione. La legge, che modifica 79 disposizioni legislative in materia di lavoro e che è stata fortemente voluta dall’esecutivo del presidente Joko “Jokowi” Widodo, è stata approvata con il sostegno di sette partiti su nove. E ora i due contrari – quello dell’ex presidente Yudhoyono e una formazione islamista – promettono battaglia mentre la Confederation of All Indonesian Workers Unions (quasi 5 milioni di aderenti) vuole sottoporre il caso alla Corte costituzionale.....

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mercoledì 7 ottobre 2020

La pandemia non ha fermato la guerra. Un atlante geopolitico del virus

                                                                                                                “Il 23 gennaio 2020 la città cinese di Wuhan viene sigillata. Poi è la volta di Huanggang e quindi di Ezhou.

 Secondo l’OMS isolare una città grande come Wuhan è senza precedenti nella storia della salute pubblica. Da qui che comincia la storia del Covid-19 verso cui il continente più vasto e popoloso del Pianeta adotterà risposte molto diverse”, a volte con reazioni virtuose e innovative, a volte con gestioni tardive o mistificando i dati, a volte facendo pagare la pandemia ai più poveri, agli immigrati, alla gente delle periferie. E’ quanto si legge, nella parte dedicata all’Asia, nello “Speciale Covid” prodotto dall’Associazione “46mo Parallelo” che da dieci anni pubblica un “Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo” (edito in Inglese e in Italiano) che dà conto dello stato di salute della pace nel pianeta. Nell’edizione 2020, pervenuta all’Agenzia Fides, lo Speciale riflette sullo sviluppo del Covid19 e sui suoi riflessi sugli equilibri geopolitici mondiali, riferendo gli effetti della pandemia non solo dal punto di vista sanitario e indagando le principali strategie per contenerla e sconfiggerla. Soprattutto, se ne osservano le conseguenze socio-economiche e politiche a livello mondiale. L’Atlante descrive, inoltre, i riposizionamenti strategici e militari, la rete delle alleanze internazionali, gli scontri che la pandemia ha alimentato o creato, la tregua inascoltata lanciata dall’Onu e da Papa Francesco e i casi in cui il “pretesto” del Coronavirus ha permesso “leggi speciali” e la sospensione dei diritti. Infine degli effetti sulle aree di conflitti più o meno conclamati o intesivi.
“La pandemia Covid-19 non ha fermato le guerre – si legge nella presentazione l’Atlante – e ha sostanzialmente lasciato ignorato l’appello delle Nazioni Unite e del Pontefice per una tregua. Non ha riequilibrato la distribuzione della ricchezza e il Pil mondiale è crollato ma a essere colpiti sono stati soprattutto i poveri. L’economia informale, quella di strada, che consentiva a miliardi di persone di vivere in Africa, America Latina e Asia, è stata spazzata via. E mentre tutto questo accade, immense risorse, che potrebbero essere impiegate per contrastare l’epidemia sul piano sanitario, sociale ed economic, vengono investite in armi”.

lunedì 28 settembre 2020

Scuola di giornalismo Lelio Basso​ - ​ XVI edizione ​ - ​ 2020-2021

Scuola di giornalismo Lelio Basso​ - ​ XVI edizione ​ - ​ 2020-2021: “Questioni internazionali, giornalismo investigativo e reportage” 


La Fondazione Lelio e Lisli Basso Onlus presenta la sedicesima edizione del suo corso di giornalismo e comunicazione multimediale. Il corso annuale, della ​ durata di 1130 ore totali, ​ prevede 600 ore di lezioni frontali, 30 ore seminariali, 200 ore di utilizzo di spazi laboratoriali e 300 ore di tirocinio formativo presso una testata giornalistica convenzionata: ​ Agenzia Dire, Collettiva, DinamoPress, Fanpage, Gruppo GEDI, Il Fatto Quotidiano, il manifesto, Left, IRPI - Investigative Reporting Project Italy, Oxfam, Radio Vaticana, RAI Radiotelevisione italiana, Sky TG24, 9colonne agenzia giornalistica ​ e altre. La Scuola fornisce tutti gli strumenti teorici e tecnici indispensabili per il giornalismo nelle sue diverse declinazioni e gli approfondimenti culturali per interpretare il mondo contemporaneo. 

