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martedì 10 agosto 2010

IL LADRUNCOLO E IL VIDEOGAME


Oscar non è più un bambino, ma è ancora solo un ragazzetto alle porte dell'adolescenza. Quella dura di un barrio sudamericano, dove bisogna dare una mano in casa e rimediare qualche peso per condividere, coi compagni, un salto alla sala dei videogiochi, l'altra comune passione, con il calcio, di un misero quartiere di una cittadina del Nicaragua. A lui, come a tutti, piace l'ultima diavoleria tecnologica per poter videogiocare fuori dalla sala; ma costa 200 dollari, forse quanto il salario di suo padre. Oscar si scontra, nel breve spazio del corto di Yamin Segal, con la dura realtà: ci sono i figli dei ricchi che si possono comprare il videogame e quelli come lui, cui non resta che lavorare sodo o, se non ce la si fa, trasformarsi in ladro, anzi in ladroncito, ladruncolo, come recita il titolo del corto di Segal, che sembra addolcire e perdonare una mutazione che appare quasi obbligata. Genetica darwiniana della povertà che si è guadagnata la palma alla rinnovata edizione di “Universo Corto”, filmfestival dedicato alle microstorie raccontate in un pugno di minuti...leggi tutto su NTNN

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