Un duplice attacco suicida in Pakistan nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, al confine con l’Afghanistan, ha segnato ieri l'ennesima giornata di violenza nel Paese dei puri. Entrambi gli attacchi, il cui bilancio è sinora di 13 morti tra poliziotti e civili oltre a diverse decine di feriti, ha preso di mira una corte di giustizia a Mardan, distretto a una cinquantina di chilometri da Peshawar. E nei sobborghi della capitale provinciale, poco prima, era stata presa di mira una Christian Colony, una comunità di cristiani. Tutti e due gli attentati – condotti da kamikaze armati - portano la stessa firma: Jamaat ul-Ahrar, un gruppo jihadista a geometria variabile che si è staccato nel 2014 dal cartello madre dei talebani pachistani (Tehrek-e-Taliban Pakistan o Ttp) per poi farvi ritorno nel 2015. Aveva espresso il suo sostegno a Daesh e al progetto del Grande Khorasan che dovrebbe segnare l’espansione a Est del califfato di Raqqa.Visualizzazioni ultimo mese
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sabato 3 settembre 2016
Duplice attentato in Pakistan: con Al Qaeda o Daesh?
Un duplice attacco suicida in Pakistan nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, al confine con l’Afghanistan, ha segnato ieri l'ennesima giornata di violenza nel Paese dei puri. Entrambi gli attacchi, il cui bilancio è sinora di 13 morti tra poliziotti e civili oltre a diverse decine di feriti, ha preso di mira una corte di giustizia a Mardan, distretto a una cinquantina di chilometri da Peshawar. E nei sobborghi della capitale provinciale, poco prima, era stata presa di mira una Christian Colony, una comunità di cristiani. Tutti e due gli attentati – condotti da kamikaze armati - portano la stessa firma: Jamaat ul-Ahrar, un gruppo jihadista a geometria variabile che si è staccato nel 2014 dal cartello madre dei talebani pachistani (Tehrek-e-Taliban Pakistan o Ttp) per poi farvi ritorno nel 2015. Aveva espresso il suo sostegno a Daesh e al progetto del Grande Khorasan che dovrebbe segnare l’espansione a Est del califfato di Raqqa.giovedì 17 dicembre 2015
Zarb- e-Azb: a che punto siamo (aggiornato)
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| Raheel Sharif comandante in campo delle FF AA pachistane. Uomo forte |
3,400 terroristi sarebbero stati uccisi in 837 nascondigli ora distrutti con 13,200 Ibo's (operativi militari). I morti tra i militari sono 488 (Pakistan Army, Frontier Corps (FC) e Sindh Rangers) 1,914 i feriti. Sono in funzione 11 corti militari che hanno in mano 142 casi di cui 55 risolti. 31 i terroristi giudicati colpevoli dalle corti militari (sono state autorizzate dopo l'inizio dell'operativo e possono condannare a morte perché Islamabad ha sospeso la moratoria). Alcuni sono già stati impiccati
Gli effetti sui civili
In giugno l'esercito ha sostenuto che in Waziristan non ci sono state vittime civili. Purtroppo non ci sono né dati né stime indipendenti anche perché la zona è off limits per giornalisti e ricercatori. Gli sfollati possono però dare un'idea. Secondo la stampa pachistana gli sfollati erano - nel luglio del 2014 a un anno cioè dall'inizio dell'operazione - circa un milione ( 929,859Idp's - internally displaced persons - da 80,302 famiglie registrate). Tenuto conto che la popolazione stimata del Nord Wazirista è tra i 4-500mila....Entro dicembre (adesso) l'esercito contava di rimpatriare nei luoghi d'origine tutti gli sfollati. Secondo fonti militari (che hanno reso nota la cifra il 19 dicembre), il totale delle famiglie sfollate assommava a 291.827; ma solo il 40% di queste (108.503) avrebbe fatto ritorno a casa. Aggiungo qualche piccola nota a margine.
Terrorismo e politica estera: i rapporti con Riad
Islamabad ha intanto aderito alla coalizione di 34 Paesi musulmani (la stragrande maggioranza anche se con parecchi distinguo: Giacarta ha espresso sostegno ma non ha aderito) messa in piedi da Riad. Ha messo però qualche paletto sull'estensione della sua partecipazione. Il Pakistan è un Paese nucleare e quindi la sua presenza è rilevante. Ma è anche una nazione non araba e che confina col vicino Iran, escluso a priori dalla coalizione con Siria e Irak. In marzo, Islamabad si era rifiutata invece di aderire alla coalizione armata contro lo Yemen, cosa che aveva molto irritato Riad. Possibile che Islamabad tenga conto dell'appoggio che il Golfo ha garantito, almeno all'inizio, a Desh che sta crescendo e aumentando i problemi interni.