Il percorso formativo del corso è incentrato sulla inchiesta giornalistica e il reportage, con particolare attenzione all’utilizzo di tutti gli strumenti e linguaggi multimediali atti alla gestione e al racconto della notizia: scrittura, ripresa video e montaggio, fotografia, data journalism, radio e podcast, web, social media. Il corso approfondisce inoltre il tema dei diritti nelle aree del mondo di particolare rilevanza geopolitica, approfondendone gli aspetti storici, giuridici, politici e culturali. Le lezioni si terranno a partire dalla prima settimana di novembre, dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13:30, salvo diverse disposizioni organizzative Sono previsti alcuni incontri seminariali pomeridiani secondo un calendario che verrà comunicato durante il corso. Le lezioni termineranno nel mese di giugno 2021, faranno seguito le 300 ore di ​ tirocinio formativo presso sedi giornalistiche rappresentative di tutti i settori del giornalismo e della comunicazione. Saranno ammessi al tirocinio formativo gli studenti con assenze non superiori al 20%, che abbiano superato l’esame finale attestante le conoscenze acquisite. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di frequenza con una valutazione personale. Requisiti di ammissione​ : aver compiuto la maggiore età e il possesso del diploma di scuola media superiore.Il corso è a numero chiuso, i candidati dovranno svolgere ​ un esame di ammissione consistente nella redazione di un elaborato scritto con argomento di attualità giornalistica a partire da tracce fornite dalla commissione; un colloquio individuale con i membri della commissione su temi di attualità. In caso di effettiva necessità l’esame potrà essere svolto a distanza. Il corso partirà solo al raggiungimento di un numero minimo di allievi. 

Qualora non venga raggiunto il numero minimo di iscritti la quota d’iscrizione verrà tempestivamente restituita. Graduatoria d’esame finale: ​ la commissione esaminatrice, verificati i requisiti d'accesso, stilerà una graduatoria finale. Ai fini della valutazione espressa in centesimi concorreranno il voto della prova scritta (50%) e il voto della prova orale (50%). Il giudizio della commissione esaminatrice è insindacabile. In caso di mancata ammissione la quota d’iscrizione sarà restituita. Sede del corso: il corso si terrà presso la sede della Fondazione Basso, via Dogana Vecchia 5, Roma. La direzione si riserva la possibilità di indicare, in qualsiasi momento durante l’anno accademico, sedi di lezione diverse dalla propria e modalità di didattica alternative alle lezioni in presenza, in base a eventuali disposizioni normative inerenti alle condizioni sanitarie in corso. 

Modalità di iscrizione e costi: il costo del corso è di €. 3.400,00, da versare sul conto corrente della Fondazione Lelio e Lisli Basso, Conto BNL, IBAN IT18I0100503373000000002777, nella seguente modalità: € 100,00 per l’iscrizione, non rimborsabili in caso di rinuncia; a seguito del superamento della prova di ammissione il saldo di € 3.300,00 entro l’inizio del corso, oppure da due rate da €. 1.650,00 (la prima rata da saldare entro l'inizio del corso, la seconda a un mese dall’inizio delle lezioni). La domanda di iscrizione va redatta esclusivamente on-line su apposito modulo scaricabile dal sito www.fondazionebasso.it, allegando curriculum, documento di identità e ricevuta di pagamento della quota d'iscrizione all’esame, dal 15 luglio al 15 ottobre 2020 entro le ore 24. Il sito registrerà l’orario esatto di invio della domanda. Date: Apertura bando: 15 luglio 2020 Open Day: 15 settembre, 24 settembre 2020

Esami: la data delle prove d’esame verrà comunicata ai candidati alla chiusura del bando. Inizio lezioni : 3 novembre 2020 Termine lezioni: 30 giugno 2021 Tirocini: a partire dal 1 luglio 2021 e termine entro il 31 marzo 2022 Per ulteriori informazioni, per la descrizione dei moduli didattici e chiarimenti rivolgersi a: Fondazione Lelio e Lisli Basso, via de