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martedì 23 giugno 2015

Attacco al cuore politico afgano

Si conclude con la morte di otto talebani e quella di due civili l'ennesimo attacco nel cuore di Kabul dove la
Mullah Omar: c'è chi lo vuole
già morto ma i suoi uomini
hanno rivendicato l'attacco di ieri
guerriglia ha scelto ieri mattina come obiettivo il parlamento, luogo simbolo del nuovo Paese che non piace ai fondamentalisti in turbante. I feriti sono una trentina: ci sono donne e bambini colpiti più o meno gravemente e tra questi ce ne sono in fin di vita. Quasi tutti sono stati ricoverati o curati all'ospedale Esteqlal, il secondo nosocomio statale della città che si trova a pochi passi dal parlamento, su viale Darul Aman, dove verso le 10,30 un'auto con un kamikaze a bordo è esplosa forzando l'ingresso mentre stava per iniziare l'assemblea della Camera bassa (Wolesi Jirga) nella quale avrebbe ufficialmente preso servizio il nuovo ministro della Difesa Masoom Stanikzai, da poco nominato dopo un lungo tira e molla. L'attacco è ben preparato e coordinato: di mezzo c'è anche la solita casa in costruzione – visione rituale in una città dove l'edilizia è esplosa – in cui i cecchini entrano per tenere sotto tiro il parlamento. Ma nel parlamento non riescono a entrare: la battaglia si ferma fuori e dura almeno un'ora buona. Il ministro non era ancora arrivato e i parlamentari sono usciti tutti illesi. A far le spese dell'attentato solo civili e auto parcheggiate che bruciano come torce. Mediaticamente l'azione fa colpo ma militarmente è un fallimento per i guerriglieri. La paura invece resta tanta in una città dove da aprile gli attentati si susseguono e che mostra l'aspetto più evidente di una guerra infinita che continua a uccidere.


Il video di Euronews