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lunedì 21 settembre 2009

LA LIBERA INFORMAZIONE, IL CORDOGLIO E LA GUERRA


Sono convinto che in Italia ci sia un serio problema che riguarda l'informazione: scarsa e approssimativa, superficiale e, soprattutto, fortemente condizionata. Ecco perché io sono andato lo stesso in piazza il 19. Eravamo in 4 a Piazza del Popolo e poi ho saputo che in realtà il concentramento era a Piazza Navona dove c'erano forse una ventina di persone. Un flop ma tant'è, non avevo proprio digerito che la Fnsi avesse rimandato la manifestazione. Che c'entra la libertà di stampa col cordoglio? Io, che perosnalmente odio la grancassa attorno ai quaei poveri sei soldati, posso capire i funerali di stato ma credo che rendere omaggio a quelle persone, da giornalista, lo possa fare solo scrivendo la verità.

Quei sei soldati (e con loro diverse vittime civili afgane) sono morti perché? C'è bisogno di più informazione semmai, non di un rinvio. Ma c'è anche un'altra questione
Una volta in piazza ho saputo che tra gli autoconvocati qualcuno aveva unito i temi del 19(la libera informazione) con la pace o meglio il ritiro dall'Afghanistan. Non mi è affatto piaciuto. Ma che c'entra la libertà di stampa col ritiro? Ognuno, ben informato, decide quel che vuole e inoltre io non sono affatto per il ritiro e spiego in due parole perché: uno non va a casa d'altri, spaccando tutti i piatti ma dicendo che in realtà era andato li a preparare la cena. E non è che poi si mangia le quatto patatine che aveva portato e infine dice "bhe, visto che non c'è nulla da mangiare vi saluto e vado al ristorante" senza manco scopare in terra....E no. Troppo facile, troppo comodo. Le risposte di pancia non mi piacciono

Mischiare la guerra e il ritiro con i temi del 19 è sbagliato tanto quanto fare la grancassa melliflua del cordoglio unanime e stucchevole attorno a quei sei poveri soldati. Io a modo mio ho pensato a loro. Magari qualcuno l'ho anche conosciuto e, chissà, son stato vicino di posto con lui su un C 130. A sentire certi commenti disinformati di qualche cordoglista che ignora se l'Afghanistan ha o meno lo sbocco al mare, mi vien da pensare che davvero c'è bisogno di migliore informazione. Di informazione non teleguidata da chi alla fine sfrutta la morte di sei soldati per far grancassa. Il silenzio è la forma di maggior rispetto per i morti. E i militari lo sanno benissimo come per altro aveva detto uno di quei sei ragazzialla propria moglie: "S torno voglio solo te e Simone..."
Invece Simone l'hanno sbattuto in prima pagina con il baschetto rosso. Ma nessuno riuscirà davvero a spiegargli perché suo padre è andato a morire in quel paese lontano. Nessuno è interessato a farlo. Ecco perché tornerà in piazza il 3 ottobre

In questa foto scattate da Paola Roli le prove: in alto i 4 di piazza del Popolo (tra cui la fotografa) più il mio cane che non diserta mai le battaglie civili. Sotto, gli autoconovcati di piazza Navona

2 commenti:

Lalla ha detto...

Mi ritrovo particolarmente nella sua riflessione. Cito:

"uno non va a casa d'altri, spaccando tutti i piatti ma dicendo che in realtà era andato li a preparare la cena. E non è che poi si mangia le quatto patatine che aveva portato e infine dice "bhe, visto che non c'è nulla da mangiare vi saluto e vado al ristorante" senza manco scopare in terra[...] Le risposte di pancia non mi piacciono"

E' quello che invano cerco di fare capire ad alcuni colleghi e cooperanti (Beirut è piena di cooperanti italiani disillusi). La situazione afghana nemmeno ce la immaginiamo e andarsene così, lasciando il caos, sarebbe condannare l'intera società civile. Uno degli esempi lampanti è proprio quel disegno di legge in difesa dell' ''Etica" che vogliono far passare in parlamento del quale ha parlato nei post precedenti.
Non si tratta di stabilire se è una missione di pace o una missione di guerra . Che poi non è compito dei giornalisti. O tantomeno di gettare fiumi di inchiostro sulle 6 vittime italiane che sono sempre vittime e meritano rispetto. Vivendo nei territori palestinesi per un anno pero' ho imparato a contare tutte le vittime, non solo quelle ''notiziabili''. Per questo chi grida ''pace'' in una chiesa stracolma di autorità mi sembra poco credibile.
Scusi il ragionamento un po' contorto. Ma lei è riuscito a esprimere qualcosa che per giorni (esattamente da quando la lega ad agosto tuonava per chiedere il ritiro) mi passava per la mente. Troppo facile e troppo comodo.

Enrica Garzilli ha detto...

Spesso concordo con te, lo sai, ma questa volta non solo mi associo al cordoglio di tutta la nazione per i paracadutisti della Folgore, anche per motivi personali, ma credo che la guerra in Afghanistan sia inutile e, anzi, perdente.

La metafora dei piatti è giusta, ma strategicamente è una guerra perdente, credo. Per vincerla dovrebbero occupare ogni centimetro di terra in Afghanistan e anche in Arabia Saudita, visto che il terrorismo islamico si nutre lì. E questo non è possibile.

Non ne faccio una questione umana ma strategica. Andarsene sarebbe lasciare il caos, è vero, ma stare lì è inutile perdente e controproducente, a mio parere. L'ho spiegato, perdonami se non riporto il post.