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martedì 14 agosto 2018

La battaglia di Ghazni

Con un bilancio di vittime che ha ormai superato quota 300 e mentre sono in arrivo altri 1000 soldati di rinforzo, la battaglia della città di Ghazni – nell’Afghanistan centrorienttale – entra oggi nel suo quinto giorno di guerra. I talebani, dicono gli ultimi aggiornamenti, sarebbero in ritirata. Sin da sabato le notizie su quella che appare come l’ennesima prove di forza delle milizie talebane, sono state confuse e intermittenti, con voci e rumori sulla situazione poco rassicuranti e con rassicurazioni governative che, dopo i toni trionfalistici dei primi due giorni, sembrano adesso più caute e realistiche. Con l’ammissione da parte del governo di essere stato colto di sorpresa.

lunedì 29 settembre 2014

Le decapitazioni, i talebani e i metodi dello Stato islamico (Is)

Rimandando a domani il racconto dell'intensa giornata odierna a Kabul, dove con l'insediamento di Ashraf Ghani l'Afghanistan assiste al primo passaggio di poteri presidenziali in nuove mani (il quadro di riferimento lo trovate qui), c'è una piccola notizia su cui vorrei richiamare l'attenzione dei miei lettori. Qualche giorno fa i principali siti d'informazione hanno dato notizia di una lunga battaglia nel distretto di Ajirestan il cui bilancio sarebbe stato di 70 morti, intere abitazioni date alle fiamme oltre al taglio della testa di alcuni uomini. Il giorno dopo il sito dei talebani ha categoricamente smentito le notizie come prive di fondamento e  propaganda. Fin qui nulla più che due voci che si confrontano e per il momento non sappiamo chi sia dalla parte del torto. Ma c'è un elemento che va notato. L'articolo recita testualmente: "Today the cowardly enemy is spreading open lies after suffering heavily at the hands of Mujahideen by stating Mujahideen have killed over 70 civilians, burnt many homes, beheaded Arbaki militiamen, are escorted by foreigners and other such fabrications.
We categorically reject such enemy propaganda. Such claims are far from the reality as Mujahideen are busy engaged in clashes and don’t have extra time on their hands to behead Arbakis* when a bullet is a much easier, faster and in accordance to the guidance of the leadership".

giovedì 15 gennaio 2009

LA CORTE DI "GIUTIZIA" DEI TALEBANI



Leggo sull'agenzia Pajhwok che i talebani hanno comminato la pena di morte a un uomo giudicato da una loro corte penale a Ghazni, provincia a Sud di Kabul.
Ora, non e' tanto la decisone di condannare a morte che mi indigna particolarmente (ovio che mi indigna come ogni condanna capitale) visto che in Afghanistan, anche il governo Karzai applica questa sommaria via di giustizia. Quel che mi ha colpito e' che la provincia di Ghazni e' considerata una zona sotto controllo. Tutti sanno pero' che non e' vero e se avete tempo di leggere questo folle e coraggioso reportage del Los Angeles Times, vi si accapponera' la pelle. Descrive come i talebani controllino di fatto un territorio dove, lasciata la strada principale, vivono indisturbati perche' l'esercito afgano non si avventura nel profondo della provincia. Cosi' indisturbati da poter organizzare tranquillamente corti di giustizia, amministrandola a modo loro. Sembra di capire che il fattaccio sia avvenuto nel Sud di Ghazni e non nella capitale provinciale ma cio' non fa molta differenza. I talebani sono a due passi e, quel che e' peggio, amministrano la legge e l'ordine. E, quel che e' ancor peggio, ricominciano a godere di qualche coinsenso, se non altro perche' ci sono e dirimono questioni sulle quali il governo legittimo non ha autorita'