La radio di Daesh in Afghanistan
Si è infatti aggiunta la minaccia di Daesh che sta rafforzando le sue posizioni in Pakistan e Afghanistan. In questi giorni una Radio del Califfato trasmette nella provincia di confine del Nangarhar, dove è nota la presenza di Daesh. Ma non è chiaro se l'emittente ha i suoi studi nell'area di Jalalabad (capoluogo) o oltre confine
Ultimo aggiornamento 19/12/2015
lunedì 11 agosto 2014
Pakistan, attenzione al 14 agosto
| Imran Khan dalle pagine del sito del Pti |
mercoledì 16 luglio 2014
Stragi fuori cronaca
Comprensibilmente
attenta alla strage in corso a Gaza, dove ieri sera il numero dei
morti oltrepassava la cifra di 200, stampa e quindi opinione
pubblica hanno dedicato poca attenzione a un'altra strage che, in un
colpo solo, ha fatto la metà delle vittime. Sono gli 89 civili uccisi (una cinquantina i feriti) nell'esplosione di un camion carico
di tritolo e del suo autista suicida che, nelle stesse ore, si faceva
saltare in una zona di mercato del distretto di Argon (Urgun), nella regione
orientale del Paktika in Afghanistan, a cinquanta chilometri dal confine col Pakistan. La strage non ha rivendicatori
(i talebani afgani hanno anzi preso le distanze) e l'indice è
puntato sulla solita Rete Haqqani, il gruppo terrorista filotalebano
e radicale che di solito si incolpa delle stragi più efferate quando
non si sa bene a chi dare la colpa.
Incolpare
gli Haqqani è un po' come accusare il Pakistan, o meglio i suoi
servizi segreti o parte di loro, che per anni hanno banchettato col
gruppo radicale nato durante l'occupazione sovietica e poi diventato
una mina vagante del mondo stesso dei talebani e forse anche dei
servizi. Il fatto è che forse, nella strage di Argon, il Pakistan
c'entra davvero. Non direttamente ma per via degli effetti
incontrollabili della guerra senza quartiere che, abbastanza
sorprendentemente, Islamabad ha deciso di condurre in Waziristan
contro talebani (pachistani) e gruppi affiliati (stranieri di varia
provenienza tra cui anche gli afgani della rete Haqqani).
venerdì 4 luglio 2014
Operazione Zarb-e-Azb /I numeri brutali della guerra invisibile
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| In questa foto (Irin), un campo sfollati a Khost dove hanno trovato rifugio 3mila afgani. La temperatura sfiora i 50 gradi |
martedì 24 giugno 2014
AfPak, la guerra alle porte
Mentre in Afghanistan si discetta di processo elettorale e si continua a morire per la guerra di bassa intensità che ogni giorno mieta qualche vittima (civile), in Pakistan è guerra aperta di altissima intensità, ora anche con la benedizione del Corano. Trascinato ora da questo ora da quello dalla parte delle armi.
Ps da seguire anche le vicende legate a Tahirul Qadri, il “Grillo” pachistano (residente in Canada) ieri rientrato in Pakistan tra un mare di polemiche dopo una strage dei suoi fedelissimi qualche giorno fa a Lahore. Il populista e popolare leader religioso ha dichiarato al suo arrivo guerra al governo in un discorso infuocato. Governo che gli crea parecchie difficoltà,che ha incriminato 1300 suoi sostenitori e che non vuole ulteriori complicazioni mentre sta conducendo la sua jihad nelle aree tribali.
lunedì 16 giugno 2014
Operazione "Zarb-e-Azb"
La
decisione, che mette per ora una pietra sul negoziato tra Islamabad e
il Tehrek-e-Taleban Pakistan iniziato a fatica mesi fa, sembra
dimostrare che Nawaz Sharif intende fare sul serio, anche se alcuni
osservatori esprimono scetticismo visto che proprio il Nord
Waziristan è stato, per anni, un rifugio sicuro per i gruppi islamisti
e fuori dalla rotta di jet e droni dell'aviazione pachistana (non di
quella americana che è intervenuta con i “senza pilota” anche in
questi giorni, dopo una lunga pausa coincisa con l'inizio del
negoziato). Quanto al Ttp, secondo il gruppo che fa capo a mullah
Fazlullah, i morti sarebbero però sopratutto civili.
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