Visualizzazioni ultimo mese

Cerca nel blog

Translate

giovedì 18 febbraio 2010

CHI E' MULLAH BARADAR

Due parole in più su Mullah Abdul Ghani Baradar che ha adesso le manette ai polsi. L'uomo che viene ritenuto il braccio destro del capo talebano mullah Omar è stato arrestato una settimana fa, l'8 febbraio, a Karachi, in Pakistan. Operazione congiunta dei servizi segreti pachistani e americani.

La notizia è uscita l'altro ieri sul New York Times e si è propagata su tutti i siti di informazione con tutte le domande che una simile bomba solleva proprio mentre è in corso l'offensiva militare più improntante messa in campo dalla Nato in Afghanistan dal 2001. Mullah Baradar non è infatti un talebano qualsiasi.

Nel 2004 autorizza una delegazione di negoziatori del movimento a recarsi nella capitale per trattare con Karzai, come ha rivelato a Newsweek nell'agosto scorso Maulvi Arsala Rahmani, un ex dirigente del movimento talebano che ora vive a Kabul e che allora ne fece parte. Fu Baradar a dare la luce verde e a pagare le spese di viaggio di quello che, evidentemente, fu un viaggio fallimentare. Ma secondo il webmagazine AsiaTimes fu sempre Baradar a rappresentare mullah Omar in tutti i negoziati con il governo e gli americani che, più o meno direttamente, sono stati avviati con la mediazione saudita da due anni a questa parte. La sua fama infatti dice che sarebbe lui l'anima flessibile e pragmatica del movimento: l'uomo che, già vice ministro della Difesa all'epoca dell'emirato, dirigeva tutte le orazioni militari, ne decideva la strategia e la seguiva personalmente sul terreno, senza per questo rinunciare ad essere una delle anime più importanti del dibattito politico nel movimento. Dibattito che gli avrebbe fruttato diversi nemici: i puri e duri come, ad esempio, mullah Dadullah, il sequestratore di Daniele Mastrogiacomo poi misteriosamente ucciso dalle forze internazionali. Secondo alcuni grazie a una “spiata” degli stessi talebani.

Ma se il numero due della cupola talebana viene arrestato l'8 febbraio, perché la notizia non viene resa pubblica? Il Times sostiene di averlo saputo l'11 ma di non aver pubblicato su richiesta di funzionari della Casa bianca che avrebbero imposto il silenzio per non mettere a rischio una più vasta operazione di intelligence mirata proprio a catturare Omar. Secondo alcune fonti l'arresto di questo possibile mediatore avrebbe dunque guastato qualsiasi nuovo piano negoziale. Per altri invece, l'arresto configurerebbe proprio la possibilità di aprire una strada alternativa al conflitto.

Un profilo di Abdul Ghani Baradar, personaggio che rifugge da sempre i riflettori della cronaca, è un puzzle complesso: classe 1968, è nato nel villaggio di Weetmak nel distretto meridionale di Dehrawood (provincia di Uruzgan). Noto anche come Baradar Akhund, è uno dei fondatori del movimento talebano con Omar con il quale condivideva le stanze della madrasa di Maiwand e con cui prese parte alle prime azioni in Afghanistan e alla direzione strategica di tutte le operazioni militari successive. Pashtun come Omar (ma non dello stesso clan), Baradar segue tutta la parabola del suo capo. Fugge in Pakistan dove entrerà a far parte della Shura di Quetta, la città del Belucistan pachistano dove avrebbe sede il “Gran consiglio” talebano, ed entra di diritto nella lista nera dell'Onu. I suoi beni vengono congelati e i suoi movimenti spiati.

I suoi rapporti con l'Isi, i servizi segreti pachistani sono buoni. Compete a lui nominare – o licenziare - i comandanti regionali e persino i “governatori” talebani nelle aree sotto il controllo della Shura di Quetta. Ma è anche l'uomo delle decisioni politiche e delle grandi scelte strategiche. E' inoltre il tesoriere dei talebani, l'uomo che controlla il flusso finanziario di denaro che arriva dal fiorente mercato degli stupefacenti e che viene utilizzato dalla guerriglia per il traffico d'armi. Controlla i quattrini che affluiscono nelle casse del movimento grazie a sequestri, pedaggi sulle strade, taglieggiamenti inflitti alle stesse forze della Nato quando, seppur indirettamente, i talebani pretendono una tangente per consentire ai camion del rifornimento logistico per le truppe di viaggiare “sicuri” nel Sud del paese.
Il suo arresto è dunque un duro colpo per l'organizzazione. E segna forse l'inizio di una nuova stagione.

Nelle (rare) immagini: da sinistra in alto Baradar, Omar, Dadullah

Nessun commento: