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giovedì 26 giugno 2014

Il foto giornalismo visto da Mario Dondero

Uscito in libreria il 19 luglio, “Lo scatto umano” è una breve storia del fotogiornalismo dalle origini a oggi raccontata dal fotogiornalista italiano per eccellenza. Travolti dalle vicende afgane non ne abbiamo dato notizia. Ecco una sintesi del lavoro

Raccontato con passione da uno dei grandi protagonisti della fotografia italiana ed europea in una conversazione che attraversa i ricordi di sessant'anni di vita professionale con la Leica al collo, questa breve storia del fotogiornalismo non è un manuale per amanti del genere ma un percorso tra la storia, la geografia e soprattutto le emozioni che hanno attraversato l'editoria dalla fine della prima guerra mondiale ai nostri giorni. Attraverso una chiave di lettura molto originale, che si dipana da Budapest sino a New York, passando per Londra e Parigi ma senza dimenticare Mosca o Praga, Mario Dondero ricorda episodi in cui si muovono personaggi notissimi al grande pubblico e altri totalmente ignoti o ignorati che, seppur in modo diverso, hanno fotografato, stampato, commentato i grandi eventi del XX secolo, dal Crollo del Muro alla guerra in Irak passando per la Grande depressione americana o il maggio francese. Il racconto di Dondero, sottile e ironico com'è nel personaggio, ma fortemente analitico appassionato e critico come sono i suoi scatti, riempie un vuoto editoriale e spiega, dopo tanti libri di immagini, cosa c'è dietro quegli scatti, cosa impongono le ferree regole del mercato, la sensibilità di uomini e donne che alla fotografia hanno dedicato l'esistenza tanto da perderla magari inciampando su una mina per documentare quello che a casa abbiamo potuto sapere grazie all'impegno civile e alla passione di tanti fotogiornalisti. L'idea del volume è nata dopo un fortunato ciclo di trasmissioni condotto dagli autori per Radio3 dal titolo “Fotoreporter”. Il testo è corredato anche dalle stampe di alcune delle immagini più importanti della vita professionale di Dondero tra cui quella famosissima che documenta il “Nouveau Roman” .


Mario Dondero con Emanuele Giordana
Lo scatto umano
Laterza


venerdì 1 novembre 2013

PARIS/PHOTO, UN SALONE DUE SORPRESE

Fabio Podavini ha vinto il 3° premio nell'esposizione di fotografia La Quatrième Image, diretta da Raed Bawayah, che si tiene in questi giorni a Parigi*. Non è l'unica sorpresa del Salone che è una sorpresa in sé. Fabio comunque ha del talento da vendere: romano di nascita e di residenza, ha già vinto diversi premi e vale la pena di guardare le sue immagini che appartengono alla scelta di dedicarsi al reportage. Quello che ha vinto il 3° premio (e che a mio modestissimo avviso meritava il 1°) parla, come si dice, da solo. Non c'è bisogno di didascalie e nemmeno di conoscere la storia. Viene raccontata nelle immagini esposte in tutta la sua complessità. Il dramma, l'amore, la tenerezza di due persone anziane in una sequenza b/n che ha tante letture sovrapposte e un filo conduttore narrativo chiaro e lineare. Arriva dritta all'anima ma, soprattutto, ha una capacità di racconto molto efficace. Il Salone ha considerato nella valutazione dei premi non solo il fotoreportage, ma per noi che abbiamo questa passione, l'esposizione è stata un modo di fare tante scoperte: da Podavini allo spagnolo JM Lopez, dal giapponese Ikuru Kuwajima al libanese Marwan Tahtah, lo svizzero Christian Bobst, il palestinese Mohammed Eman o l'italiano Lorenzo Tugnoli (di cui abbiamo già avuto occasione di parlare e che ha un libro sul'Afghanistan in uscita) e altri (ad esempio l'ottimo ritrattista russo Oleg Videnin).

Ma dicevamo di una seconda sorpresa, un vero spunto da cui imparare. Il Salone offre l'occasione a 12 fotografi selezionati dalla giuria (dove figura Jean-François Leroy, l'ideatore del Festival di fotogiornalismo di Perpignan Visa pour l'image) di venire a Parigi a esporre e vendere gratuitamente. Degli oltre 40 stand, una dozzina dunque sono la possibilità per un fotogiornalista di farsi conoscere ma soprattutto (molti sono già noti) di vendere le proprie foto e farsi così un piccolo gruzzolo da reinvestire in nuovi racconti (o anche negli ottimi ristoranti locali). Immaginate una cosa simile in Italia dove paghiamo anche l'aria? E la mostra è gratuita, nemmeno un euro per entrare, di modo che pare che passino di qui circa 25tmila persone. Ottima idea da cui prendere spunto per aiutare i tanti bravi fotografi che di questi tempi, con l'editoria in affanno, faticano parecchio. Que vive la France!, una buona soluzione tutta da copiare


La Quatrième Image
L’Espace des Blancs-Manteaux
48 rue Vieille du Temple, 75004 Paris. 
Fino al 5 novembre


*organizzata dall'associazione Images Humaines a L'Espace des Blancs-Manteaux nel cuore del Marais

Le foto in pagina: in alto Raed Bawayah fotografato da Luis Faustino. Sotto, studentesse afgane in uno scatto di Monika Bulaj, lei pure in espossizione a Parigi