Sembrano andare di male in peggio i negoziati tra il governo pachistano e gli emissari del Ttp (personaggi non direttamente legati alla guerriglia talebana ma simpatizzanti di una riforma islamista del Paese) che ancora non sono iniziati e che, per ora, sono soltanto in agenda. Per domani o venerdi, dopo che il primo incontro, fissato per ieri, è saltato.
Secondo i negoziatori che parlano a nome del Tehreek-e-Taleban Pakistan - riferisce il Dawn- ci sono due punti non discutibili: la sharia come legge nazionale e l'uscita di scena dei militari stranieri dall'Afghanistan. Maulana Sami ul-Haq, capo negoziatore noto col nomignolo di “Padre dei talebani” - considerato l'ispiratore del movimento in Pakistan e un ammiratore di quello diretto da mullah Omar in Afghanistan - ha detto che non ci può essere pace nella regione con gli americani oltre confine, mentre il Maulana Abdul Aziz, già a capo della gestione della Lal Masjid di Islamabad, ha detto che è fuori discussione l'imposizione della sharia nel Paese.