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sabato 24 dicembre 2016

Il fronte caldo del Bangladesh (e del Myanmar)

Il corpo decapitato di un contadino senza vita è stato trovato in un fosso nello Stato di Rakhine, in Birmania. Ma questa volta non c'entrerebbe la polizia, accusata di aver messo a ferro e fuoco quest'aera abitata da musulmani rohingya, la piccola minoranza senza diritti del Myanmar in fuga vero il Bangladesh.

 Non si sa chi l'abbia ucciso ma si sa che l'uomo - un rohingya di nome  Shu Nar Myar - aveva parlato il giovedi con alcuni giornalisti birmani invitati dal governo a visitare i luoghi ora sotto i riflettori (si fa per dire) della cronaca. L'uomo aveva negato - riporta Al Jazeera - che nella zona si fossero verificati arresti indiscriminati, incendi  e stupri, cosa di cui sono accusati i militari birmani (finora un'ottantina di morti). Dunque potrebbe essere stato ucciso da chi lo ha bollato probabilmente come "informatore collaborazionista". Le ipotesi corrono al  gruppo radicale islamista  Harakah al-Yaqin (che il governo chiama genericamente Aqa Mul Mujahidin o comunità di combattenti), che secondo International Crisis Group, sarebbe all'origine della strage di appartenenti alle forze di sicurezza di inizio ottobre che dato la stura alla repressione dei rohingya nella zona Nord del Rakhine dove il gruppo è attivo (il governo birmano aveva invece fatto riferimento al gruppo qadista Aqa Mul Mujahidin). Intanto il numero "ufficiale" di coloro che sono già fuggiti qui in Bangladesh, nella zona di Cox Bazar, è  salito a circa 34mila.

Anche a Dacca il fronte è caldo. Dalle due di stamattina era in corso un'operazione di polizia che aveva già portato all'arresto di appartenenti al gruppo Jamaat-ul-Mujahideen Bangladesh (Jmb), gruppo che pare affiliato allo Stato islamico e che è stato accusato di essere dietro alla strage di luglio quando furono uccisi una ventina di ostaggi (tra cui 9 italiani) in un bar di Gulsham, la zona "bene" della città. Nel primo pomeriggio poi, una donna si è  fatta esplodere ma senza far vittime oltre a se stessa mentre altre con bambini si sono arrese. Un ragazzo di 14 anni è stato falciato: la polizia sostiene che fosse armato e pericoloso... Il raid si è concluso.

venerdì 21 ottobre 2016

Rohyngia nel mirino: niente cibo per i musulmani birmani

Anche la Nobel discrimina la minoranza
musulmana del Myanmar
Non c'è pace per i Rohyngia del Myanmar. La piccola comunità (un milione di persone) - che lo Stato a maggioranza buddista ha deciso di chiamare non col loro nome ma definendoli solo "gente che professa l'islam" - è oggetto di una nuova discriminazione da quando l'esercito ha circondato un'area dove si nasconderebbe un gruppo islamico armato ma impedendo di fatto alle agenzie umanitarie di prestare soccorso e aiuti alimenti ad almeno 80mila persone, sfollate dopo gli incidenti settari del 2012.

L'escalation contro la comunità, che non ha diritto di cittadinanza e rappresentanza in parlamento e verso la quale anche la Nobel Aung San Suu Kyi non dimostra alcuna attenzione, data dalle recenti azioni di Aqa Mul Mujahidin, un gruppo armato di circa 400 combattenti che si è già scontrato con le forze di sicurezza che ora gli danno la caccia nel Nord dello Stato di Rakhine, al confine col Bangladesh. L’organizzazione che secondo il governo sarebbe legata al Rohingya Solidarity Organization – gruppo armato smantellato - sarebbe guidata dal 45enne Havistoohar, di un villaggio dell’area di Maungdaw, che sarebbe stato in Pakistan con i talebani e riceverebbe finanziamenti dal Medio Oriente.