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martedì 1 settembre 2009

AFGHANISTAN: LA NUOVA STRATEGIA USA


Mentre lo scrutinio delle presidenziali, arrivato ormai a quasi la metà dei seggi, vede aumentare sempre di più la distanza tra Hamid Karzai (45,8%) e Abdullah (33,2%) e mentre continuano ad arrivare notizie di brogli e racconti raccapriccianti di vendette elettorali talebane addirittura preventive, gli americani mettono un primo punto fermo sulla nuova strategia per l'Afghanistan.
Il rapporto del generale Stanley McChrystal, comandante in capo delle forze Usa in Afghanistan ma anche responsabile della missione Isaf/Nato avrebbe dovuto arrivare sul tavolo del presidente diverse settimane fa, ma l'ufficiale ha preferito aspettare il dopo elezioni: il documento non è pubblico ma diverse testate ne anticipano i contenuti. Scegliendo tagli diversi.

La Bbc preferisce il più critico: “la strategia attuale non funziona”, titola l'emittente sulla sua pagine web e spiega che il generale reiteri il fatto che la priorità è proteggere gli afgani dai talebani, opzione sinora poco seguita. Come? Lavorando sulla crisi di consenso che viene da una diminuzione della fiducia degli afgani in una guerra che aveva promesso loro una vita migliore e creando dunque condizioni favorevoli nei villaggi ripresi alla guerriglia che andranno adesso “tenuti” e non meramente riconquistati. Poi si deve lavorare sull'esercito nazionale (ma ci vorranno almeno tre anni e assai più tempo per la polizia) e sui talebani: sei su dieci, dice il generale, sono recuperabili offrendo loro un posto di lavoro.

Il taglio del New York Times sceglie invece un altro titolo: “La guerra in Afghanistan è seria ma si può vincere”. Il giornale dice che nel rapporto la richiesta di più truppe per ora non c'è ma che questa potrebbe arrivare nelle prossime settimane. Un documento insomma, che prepara il terreno a una richiesta che al presidente non sembra piacere molto. Andrà convinto. Per ora il quadro deve permettergli di decidere ma le scorse settimane hanno già visto un'offensiva dei piani alti del Pentagono, a cominciare dal capo di stato maggiore Mullen, secondo il quale a talebani più agguerriti si risponde con più soldati. L'argomento è delicato è il Nyt sottolinea che agosto ha totalizzato 179 vittime americane dall'inizio dell'anno (mentre la Bbc ricorda la scarsa popolarità della guerra tra l'opinione pubblica statunitense, sempre più fredda)...
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