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venerdì 24 giugno 2022

Terremoti: il doppio dramma del popolo afgano

Non ci sono aggiornamenti sul numero delle vittime e dei feriti (rispettivamente 930 e 610 ufficialmente)dopo il terremoto che la notte scorsa, con epicentro a 44 chilometri da Khost, ha colpito l’Afghanistan orientale (6.1 sulla scala Richter) cancellando interi villaggi. Una prova per il neo Emirato talebano ma anche per la macchina degli aiuti. Una macchina inceppata da sanzioni e blocchi al denaro della Banca centrale. Dunque gli aiuti internazionali andranno a sottrarre le già risicate risorse arrivate col contagocce in questi mesi. I cinesi si son fatti avanti subito però. Si sono mossi anche Europei e Nazioni Unite che “stanno valutando”. Naturalmente le Ong, per quel che possono, sono in prima linea. L’Emirato si muove e così i mezzi di primo soccorso dell’Onu che, fortunatamente, non ha lasciato il Paese con l’arrivo dei Talebani. Ma la domanda vera riguarda i soldi.... Leggi tutto su atlanteguerre

venerdì 21 ottobre 2016

Rohyngia nel mirino: niente cibo per i musulmani birmani

Anche la Nobel discrimina la minoranza
musulmana del Myanmar
Non c'è pace per i Rohyngia del Myanmar. La piccola comunità (un milione di persone) - che lo Stato a maggioranza buddista ha deciso di chiamare non col loro nome ma definendoli solo "gente che professa l'islam" - è oggetto di una nuova discriminazione da quando l'esercito ha circondato un'area dove si nasconderebbe un gruppo islamico armato ma impedendo di fatto alle agenzie umanitarie di prestare soccorso e aiuti alimenti ad almeno 80mila persone, sfollate dopo gli incidenti settari del 2012.

L'escalation contro la comunità, che non ha diritto di cittadinanza e rappresentanza in parlamento e verso la quale anche la Nobel Aung San Suu Kyi non dimostra alcuna attenzione, data dalle recenti azioni di Aqa Mul Mujahidin, un gruppo armato di circa 400 combattenti che si è già scontrato con le forze di sicurezza che ora gli danno la caccia nel Nord dello Stato di Rakhine, al confine col Bangladesh. L’organizzazione che secondo il governo sarebbe legata al Rohingya Solidarity Organization – gruppo armato smantellato - sarebbe guidata dal 45enne Havistoohar, di un villaggio dell’area di Maungdaw, che sarebbe stato in Pakistan con i talebani e riceverebbe finanziamenti dal Medio Oriente.

domenica 6 settembre 2015

Aiuti a Kabul fino al 2030

L'afghani continua a perdere rispetto a dollaro ed euro
Nel silenzio generale qualcosa è successo a Kabul in questi giorni. Vi si sono appena conclusi due incontri internazionali affatto secondari cui hanno partecipato - ospiti del governo e di Unama -  una trentina di Paesi e decine di organizzazioni internazionali. Di che si tratta? Del Recca VI (Regional Economic Cooperation Conference on Afghanistan) e del  Som (Senior Official Meeting).
Il primo è un incontro eminentemente economico, il secondo più politico (ha partecipato anche l'Italia, che tra l'altro ha appena firmato per 28,6 mln di euro per il bypass di Herat ) ma non meno significativo dal punto di vista degli aiuti al Paese che continueranno sin al 2030. Per il governo a due teste di Ashraf Ghani è un buon risultato anche se si fa fatica, salvo rare eccezioni, a trovare la notizia. Quella buona è dunque che i soldi continueranno ad arrivare anche se non è chiaro in che quantità. Quella cattiva è che le cose non vanno affatto bene benché il governo abbia superato l'esame del Som per il quale aveva preparato un documento programmatico di buone intenzioni.

sabato 1 febbraio 2014

AFGHANISTAN, ANCORA SUGLI AIUTI AMERICANI

C'è un piccolo addendum a quanto scritto ieri su questo blog e che devo a una segnalazione di Afghanistan Analysts Network Network in un articolo di T. Ruttig mirato alle politiche di cooperazione della Germania. La notizia viene dalla Reuters e dice che l'Amministrazione Obama sta considerando un taglio del 50% del suo aiuto in termini monetari per il settore civile dell'Afghanistan. I dati non sono ancora certi ma si tratterebbe di passare da due miliardi di dollari a 1,2 con forse una possibile aggiunta di residui dell'anno precedente. Cifre che vanno comunque prese con le molle perché un conto è decidere, un altro è allocare, un altro ancora sborsare. Detto questo, il giornalista dell'agenzia (Missy Ryan) annota che "... la riduzione invia un segnale agli altri paesi donatori, che si sono riuniti a Tokyo nel 2012 per annunciare la loro intenzione di fornire aiuti all'Afghanistan negli anni a venire", che come si ricorderà era di circa 4 miliardi di dollari l'anno per almeno quattro anni. Se ieri avevamo espresso qualche riserva sulla possibilità che la revisione della politica di aiuti fosse legata alla firma del Bsa, la notizia sembra confermare che la politica degli aiuti al settore civile segue di pari passo, non le necessità del Paese beneficiario, ma la volontà politica del donatore. Giusto, sbagliato? Giudicate voi. L'Italia come si comporterà?