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mercoledì 17 luglio 2013
QUOTA NOVANTA
“Avviare audizioni e indagini conoscitive in vista del Consiglio europeo di dicembre, in particolare sui sistemi d'arma destinati alla difesa, per verificare la coerenza della pianificazione dell'investimento,...anche alla luce delle parallele iniziative degli altri Paesi europei....in particolare impegna il governo, relativamente al programma F-35, a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito”. Letta così la mozione che ieri mattina è passata al Senato sembra quasi una bella idea. Ma a tradurla in parole povere significa solo due cose: che il programma di cooperazione, acquisto e assemblaggio del cacciabombardiere F-35 va avanti anche se solo a dicembre si potrà decidere o meno un suo ampliamento. Una conferma e un rinvio. Conferma di spesa e rinvio di ogni decisione per nuovi acquisiti in attesa di “dare impulso, a partire dal Consiglio europeo di dicembre, a concrete iniziative per la crescita della dimensione di difesa comune europea in una prospettiva di condivisa razionalizzazione della spesa”. Insomma un chip anche all'Europa che non ci faccia figurare troppo proni alle esigenze del mercato statunitense e troppo sordi alle proteste dell'opinione pubblica. Resta la spesa per l'acquisto di 90 cacciabombardieri.
Si conclude col voto al Senato di questa mozione largheintese, cofirmata da Luigi Zanda (Pd) e Renato Schifani (Pdl), la vicenda F-35, al centro del dibattito nazionale da anni e cavallo di battaglia delle campagne elettorali di tutto il centrosinistra. Palazzo Madama ha approvato con 202 voti favorevoli 55 contrari e 15 astenuti - in continuità con quanto già avvenuto alla Camera - la mozione di maggioranza proposta da Pd e Pdl. Bocciate le altre tre mozioni (Sel, M5S e dissidenti Pd: 17 senatori tra cui Casson e Puppato). E' un buon risultato per l'apparato militar-industriale che porta comunque a casa 90 dei 131 caccia previsti. Per gli altri l'acquisto è tra l'altro solo sospeso....
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