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sabato 14 maggio 2011

STRAGE A CHARSADDA

I cadetti dell'esercito pachistano stavano tornando a casa da un corso di formazione che aveva dato loro diritto a dieci giorni di licenza. Ma i due attentatori suicidi in motoretta non li hanno mai fatti arrivare a casa. A Shabqadar, distretto di Charsadda, 30 chilometri a Nord di Peshawar nella provincia che confina con l'Afghanistan, un doppio attentato kamikaze ha ucciso oltre ottanta ragazzi in forza ai contingenti paramilitari, gran parte dei quali vengono utilizzati nelle aree tribali, santuario per talebani e quaedisti. E l'attentato più stragista mai avvenuto ai danni dell'esercito di Islamabad porta infatti la firma di Tarek-e-taleban, i qaed-talebani pachistani. E' stato rivendicato dal portavoce Ehsanullah Ehsan alla France-Presse come “la prima vendetta per il martirio di Osma”. Con la minaccia che il peggio deve ancora arrivare.

In uno dei momenti più tesi della storia interna del Pakistan e che vede le relazioni tra Washington e Islamabad al lumicino, l'attentato alle forze armate del Paese dei puri smarcherà ancora di più i falchi dalle (scarse) colombe che popolano un esercito di 600mila uomini, 500mila riservisti e 300mila paramilitari e un'intelligence (Directorate for Inter-Services Intelligence o Isi) i cui numeri non sono certi ma il cui potere, non meno di quello del Musalah Afwaj-e-Pakistan (Pakistan Armed Forces o Paf) condiziona da sempre la storia del Paese creato nel 1947 da Ali Jinnah.


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