Doveva
essere per stamattina alle 9 a Islamabad ma, almeno per questa volta,
la riunione tra emissari del governo e talebani del Tehreek-e-Taleban
Pakistan che avrebbe dovuto dar vita al processo negoziale, è
saltata. La giornata negoziale nata sotto una cattiva stella ha poi
registrato anche una strage a Peshawar, capitale della provincia dove
i talebani pachistani sono più forti.
La
riunione, tra i quattro membri del comitato governativo, scelti
dall'esecutivo e annunciati a sorpresa qualche giorno fa del premier,
e i 5 membri della compagine talebana, avrebbero quantomeno dovuto
tracciare i punti del possibile dialogo, ma il possibile incontro si
è impantanato subito quando, non senza qualche ragione, il quartetto
ha chiesto conto, o meglio chiarimenti, sul quintetto scelto dal Ttp.
Non solo in effetti questi sono a loro volte dei mediatori (cosa in
qualche misura comprensibile), persone cioè vicine ai talebani ma
non membri del Ttp o quanto tale, ma il quintetto si è subito
dimezzato poiché due dei prescelti hanno rifiutato l'incarico.
La
notizia dà l'occasione per fare il punto, vedere chi sono i
mediatori, ricordare che, è il bilancio di Al
Jazeera, la guerra tra governo e talebani è già costata la vita
a oltre 110 persone (tra cui un notissimo poliziotto
dell'anticrimine), in stragrande maggioranza vittime civili, tra cui
diversi bambini. Con la strage di oggi i morti salgono a circa 120.