Nella notte tra sabato e domenica, Roberto Virgili, psicologo, viaggiatore e colonna di Avventure nel Mondo sin dalla sua nascita, è partito per il suo ultimo viaggio lasciando, con la consueta ironia, il suo epitaffio: "anche le grandi querce vengono abbattute".
Nato a Roma nell'agosto del 1946 e vicentino d'adozione, Roberto ha passato la sua vita in viaggio, a capo di squadre di giovani e vecchi viaggiatori affascinati dalla sua cultura enciclopedica e da quell'ironia sottile che lo ha reso famoso. Io, personalmente, gli devo molto perché è stato Roberto a introdurmi nel pianeta di Avventure nel Mondo, il pubblico ideale per i miei libri a metà tra il viaggio, l'inchiesta e il reportage. Come molti ricordano, ai raduni nazionali che si tenevano a Figline Valdarno, Roberto voleva che le tribune del Triveneto non fossero un gazebo di frizzi e lazzi (al più qualche fetta di soppressa vicentina e vino rosso) ma luoghi di incontro culturale: libri, racconti, avventure.
Ora che un edema polmonare, subentrato a un'infezione, se l'è portato via in un battito d'ali, mi viene da pensare che, prima di andarsene , abbia pensato a come fare quest'ultima valigia: che ci vorrà in Paradiso? E cosa se vado all'Inferno? Roberto non era tipo da Purgatorio e già me lo vedo sopra una nuvola a guardare l'orizzonte e l'orario dei treni. Certi viaggiatori non muoiono mai. Sono da qualche parte a fare da apripista per l'ennesima avventura.

Nessun commento:
Posta un commento