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giovedì 4 dicembre 2008

INDIA, PAKISTAN / CI PROVA LA RICE



Hafiz Saeed, il fondatore di Lashkra-e-Toiba

La protesta di Mumbay fa da cornice a una giornata delicata per la diplomazia di India e Pakistan e per quella americana che ha visto impegnata a Nuova Delhi il segretario di stato americano uscente Condy Rice. Migliaia di persone riempiono le strade fino a tarda serata e , oltre che col Pakistan, se la prendono con un governo che non si è dimostrato all'altezza. Segno che la popolazione di Mumbai non ha dimenticato le 188 vittime del suo “11 settembre” e vuole giustizia. Ma è stata anche una giornata di tensione perché la polizia ha scoperto e disinnescato materiale esplosivo al plastico al Terminal Chhatrapati Shivaji della città, la principale stazione ferroviaria del cuore finanziario dell'India e uno degli otto obiettivi attaccati settimana scorsa.
Il materiale stragista era stato abbandonato dai guerriglieri ma il ritrovamento dell'esplosivo Rdx, uguale a quello utilizzato per confezionare altre bombe per gli attentati di settimana scorsa, confermerebbe l'ipotesi di possibili esplosioni programmate, da innescare in seguito. Anche perché i due ordigni ritrovati, in perfette condizioni e già predisposti a saltare, erano dotati di timer per stabilire dunque un possibile scoppio in un momento successivo.
Ma se è stata una giornata di tensione nelle piazze e negli uffici della polizia, non meno tesa è stata quella diplomatica: il governo di Delhi ha fatto sapere di aver consegnato alla Rice le prove del coinvolgimento pachistano mentre è stato reso noto un nuovo video sulle azioni dei terroristi e si continuano a moltiplicare voci e indiscrezioni sulle prove che gli indiani stanno raccogliendo. Contro il Pakistan. Prove che i pachistani vogliono vedere tanto che, per ora, hanno risposto picche alla richiesta indiana di arrestare ed estradare 20 indiziati. Se sono colpevoli, ha fatto sapere Islamabad, sarà il Pakistan a incriminarli e giustiziarli.
La Rice ha esortato il Pakistan ad agire con "urgenza e determinazione" ma ha anche messo in guardia gli indiani su scelte non ponderate e sulle possibili conseguenze. Gli americani del resto sembrano i più preoccupati da un'escalation tra i due paesi che potrebbe “distrarre” Islamabad dall'impegno alla frontiera Ovest – quella con l'Afghanistan – per concentrare truppe a Est, sul confine con l'India. E la Rice domani si sposterà a Islamabad per incontrare il presidente Asif Ali Zardari, mentre già in queste ore nel Paese dei puri c'è il capo di stato maggiore americano Mike Mullen, la più alta carica militare Usa, che fa pressione sul governo pachistano perché continui con sempre maggior vigore la lotta ai terroristi che trovano rifugio nelle regioni nordoccidentali del paese.
Quanto ai partiti pachistani, hanno firmato una risoluzione congiunta che condivide con gli indiani il dolore per i fatti di Mumbai e aborre la violenza contro gli innocenti. Ma la guardia resta alta. Dopo il terrore arrivato dal mare, adesso in India il timore è quello di un attacco dal cielo. Il ministro della Difesa Antony ha chiesto massima allerta ai servizi segreti e messo in guardia da un possibile attacco terroristico dall'aria.

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