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mercoledì 13 luglio 2016

Un drone ha ucciso l'ideatore delle ultime stragi in Pakistan (aggiornato)

Secondo la stampa pachistana un drone americano avrebbe freddato in Afghanistan, nella provincia orientale di Nangarhar, Umar Mansur e Qari Saifullah, due militanti chiave dei talebani pachistani (Tehreek-i-Taliban Pakistan/Ttp). In particolare Umar Mansur, alias Khalifa Mansur, alias Umar Naray – a capo della fazione Tariq Geedar del Ttp - sarebbe l’ideatore di almeno tre recenti stragi avvenute nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, al confine con l’Afghanistan: la prima è il massacro di oltre 140 persone (in maggioranza studenti) alla Army Public School di Peshawar avvenuto nel 2014. La seconda si deve a un attacco contro una base militare dell’aviazione nel 2015 sempre nella zona di Peshawar (29 vittime). L’ultima, nel 2016, riguarda sempre un’università, la Bacha Khan di Charsadda, dove i morti sono stati 18.

Per ora non ci sono conferme ufficiali e il Ttp smentisce. Ma fonti militari hanno detto al quotidiano Dawn, uno dei più autorevoli del Paese, che la notizia è credibile. Umar era stato catalogato in maggio dal Dipartimento di stato americano “terrorista globale”. L’obiettivo sarebbero ora Abdul Wali, alias Omar Khalid Khurasani, and Maulvi Fazlullah, leader del Ttp.

Aggiornamento: la notizia è stata confermata dal capo delle forze armate pachistane

giovedì 18 dicembre 2014

Peshawar, il giorno dopo

La bandiera del Ttp, i talebani pachistani
La mattina dopo il massacro della scuola militare a Peshawar che si è chiuso con un bilancio di oltre 130 studenti e una decina di insegnanti uccisi, non è solo una giornata di dolore, cortei funebri e bandiere a mezz'asta nel primo dei tre giorni di lutto nazionale. Molto si muove: tra le intelligence, i capi militari, gli esponenti politici pachistani e internazionali. E l'onda lunga di Peshawar muove anche gli americani a prestar maggior attenzione a quel che avviene nel quadrante dove si incastrano le vicende afgano-pachistane: Obama ha convocato ieri una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza nazionale per valutare «potenziali minacce». Preoccupazioni diffuse dopo una delle stragi più clamorose della storia del Pakistan. Per gli americani del resto, Islamabad è un alleato scomodo ma fondamentale, una pedina sulla quale ogni anno il Pentagono gioca un chip milionario. Per l'anno fiscale 2014 sono stati chiesti al Congresso 766 milioni, la metà dei quali sono per assistenza militare il che fa del Pakistan il quarto beneficiario dell'aiuto Usa dopo Afghanistan, Israele e Irak.

Ma se a Washington qualcosa si muove, molto di muove anche a Islamabad – dove il premier Nawaz Sharif ha decretato la fine della moratoria sulle esecuzioni capitali in caso di terrorismo – e tra Islamabad e Kabul dove ieri è volato Raheel Sharif, il capo dell'esercito pachistano, che ha incontrato il neo presidente Ashraf Ghani e il comandante Nato John Campbell. Questa volta, anziché assistere all'ennesima reprimenda di Kabul per l'ospitalità concessa ai talebani afgani, le parti si sono invertite. Raheel ha chiesto aiuto a Kabul proprio per i santuari afgani che ospitano i talebani pachistani tra cui il capo del Tehreek-e-Taleban Pakistan (Ttp), mullah Fazlullah (noto come Radio mullah). Secondo Raheel gli ordini per la strage di martedì sarebbero partiti proprio dall'Afghanistan: dal cellulare di Umar Naray (alias Umar Khalifa Adinzai, comandate della piccola fazione Tariq Geedar con base nella zona di Darra Adam Khel e già responsabile di un attacco contro un aereo della Pakistan Airlines a Peshawar in giugno). Anche lui è rifugiato sulle montagne afgane. La sua fazione ha anche mostrato immagini del commando stragista: sei uomini tra cui il comandante Omar Mansoor, tutti uccisi nell'operativo nell'esercito per liberare la scuola.