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venerdì 5 giugno 2015

Oslo, Dubai: il negoziato tra talebani e governo fa un altro passo

Fawzia Kofi
Un incontro informale che si è tenuto  in Norvegia - che ambe le parti si sono affrettate a definire solo un passo senza il crisma dell'ufficialità del negoziato - e la compilazione di un'agenda per un nuovo round di colloqui a Dubai nei prossimi giorni. Sono le due novità del difficile cammino del negoziato di pace tra Kabul e talebani che fanno però ben sperare nonostante le notizie dal fronte della guerra siano sempre più calde. All'incontro di Oslo ha partecipato una delegazione della guerriglia e alcuni membri del parlamento (tra cui due donne, le parlamentari Shukria Barakzai e Fawzia Kofi, già portavoce dell'Assemblea), entrambe assai note anche in Italia. Molto di più non si sa né molti altro si sa dell'incontro di Dubai se non che dovrebbe svolgersi questa domenica e che dovrebbe servire a delineare i punti dell'agenda di un prossimo colloquio ben più sostanzioso di quello di Oslo (anche in questo caso con la mediazione di Pugwash). Per ora dunque  solo degli scambi di vedute e una traccia sulla quale confrontarsi. Ma non è poco. I talebani hanno confermato l'incontro di Oslo non ancora quello di Dubai.

mercoledì 19 febbraio 2014

Spiragli negoziali: l'incontro segreto di Dubai tra governo e talebani

Il reggente di Dubai (Uae)
lo sceicco Mohammed bib Rashed
Secondo l'Alto consiglio di pace afgano (Hpc, voluto da Karzai per condurre il negoziato di pace coi talebani) non c'è nessuna delegazione partita per Dubai per incontrarsi coi talebani. La smentita di una notizia della Reuters di due giorni fa è di questa mattina (sia da parte dell'Hpc sia da parte talebana) ma di per sé non significa molto. E' comprensibile che si cerchi di calmare possibili clamori per quello che sarebbe il primo storico incontro più o meno ufficiale tra emissari del governo in carica e guerriglia in turbante. Infine nessuna smentita è arrivata per ora dal palazzo presidenziale né la notizia campeggia sulle pagine del sito dei talebani (per altro informaticamente molto lenti). Stiamo a vedere cosa salta fuori alla fine anche se un fatto è certo: qualcosa bolle in pentola.

Secondo un lancio dell'agenzia Reuters del 17 febbraio, una missione dell'Hpc capeggiata da Mohammad Masoom Stanekzai, personaggio importante dell'entourage del presidente, è partita domenica per la capitale del Golfo per incontrare emissari talebani. Non è stata scelta Doha, sede del cosiddetto ufficio politico dei talebani nato sotto gli auspici di Washington e molto osteggiato da Karzai, ma la città considerata il forziere dell'Afghanistan e la capitale prescelta per traffici, negoziati e tutto quanto gira attorno al mondo afgano (è collegata a Kabul da una miriade di voli giornalieri sempre pieni). La notizia della Reuters potrebbe dunque non essere vera o non essere quello l'obiettivo della missione, ma ci sono un paio di tasselli che invece rafforzano l'ipotesi di questo primo passo negoziale.