Si chiama in codice "Ordine n.33", riguarda il rilascio di arrestati per terrorismo ed è stato firmato da Karzai per accelerare il processo di pace con la guerriglia. A che prezzo? Secondo Tolonews, che ha avuto accesso a documenti riservati, tra il 2011 e il 2012 il provvedimento ha riguardato oltre 500 guerriglieri, tra cui kamikaze e guerriglieri accusati di aver ucciso poliziotti. La rivelazione è destinata a scatenare nuove polemiche.
Su un altro fronte, la maggior agenzia di stampa del Paese - Pajhwok - dedica il suo servizio di apertura odierno ("L'Italia parteciperà alla missione post-2014") all'incontro di giovedi tra il segretario generale della Nato Fogh Rasmussen, il premier italiano Enrico Letta e il ministro della Difesa Mario Mauro a Roma. Al centro il “pivotal role in ISAF” dell'Italia e sull'intenzione di Roma di giocare una "leading part" nella nuova missione che inizierà nel 2014 (Letta visiterà le truppe italiane in Afghanistan il 12 agosto). Dell'incontro con Letta, Mauro e Bonino parla anche il post di apertura del sito web dell'Alleanza atlantica.
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venerdì 26 luglio 2013
martedì 9 luglio 2013
AMBIENTE: IL TAR DA' RAGIONE AI NoMUOS
Il controverso progetto voluto dagli Stati uniti e dalla Difesa italiana e contestato da tempo resta bloccato da una decisione della giustizia amministrativa. Il Tar di Palermo ha respinto le richieste presentate con due ricorsi dal ministero della Difesa contro la Regione che aveva bloccato i lavori per il Mobile user objective system, sistema di comunicazione satellitare meglio noto alle cronache come Muos, che dovrebbe essere realizzato a Niscemi (Caltanissetta). Palazzo d'Orleans vi si era alla fine opposto spalleggiando centinaia tra associazioni, movimenti e semplici cittadini NoMuos cui ora il Tar ha dato ragione bocciando le richieste di Via XX settembre. L'avvocato Nicola Giudice, che rappresenta Legambiente e alcuni abitanti della zona ci spiega che «pur non entrando nel merito, i giudici hanno tenuto in conto il fatto che gli accordi prevedevano la sottoposizione del progetto alla normativa nazionale e regionale di tutela, che la salute dei cittadini va comunque garantita col principio di precauzione e quindi con la certezza assoluta di mancanza di rischi e, terzo argomento dell'ordinanza, che vanno considerati i possibili effetti che si possono avere sul traffico aereo ordinario». I 5 stelle ora chiedono che Mauro ritiri il ricorso.
lunedì 8 luglio 2013
SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN DOPO IL 2014: 800, 1000 O 1800?
Non ho sentito l'audio originale nè visto il video forum di repubblica di qualche giorno fa ma sicuramente dev'esserci un errore. Nella cronaca scritta infatti il ministro della Difesa Mario Mauro dice a proposito dei militari morti in Afghanistan e del ritiro del contingente: "Anche una sola vittima ci deve far riflettere. L'obiettivo della nostra presenza è contenere i conflitti. A partire dal 1° gennaio 2015 la missione in Afghanistan diventerà un supporto alla opportunità di far crescere il paese e farlo evolvere in un contesto democratico. Ad oggi il nostro contingente è composto di 3200 uomini. Alla fine del 2014 prevediamo che ne rimarranno non più di 1800. Il numero preciso verrà stabilito nel corso gli incontri tecnici con gli altri stati che partecipano alla missione". 1800! Ma non sarebbe nemmeno la metà del contingente attuale! Forse il ministro ha detto "1000 - 800", indicando una forbice che affettivamente appare più consona a quanto finora si sa. Ma sarebbe proprio il caso, crediamo, di fare una precisazione perché la notizia, dal sito di Rep, ha già cominciato il suo perverso giro sul web. 800, 1000 o 1800?
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