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Un'immagine di Mahmud Hossain dal servizio realizzato per Al Jazeera a Cox Bazar (Bangladesh) che si può vedere qui |
Chi ha dovuto lasciare le proprie case in Myanmar per cercare fortuna (e sopravvivenza) altrove potrebbe non poter mai più far ritorno a casa. Lo sostiene Yanghee Lee, UN special rapporteur on human rights in Myanmar,
davanti all'UN rights Council di Ginevra. Quella dei Rohingya non è dunque una punizione temporanea ma un'espulsione totale o almeno un tentativo di farla. Lee chiede un intervento urgente e vorrebbe l'istituzione di una Commissione d'inchiesta ma il suo allarme sembra cadere nel vuoto. Le reazioni al suo rapporto, ha detto lei stessa ai cornisti, ha ricevuto reazioni tiepide per il difficile equilibrio tra potere militare e civile in Myanmar e per l'effetto destabilizzante che i risultati di un'inchiesta potrebbe avere.
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