Visualizzazioni ultimo mese

Cerca nel blog

Translate

Visualizzazione post con etichetta Pba. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pba. Mostra tutti i post

domenica 1 novembre 2015

Myanmar: questo Paese non è per musulmani

I due sfidanti del voto di domenica:
 Aung San Suu Kyi della Lnd
 Thein Sein, premier e capo dell'Usdp
Sono una novantina i partiti che si proporranno al voto dell'8 di novembre in Myanmar quando si svolgeranno le elezioni generali: le prime da che al governo – dal 2011 - non ci sono più uomini in divisa. Ma il timore che i militari e le loro milizie – che appoggiano il partito di governo - possano intimidire e minacciare chi si reca alle urne orientando il voto è una possibilità non troppo remota che è stata appena denunciata da un rapporto di Human Rights Wath.

 C'è di più: secondo un membro del maggior partito di opposizione, che fa capo alla Nobel birmana Aung San Suu Kyi, i suoi leader hanno messo in piedi una vera e propria purga dei candidati musulmani nelle liste elettorali: la leadership della Lega nazionale per la democrazia (Lnd) è spaventata – ha spiegato il personaggio ad Al Jazeera - dalla possibilità che il risveglio di un razzismo che vorrebbe difendere la purezza della razza e la religione della maggioranza e che si è scatenato negli ultimi anni contro la minoranza musulmana - il picco massimo si è verificato nel 2012 – riemerga facendosi propaganda elettorale. Un timore che l'ha decisa a espellere dalle fila dei suoi oltre mille candidati (regionali e nazionali) chiunque abbia il marchio del credo di Maometto, nonostante i musulmani in Birmania siano circa 5 milioni il che fa di loro una percentuale rilevante della popolazione del Paese: 48 milioni.