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venerdì 19 novembre 2010

LISBONA, CHI PROTEGGE CHI?

Il 2010 è l’anno più sanguinoso per i civili in Afghanistan negli ultimi dieci anni, ma i rischi possono aumentare se la Nato non agisce in modo immediato. Per questo, avvertono oggi alcune delle più importanti organizzazioni umanitarie impegnate nel paese, le forze militari internazionali devono adottare misure urgenti per proteggere i civili intrappolati in un conflitto in escalation. Misure tanto più urgenti ora che le forze internazionali stanno programmando il trasferimento della gestione della sicurezza al governo afgano.

L’appello, sottoscritto da 29 organizzazioni umanitarie afgane ed europee tra cui "Afgana" (sul cui sito si può leggere il rapporto), giunge mentre i leader della NATO sono riuniti a Lisbona, dal 19 al 20 novembre per un vertice che dovrà discutere il piano di transizione elaborato dal Generale statunitense Petraeus, supremo comandante delle truppe NATO in Afghanistan. A lanciarlo sono ventinove organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali, tra cui Oxfam, Afghanaid, la Afghan Independent Human Rights Commission. L’appello è contenuto nel nuovo rapporto intitolato “Nowhere To Turn”, diffuso oggi dalle agenzie per sollecitare con urgenza la NATO a fare di più per migliorare l’addestramento e il controllo sulle forze nazionali di sicurezza afgane durante il periodo di transizione.


In particolare sui raid aerei:
"But while civilian casualties as a whole have continued to increase, the
proportion attributed to PGF has decreased markedly over the past two
years. PGF are currently responsible for 12% of the civilian casualties in
Afghanistan, down from 39% in 2008. IMF efforts to reduce civilian
casualties began in earnest in 2008, but a large part of this reduction is
due to a fall in the number of airstrikes since a tactical directive was issued
restricting their use in July 2009. However, this achievement may be
in danger of reversal due to a dramatic rise in airstrikes in recent months.
US forces dropped 2,100 bombs or missiles from June through September
2010 – a nearly 50% increase on the same period last year – and ISAF figures
show that civilian deaths caused by PGF are up 11% on October
2009"

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