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| Il generalissimo: tutto previsto seguendo una strategia ben precisa |
Dopo
aver dichiarato martedi l'imposizione della legge marziale, il capo
di stato maggiore delle forze armate thai generale PrayuthChan-ocha
ha fatto partire il suo colpo di Stato nel pomeriggio di giovedi in
seguito al fallimento di un meeting il cui scopo era la ricerca di
un'uscita politica dall'impasse. Un'intesa tra gli anti-Shinawatra
del People's Democratic Reform Committee (Pdrc) e i filo Shinawatra
dell'United Front for Democracy Against Dictatorship (Udd) coi
rispettivi partiti guida: il Partito democratico e il Peua Thai di
Yingluck Shinawatra. Prayuth voleva la formazione di un governo ad
interim “neutrale”. Logicamente, essendoci già un governo ad
interim (capeggiato dal premier Niwattamrong Boonsongpaisan
con
ministri vicini a Shinawatra) e semmai essendo nelle corde del Pdrc
un governo del Partito democratico, l'intesa era impossibile come
certamente il generale sapeva in anticipo. Ma la foglia di fico
poteva coprire una decisione già presa altrove e con l'avallo del
re, acerrimo nemico dei Shinawatra, e della sua stretta cerchia di
consiglieri. Era necessario far tabula rasa e ripartire, trovando poi
il modo di formare, col tempo, un governo costituzionale ma fedele al
re. In che modo – visto che il partito di Shinawatra vince sempre
le elezioni – si vedrà.
