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mercoledì 21 aprile 2021

Progetto Atlante, i danari per restare indipendenti


Il 21 aprile 2021 Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo lancia la campagna di crowdfunding  su www.bit.ly/decimaedizione. Donando il tuo sostegno al progetto si possono prenotare in anticipo le tue copie della X edizione dell’Atlante delle guerre aiutando la redazione a mantenere in vita il progetto

L'immagine che vedete a fianco e' uno scatto che raffigura la redazione dell'Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo. Manca Raffaele Crocco, che il progetto l'ha inventato e che ha fatto la foto. . Manca anche Maurizio Sacchi, che e' un'acquisizione relativamente recente e mancano decine di collaboratori sparsi in Italia e nel mondo. Raffaele Crocco lo vedete più sotto in mezzo a un gruppo di giornalisti diciamo cosi âgée (io, per egocentrismo sono in entrambi gli scatti). Ed era questo che volevo farvi notare. 


La redazione dell'Atlante e' composta in maggioranza da gente che non ha quarantanni o che  sono ancora lontano dai 30. Certo, di per se' la giovinezza non e' per forza una virtù, però noi pensiamo di si. A una certa età si accumula esperienza e conoscenza e si diventa magari più oculati ma anche questo non e' di per se' una virtù. Esperienza e oculatezza, perché non diventino tragico conservatorismo, hanno bisogno di contaminarsi con sangue fresco, idee, spinte, innovazioni. La miscela e' esplosiva e un confronto con queste diverse energie e' salutare. Ma sono energie che vanno pagate. Come va pagata una tipografia, un collaboratore (più o meno anziano), un evento per divulgare l'Atlante (qui se non sapete cos'e'). Ecco perche' vi chiediamo di sostenerlo. Comprando una copia in anticipo o facendo una donazione qui.

domenica 24 novembre 2019

Bougainville: referendum per un nuovo stato

Sono oltre 200mila gli aventi diritto che sabato 23 novembre hanno detto la loro opinione politica mettendo una scheda nelle urne dell’isola di Bougainville. E forse il voto in una remota isola del Pacifico non meriterebbe tanta attenzione se non si trattasse di un referendum sull’indipendenza che forse potrebbe far nascere l’ennesimo piccolo Stato in una piccola isola da sempre al centro di appetiti invece giganteschi.

Bougainville - “scoperta” nel 1786 dall’esploratore francese Louis de Bougainville - è un’isola di 9mila kmq nell’arcipelago delle Salomone – uno stato insulare sovrano - a Est della Papua Nuova Guinea di cui costituisce una provincia autonoma da quando Port Moresby conquistò l’indipendenza nel 1975. Parte dell’Impero tedesco (fino al 1919 il Nord di Papua era conosciuto col nome di “Terra dell'imperatore Guglielmo”) è stata dunque una colonia del Kaiser che si divideva i territori papuasi con l’Olanda a Ovest (oggi terra indonesiana) e a Sudest col Regno Unito. Durante la prima guerra mondiale, la parte tedesca venne occupata dall’Australia cui fu poi affidata anche l’amministrazione dell’area britannica fino all’indipendenza – guidata dall’Onu - negli anni Settanta. Ma Bougainville aveva un problema: un grosso tesoro che divenne la sua maledizione. Il rame. Due giorni dopo l’indipendenza della regione, Bougainville tentò di diventare una repubblica indipendente ma il colpo di mano ad Arawa – la capitale - fallì perché nessun governo riconobbe la nuova entità autoproclamata. Che finì sotto Port Moresby. I guai iniziano qualche anno dopo.

Gli australiani avevano già messo gli occhi da tempo sui filoni d’oro ma soprattutto sul rame dell’isola. La Rio Tinto, gigante australiano, si accorda nel 1972 con Papua per sfruttare la ricca miniera di Panguna, ancora oggi una delle più grandi riserve di rame del pianeta. A Port Moresby va il 20%, a Bougainville invece solo gli effetti nefasti della miniera. Il risentimento contro il centro unito allo sfruttamento delle risorse fa scoppiare nel 1988 una guerra che dura dieci anni con un bilancio di circa 15mila morti. Nel 2001 un accordo di pace ne sancisce la fine con la promessa di un referendum nel 2019 ed elezioni nel 2020.

Dunque il referendum dovrà adesso dire se Bougainville vuole stare con Port Moresby o no. E si prevede la vittoria del no anche se la transizione sarà lenta e quanto uscirà dalle urne dovrà comunque essere ratificato dal parlamento di Post Moresby. Poi c’è la vicenda rame perché per adesso la miniera di Panguna resta sigillata e aveva già smesso di operare durante la guerra. Ma c’è anche altro. Un nuovo stato indipendente diventa comunque interessante nella guerra sommersa che si combatte nel Pacifico per garantire il transito delle merci il che rende Bougainville un nuovo possibile hub. In un territorio seduto su un tesoro di metalli preziosi ma dove sono ancora decine di migliaia gli sfollati interni, l'aspettativa di vita è di 59 anni, i servizi sono un miraggio e il tasso di mortalità infantile elevatissimo.