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mercoledì 28 maggio 2008

MISTERO ITALIANO: DA ABU OMAR AD ALDO BIANZINO




Nel lungo documento sull'Italia che accompagna il corposo Rapporto 2008 di Amnesty International, più di un capitolo è dedicato a prigioni, tribunali e processi. Come quelli seguiti al G8 di Genova del 2001 e al caso di Carlo Giuliani per il quale la Corte europea per i diritti umani, nel marzo scorso, “ha dichiarato ammissibile il ricorso” presentato dai famigliari. Ma si ricorda anche il procedimento per le violenze avvenute in Val di Susa nel 2005 o quello per la morte di Federico Aldrovandi. Poi c'è il capitolo delle “rendition” sulle quali, ricorda AI, “...il governo italiano non ha collaborato pienamente alle indagini degli organismi internazionali che hanno accertato precise responsabilità dell'Italia nei trasferimenti illegali da un paese all'altro, generalmente culminati in arresti arbitrari, sparizioni, detenzione senza processo e tortura...”. AI cita i casi di Abu Omar, Maher Arar, Abou El Kassim Britel e ricorda anche che in Italia non è stato ancora inserito nel codice penale il reato di tortura, una richiesta su cui Amnesty batte ormai da anni,
Ma ci sono anche i capitoli oscuri della morte di Gabriele Sandri, ucciso da un poliziotto mentre era assieme ad amici per andare a vedere una partita a Milano, e quello, ancor più controverso, di Aldo Bianzino, di cui “il manifesto” si è molto occupato sin dal suo stranissimo decesso avvenuto nell'ottobre scorso nel carcere di Capanne a Perugia.
Del caso di Aldo, il falegname di Pietralunga trovato morto in prigione dopo una notte dalla dinamica molto incerta, Amensty si occupò sin dalla fine di quell'ottobre su interessamento della famiglia. “In seguito – spiega la compagna di Bianzino, Roberta Radici – il “Comitato verità per Aldo” mi chiese tutta una serie di documenti che avevo e di cui fu spedita una copia ad Amnesty”.
Il caso però per la procura di Perugia è chiuso. Archiviato il reato di omicidio, i magistrati perugini sono orientati alla sola omissione di soccorso e semmai a un risarcimento civile. Ma la famiglia non intende mollare e la difesa di parte sta preparando una memoria per opporsi alla decisione del tribunale. Il fatto che Amnesty abbia segnalato il caso nell'allegato al Rapporto 2008 indica le molte perplessità che ancora gravano su quell'oscura vicenda. La morte di Aldo è stata liquidata come decesso da emorragia cerebrale in seguito ad un aneurisma. Ma nessuno ha saputo spiegare come mai Bianzino avesse il fegato spappolato.

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