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martedì 27 novembre 2012

DDL DI PAOLA / ADOTTA UN PARLAMENTARE E DAGLI UN CONSIGLIO

Se non vi piace il progetto di riforma delle forze armate, il cosiddetto "Ddl Di Paola", potete anche girarvi dall'altra parte. Oppure informarvi (ad esempio qui o qui) e magari far sapere ai parlamentari che esprimono un parere in merito come la pensate voi cittadini. E' un modo urbano di fare opposizione politica dal basso. La Tavola della pace e diverse altre organizzazioni e associazioni, propongono un facsimile di lettera che posto qui sotto:

Egregio Sig. Deputato,

Le scrivo per chiedere il Suo impegno personale contro l’approvazione del disegno di legge delega di revisione dello strumento militare presentato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola. Il DDL Di Paola non riduce ma aumenta la spesa pubblica; taglia il personale per comperare i cacciabombardieri F35 e altre armi; trasforma le Forze Armate in uno strumento da guerre ad alta intensità incompatibile con l’articolo 11 della Costituzione; costringerà i comuni alluvionati o colpiti da una catastrofe naturale a pagare il conto dell’intervento dei militari; non prevede alcuna cancellazione degli sprechi e dei privilegi né una vera riqualificazione della spesa militare; impegna 230 miliardi per i prossimi 12 anni senza aumentare di un solo grado la nostra sicurezza. Mentre si tagliano i servizi alle persone e agli enti locali che li devono fornire e milioni di famiglie non ce la fanno più, Le chiedo di cambiare questa legge delega e di avviare una seria riforma delle forze armate coerente con una nuova idea di sicurezza e una nuova visione del ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo e compatibile con le possibilità economiche del Paese.

In attesa di un suo riscontro, Le invio i più cordiali saluti.

Questi gli indirizzi mail (si desumono dall'elenco del Parlamento ma vi facilito il lavoro) dei parlamentari della Commissione Difesa della Camera

cirielli_e@camera.it, chiappori_g@camera.it, garofani_f@camera.it, mogherini_f@camera.it, moles_g@camera.it, ascierto_f@camera.it, barba_v@camera.it, beltrandi_m@camera.it, bosi_f@camera.it, calearo_m@camera.it, cannella_p@camera.it, cicu_s@camera.it, deangelis_m@camera.it, distanislao_a@camera.it, dozzo_g@camera.it, farina_g@camera.it, fioroni_g@camera.it, fontana_g@camera.it, giacomelli_a@camera.it, gidoni_f@camera.it, holzmann_g@camera.it, laforgia_a@camera.it, lagana_m@camera.it, letta_e@camera.it, lombardo_a@camera.it, marcazzan_p@camera.it, martino_a@camera.it, mazzoni_r@camera.it, migliavacca_m@camera.it, molgora_d@camera.it, paglia_g@camera.it, petrenga_g@camera.it, pisacane_m@camera.it, porfida_a@camera.it, recchia_p@camera.it, rigoni_a@camera.it, rosato_e@camera.it, rossi_l@camera.it, ruben_a@camera.it, rugghia_a@camera.it, sammarco_g@camera.it, speciale_r@camera.it, tanoni_i@camera.it, villecco_r@camera.it

Questi gli indirizzi dei Presidenti dei Gruppi sempre alla Camera

dellavedova_b@camera.it, borghesi_a@camera.it, dozzo_g@camera.it, franceschini_d@camera.it, cicchitto_f@camera.it, moffa_s@camera.it, galletti_g@camera.it, brugger_s@camera.it

Io ne ho mandata una anche fini_g@camera.it. Posto anche una bella immagine di un F-35 per rinfrescarvi la memoria

martedì 25 marzo 2008

LA DEMOCRAZIA (POCO) COMPASSIONEVOLE E (MOLTO) AUTORITARIA DEL BHUTAN



I partiti in lizza erano due: il Partito democratico del popolo che è nelle mani di Sangay Ngedup , imparentato con la casa reale, e quello di Jigmi Thinley, a capo del Partito butanese dell'armonia, che si dice araldo dei comuni cittadini. Il primo spoglio dei voti dà la vittoria a quest'ultimo che avrebbe preso 44 seggi su 47. Esercizi di democrazia in Bhutan. Con molti ma
* * *
Il concetto di “democrazia guidata” lo inventò Sukarno negli anni Sessanta e, recentemente, è stato ripreso da Vladimir Putin. Ma il vero campione di questa via asiatica alla democrazia è adesso diventato a tutti gli effetti Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, il giovane re (nella foto) che tira le fila della monarchia del Bhutan, il regno del “drago tonante” come vuole la traduzione del nome autoctono di questo piccolissimo paese sul Tetto del mondo. Che da ieri non è più un regno monocratico.
Le attese elezioni politiche, ancorché guidate, edulcorate e preparate con un lungo processo di aggiustamento durato un paio di anni, segnano infatti il passaggio a una monarchia costituzionale con tanto di parlamento bicamerale. I seggi all'Assemblea nazionale – per cui si votava ieri - sono però solo 47 e solo 25 sono quelli alla Camera alta (per cui si è già votato in dicembre) e, in realtà, solo due erano i partiti in lizza. Tra l'altro con manifesti programmatici molto simili. Sistema bipolare perfetto o da grande coalizione in salsa di yak. Ma mentre sul Tetto del mondo si seguono con angoscia le vicende tibetane, dove diversi milioni di autoctoni non hanno voce in capitolo, non va poi così male per i 658mila butanesi. Come anche l'affluenza alle urne ha dimostrato. Per la cronaca, i due partiti in lizza sono retti rispettivamente da due ex primi ministri....
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