
L'ultima
polemica in ordine di tempo, riguarda un'anticipazione che è uscita a fine
dicembre sul Washington
Post, nella quale si da conto delle valutazioni contenute
nel rapporto annuale dell'intelligence americana, o National
Intelligence Estimate, che
contiene anche la summa delle indicazioni di altre 16 agenzie di
sicurezza straniere. Il quadro che emerge è a tinte fosche. Tinte
così fosche che il rapporto è stato rispedito al
mittente nientemeno che dal ex vice assistente del
segretario alla Difesa americano, il signor David Sedney, che lo
giudica troppo
pessimistico. In buona sostanza il
messaggio dell'intelligence (e come potrebbe esser
diverso?) dice che, una volta partiti i soldati Nato e americani, i
talebani potranno senza meno riguadagnare posizioni annullando successi e
vittorie di 13 anni di guerra e che il Paese rischia di precipitare
nel caos. Questo refrein lo abbiamo già sentito e non dice nulla di
nuovo ma c'è un passaggio illuminate: cito dal Post:
“The
report predicts that Afghanistan would likely descend into chaos
quickly if Washington and Kabul don’t sign a security pact that
would keep an international military contingent there beyond 2014 —
a precondition for the delivery of billions of dollars in aid that
the United States and its allies have pledged to spend in Afghanistan
over the coming years. (il grassetto è mio)
“In
the absence of a continuing presence and continuing financial
support,” the intelligence assessment “suggests the situation
would deteriorate very rapidly,” said one U.S. official familiar
with the report”.