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sabato 15 ottobre 2022

24 ore per la libertà di Julian Assange


E’ iniziata la diretta 24 Ore per Assange, maratona per la libertà di Julian Assange e per la libertà di stampa. Potete seguirla sul canale YouTube di Terra Nuova qui. 

A partire da un’idea lanciata da  Pressenza, è stato costituito un comitato, insieme a numerose realtà tra cui Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo, che ha promosso per oggi  15 ottobre  una maratona di 24 ore per la libertà di Julian Assange. 

Il sito web http://www.24hassange.org in varie lingue.

giovedì 6 gennaio 2011

ASSANGE E I GIORNALISTI

"L'unica linea che un giornalista e' tenuto a rispettare e' quella ferroviaria..."
Albert Londres

Come spesso accade con fenomeni eclatanti e sconvolgenti, com'è il caso Wikileaks e del suo guru Julian Assange, la platea si divide rigorosamente in due fazioni. Chi condanna, arrivando a ritenere l'attività del sito una sfida alla sicurezza nazionale e Assange un terrorista di nuova generazione, e chi plaude all'avvento di una nuova era santificata dalla presenza di un cavaliere solitario, eroico e senza paura.

Per quanto mi riguarda sono tra coloro che militano nella seconda schiera, con qualche distinguo: ho firmato petizioni per Assange, scritto articoli su di lui e mi sono abbeverato alle fonti di Wikileaks. Ma con tutto il rispetto per Julian e la gratitudine per i file nascosti ora intellegibili, non credo che, come qualcuno ha detto, si tratti di una rivoluzione. Soprattutto non credo che Wikileaks cambierà il giornalismo e i giornalisti anche se, indubbiamente, oggi ne sappiamo di più. Credo invece che Wikileaks sia una manna per gli storici che hanno bisogno di documenti assai più di noi cronisti a cui molto spesso una notizia viene confidata per le vie brevi, in qualche corridoio o in qualche caffè. Per strada insomma. Se anzi ci abituassimo a considerare i cablogrammi segreti la notizia su cui lavorare, proprio perché è (era) segreta quindi appettibile, sarebbe sarebbe la fine del giornalismo, una professione già in grossa crisi...Leggi tutto su Lettera22

martedì 21 dicembre 2010

UNA FIRMA PER WIKILEAKS

Alle 11 di stamattina ora italiana erano già oltre 693 mila le firme raccolte dal sito Avaaz.org (specializzato nel divulgare petizioni) a favore di Julian Assange, il creatore di Wikileaks. “La campagna d'intimidazione sferrata contro Wikileaks è un pericoloso attacco alla nostra libertà di stampa e di espressione – dice l'appello sul quale si legge che - qualcunque cosa si pensi di WikiLeaks, gli esperti legali sostengono che non vi sia in ballo alcuna violazione di legge, e il gruppo lavora in collaborazione con eminenti testate (NYT, Guardian, Spiegel) per esaminare con attenzione i documenti pubblicati - a oggi meno dell’1% dei cablogrammi è stato divulgato”.

L'associazione chiede una “mobilitazione pubblica enorme in difesa delle libertà democratiche fondamentali” e spiega perché firmare la petizione contro a queste azioni repressive che si può sottoscrivere a questo indirizzo: https://secure.avaaz.org/it/wikileaks_petition/?vl

Il testo rivolto ai governi statunitensi e altri e alle multinazionali coinvolti nella repressione contro WikiLeaks dice testualmente “Vi chiediamo di fermare immediatamente la repressione ai danni di WikiLeaks e dei suoi alleati. Vi esortiamo a difendere il rispetto dei principi democratici fondamentali e della libertà di stampa e di espressione. Se WikiLeaks e i giornalisti con cui collabora hanno violato la legge dovrebbero essere perseguiti in tribunale con un giusto processo. Non dovrebbero essere vittime di una campagna d'intimidazione extra-giudiziaria”.