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giovedì 17 luglio 2008

GIALLO A BOGOTA' CON CROCE ROSSA




Può un'azione di commando che ha portato a casa illese le vittime innocenti di un sequestro trasformarsi in crimine contro l'umanità? Per quanto paradossale è possibile se effettivamente, come ha pare abbia scoperto la Cnn nei fotogrammi secretati di un video sulla liberazione di Ingrid Betancourt, i liberatori usarono il simbolo dell'Icrc, la Croce rossa del Comitato internazionale di Ginevra, istituzione che tiene più che ogni altra al suo status di indipendenza e neutralità. Il fotogramma che la Cnn mostra sul suo sito è alquanto illeggibile e una cosa sarebbe il simbolo della sola croce rossa, altro se a quel segno vermiglio fosse effettivamente in un tondo circondato dalla scritta “Comité Internationale Geneve”. L'emittente americana pare andare a colpo sicuro anche se non ha voluto acquistare immagini e filmati (e non può dunque verificarne a fondo l'autenticità) dalla “talpa” che ha preposto, fotogrammi contro denaro, lo scambio merce. L'immagine di un soldato con il simbolo internazionale sulla pettorina, sarebbe stata scattata alcuni secondi prima della liberazione degli ostaggi nelle mani delle Farc colombiane.
Il fatto è che, sebbene spesso la croce rossa sia stata usata in più di un'azione che poteva comprometterne l'imparzialità e la neutralità, la sensibilità è molto alta quando si parla del Comitato internazionale. Spesso, in azioni controverse, ci sono di mezzo le Croci rosse nazionali, federate nella Ficross, un organismo autorevole e di garanzia ma con una nomea di imparzialità ben lontana da quella di cui si fregia da sempre il Comitato cui viene concesso, per dirne una, di visitare carceri e ospedali anche in guerra e bucando la cortina dei regimi speciali di segretezza. Utilizzare il suo simbolo, anche se per uno scopo nobile, ma senza l'autorizzazione di Ginevra, è reato grave, sanzionato come crimine contro l'umanità dalla Convenzione di Ginevra, come ha spiegato alla Cnn Mark Ellis, direttore dell'International Bar Association.
Se il tribunale penale dell'Aja non riesce a trascinare alla sbarra il presidente del Sudan, difficile che l'Icrc possa muovere contro il presidente Uribe (che ha respinto ogni addebito) anche perché la liberazione di Betancourt è ormai un caso di successo che tocca troppi paesi e diplomazie e su cui tutti hanno preferito lasciar perdere gli approfondimenti. Ma il danno sarebbe gravissimo. A volte un semplice simbolo può salvare vite. Ma se la sua reputazione è compromessa, se chi vuole ne può far uso, la croce vermiglia farà sempre meno strada. Di vite salvandone sempre meno.

1 commento:

Filippo Petrocelli ha detto...

Sicuramente nel blitz dell'esercito colombiano ci sono parecchi punti oscuri. Ma una delle cose che più mi infadisce è che la stampa "occidentale" si è dimenticata dei trascorsi di Alvaro Uribe. Su tutti la riforma elettorale "taroccata" che gli permise la rielezione nel 2006, rendendolo se non un presidente illegittimo quantomeno discutibile. Il fatto che sia riuscito a liberare la Betancourt non può farlo diventare un paladino della giustizia. Uribe è forse il peggiore uomo politico sudamericano, non solo con le tasche piene di dollari ma anche con le mani grondanti di sangue...