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domenica 3 agosto 2014

Ma Tsahal chi l'ha invitata?


Via XX Settembre ha precisato che «il programma delle esercitazioni che si svolgeranno in Sardegna nel secondo semestre del 2014 non è stato ancora approvato». L'esercitazione "Vega 2014" dunque, cui dovrebbe partecipare l'aviazione israeliana come si evince proprio dal programma, si farà ma senza «azioni a fuoco né utilizzo di armamenti ...esclusivamente – dice ancora la Difesa – con attività simulata».
E per ora non si sa chi è invitato poiché, soltanto in settembre «verranno confermate le nazioni partecipanti». 


Insomma Israele c'è ma non c'è, non si sa se sarà convocata e, se mai, solo per qualche videogame o un giro turistico (aereo) su Capo Frasca. Il comunicato, dietro a cui si nasconde l'imbarazzato silenzio del ministro, per ora sembra chiudere la porta alle esercitazioni con gli israeliani previste in settembre ma senza prendere posizione per non mettere in difficoltà ulteriore il governo. Anche il presidente della Regione Francesco Pigliaru non ha fatto granché dovendosi barcamenare tra pacifisti e possibilisti del suo Partito, non tanto sulla vicenda di Tsahal in Sardegna (su cui il Pd non ha preso ufficialmente posizione) quanto perché è in corso una trattativa sui poligoni con la Difesa per cui un po' si cede un po' si concede, conto tenuto degli affari che le esercitazioni garantiscono all'isola. Chissà che anche il tema Israele non faccia parte del negoziato.

 Una parola chiara e netta da ministro, governo e Regione sarebbe doverosa dopo la reazione di pacifisti e cittadini, venti consiglieri sardi, alcuni esponenti Pd, le interrogazioni parlamentari di Sel e M5S. Perché la scelta scellerata di offrire i cieli sardi all'aviazione che sta bombardando Gaza non venga derubricata a una semplice operazione da lista degli invitati, spiegando a Tel Aviv che, a malincuore, ma è ...il tredicesimo a tavola. 

(Questo articolo è stato scritto per il manifesto e Lettera22)

martedì 9 luglio 2013

AMBIENTE: IL TAR DA' RAGIONE AI NoMUOS

Il controverso progetto voluto dagli Stati uniti e dalla Difesa italiana e contestato da tempo resta bloccato da una decisione della giustizia amministrativa. Il Tar di Palermo ha respinto le richieste presentate con due ricorsi dal ministero della Difesa contro la Regione che aveva bloccato i lavori per il Mobile user objective system, sistema di comunicazione satellitare meglio noto alle cronache come Muos, che dovrebbe essere realizzato a Niscemi (Caltanissetta). Palazzo d'Orleans vi si era alla fine opposto spalleggiando centinaia tra associazioni, movimenti e semplici cittadini NoMuos cui ora il Tar ha dato ragione bocciando le richieste di Via XX settembre. L'avvocato Nicola Giudice, che rappresenta Legambiente e alcuni abitanti della zona ci spiega che «pur non entrando nel merito, i giudici hanno tenuto in conto il fatto che gli accordi prevedevano la sottoposizione del progetto alla normativa nazionale e regionale di tutela, che la salute dei cittadini va comunque garantita col principio di precauzione e quindi con la certezza assoluta di mancanza di rischi e, terzo argomento dell'ordinanza, che vanno considerati i possibili effetti che si possono avere sul traffico aereo ordinario». I 5 stelle ora chiedono che Mauro ritiri il ricorso.