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mercoledì 17 settembre 2025

"Asia criminale" a Roma domenica 21 settembre


A Roma, domenica 21 settembre alle 18,  all’interno del Festival Il Mondo Nuovo, presento "Asia criminale", reportage inchiesta scritto a quattromani con Massimo Morello e uscito questa estate per Baldini e Castoldi. Mi darà una mano il collega Paolo Affatato, con me a Lettera22 da decenni e con me da anni docente alla Scuola di giornalismo della Fondazione Basso.

In effetti, la Scuola ha proposto quattro appuntamenti (quello di domenica è il terzo)  dedicati a un giornalismo critico, indipendente e di approfondimento. "Asia criminale" rientra, credo, in questa categoria. Qui sotto il programma del Festival di Altraeconomia che ci ospita. Appuntamento, se volete, da Vanni in Via Col di Lana (a pochi metri da piazza Mazzini)




Lunedì 29 settembre alle 17.00  chiude il ciclo suggerito dalla Scuola Basso con “Raccontare le periferie”, un incontro dedicato all’esperienza della Rivista Corvialista, con la partecipazione della redazione, e del progetto editoriale Sveja, con la partecipazione di Giuliano Battiston, Christian Raimo, autore, per Altreconomia, di “Scuola e Resistenza”, Ylenia Sina, co-autrice con Sara Bruno, per Altreconomia, della guida “Roma” e altri redattori coinvolti.


Tutto il programma del Festival invece lo trovate qui

mercoledì 11 giugno 2025

Il giornalismo della Scuola Lelio Basso ha compiuto 20 anni


La Scuola di giornalismo Lelio Basso ha compiuto vent'anni e ha celebrato la ricorrenza con due belle iniziative: un libro di "fuoriclasse", ossia una raccolta di lavori dedicata ai vent'anni e composta da diversi contributi di ex allievi. E una  festa.

La raccolta di inchieste e approfondimenti dal terreno  hanno a che vedere col tema delle diseguaglianze, un tema molto caro alla scuola. La prova mi pare sia andata molto bene e così un libro celebrativo (che ricorda i fondatori Linda Bimbi, Maurizio Torrealta, Massimo Loche), il ruolo della Fondazione - e la forza di due colonne come le sorelle Monica e Ruth -,  è diventato un bel saggio a molte mani e con un campo visuale aperto (migranti, quartieri, lavoro, giustizia etc.).

La seconda iniziativa è stata una festa per lanciare il libro e ricordare i vent'anni della Scuola di giornalismo. Ci lavoro da tanti anni: fu Linda Bimbi (con Monica e Ruth) a chiamarmi un pomeriggio che ero in treno, lo ricordo assai bene. Mi propose il corso di scrittura che, nel tempo, abbiamo affinato con Paolo Affatato, maestro del giornalismo di agenzia ma anche di quello di approfondimento. Il corso si basa su poche lezioni frontali e su quotidiani esercizi pratici. La teoria ci vuole è ovvio e anche il ragionamento sulla teoria. Ma poi bisogna scrivere, scrivere, scrivere. Il risultato si vede spesso già al secondo esercizio.

Come amo ripetere, qualsiasi articolo giornalistico, qualsiasi scrittura per la radio e la televisione e persino le poche righe per  la didascalia di una foto,  devono richiamarsi a quelle quattro regolette che differenziano la scrittura giornalistica dallo "svolgimento del tema" che ci hanno insegnato a scrivere alla scuola media. Se si impara a scrivere bene un pezzo di cronaca -  senza fronzoli, eccesso di aggettivi, scarsa propensione a usare virgole e punti in modo appropriato - si è pronti per tutto il resto. Dice Marina Forti, la nostra direttrice: "Magari sei Ernest Hemingway ma prima di esprimerti come lui devi imparare come si scrive". 
Tanti auguri Scuola Basso!


Alcuni membri della Scuola di giornalismo Lelio Basso: da sinistra Giuliano Battiston, Giulio Rubino, Cecilia Cardito (detta anche la terza colonna), Marina Forti, Massimo Loche, Ruth Libanio, Marco Silenzi, Annalisa Camilli, Monica Gomes, il sottoscritto