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domenica 24 giugno 2018

Un nuovo capo per i talebani pachistani

Si chiama Noor Wali Mehsud il nuovo capo del Tehreek Taleban Pakistan (Ttp), il cartello dei
talebani pachistani. Appartiene al sotto clan dei Mechikhel della potente tribù wazira dei Mehsud, che ha già dato due leader al Ttp:  Baitullah Mehsud (responsabile della morte della Bhutto) ucciso nel 2009 e Hakimullah Mehsud, ucciso da un drone nel 2013. In seguito al vertice del cartello era andato mullah Fazlullah (mullah Radio), il macellaio dello Swat, liquidato da un drone il 14 giugno scorso. Con la morte di Fazluallh, originario della valle di Swat, la leadership del movimento torna dunque nel Waziristan meridionale. Mufti Noor Wali era comunque già stato scelto come vice di Fazluallah dallo stesso mullah Radio.

La morte di Fazluallh non è forse un colpo così duro del movimento talebano pachistano visto che mullah Radio era "emigrato" in Afghanistan nel 2009 ma la sua morte qualche giorno fa sembra aver  segnato di contro un patto tra pachistani e afgani. Questi ultimi potrebbero aver  probabilmente fornito agli americani la traccia per arrivare al nascondiglio e uccidere con un drone il leader super ricercato dai pachistani, che accusavano Kabul di chiudere un occhio sulla sua permanenza nel Paese. Un segnale che le cose stanno cambiando e che forse Kabul, in cambio, aveva chiesto a Islamabad di ammorbidire i talebani su cui ha influenza in occasione della tregua di Eid.
Giochi alla frontiera che oggi hanno un nuovo protagonista (nella foto, tratta da The Dawn, il mufti, conosciuto per la sua conoscenza del diritto islamico e consuetudinario).

domenica 20 dicembre 2015

Ttp vs Al Bagdadi: non sei il califfo. I talebani pachistani si smarcano da Daesh

Baghdadi is not Khalifa (caliph) because in Islam, Khalifa means that he has command over all the Muslim world, while Baghdadi has no such command; he has command over a specific people and territory. 

Dice così senza trope perifrasi il comunicato del Tehreek-e-Taleban Pakistan (talebani pachistani) che ieri ha preso ufficialmente le distanza da Daesh e dal suo "califfo" Al Bagdadi. Il comunicato del gruppo, che appare oggi sulla stampa pachistana, cerca così di porre tardivamente rimedio alle secessioni verso il califfato di cui la più nota è quella di Shahidullah Shahid, il  portavoce del gruppo espulso con altri secessionisti nell'ottobre del 2014 proprio per l'adesione al cosiddetto Stato islamico. I talebani afgani hanno preso le distanze da tempo. Entrambi condannano la "barbarie" dei mezzi usati dall'Is. I talebani afgani avevano chiarito ad Al Bagdad, con una lettera indirizzata al capo di Daesh, che nel Paese c'è posto "per una sola bandiera". Bagdadi si tenesse la sua.

lunedì 10 febbraio 2014

Ttp vs Islamabad: 15 punti per cercare l'accordo

Dovrebbero riprendere domani i colloqui tra il quartetto autorizzato dal governo di Islamabad e la delegazione che ha la luce verde dal Tehreek-e-Taleban, i talebani del Pakistan. La stampa locale ha pubblicato ieri una sorta di manifesto in 15 punti che la shura talebana del Ttp ha messo a punto e consegnato ai negoziatori (la conformazione del team subisce continui cambiamenti). Alcuni dei facilitatori del team che fa capo al Ttp, tutti islamisti di razza, si sono infatti recati nel Waziristan dove sabato sono stati ricevuti da sheikh Khalid Haqqani, il vice del capo del Ttp, mullah Fazlullah, che si troverebbe in Afghanistan.

Ecco i punti dell'accordo che il Ttp vuole mettere in agenda:

• La fine degli attacchi con aerei senza pilota

• L'introduzione della sharia nei tribunali

• L'introduzione del sistema islamico di istruzione nelle istituzioni educative pubbliche e private

• La liberazione dei talebani (pachistani e stranieri) in carcere

• Ricostruzione e compensazioni per danni alle cose durante gli attacchi dei droni

• La consegnare del controllo delle aree tribali (Fata) alle forze locali

• Il ritiro dell'esercito dalle Fata e la chiusra dei check point

• La rimozione delle accuse ai detenuti talebani

• Rilascio congiunto dei prigionieri

• Pari diritti per tutti

• Posti di lavoro alle famiglie delle vittime dei droni

• Fine del sistema bancario basato sull'interesse

• Fine del sostegno agli Stati Uniti sulla guerra al terrore

• Sostituire il sistema attuale di governo con un sistema islamico

• Rompere tutti i rapporti con gli Washington

martedì 4 febbraio 2014

PERCHE' E' PARTITO MALE IL NEGOZIATO COL TTP

Doveva essere per stamattina alle 9 a Islamabad ma, almeno per questa volta, la riunione tra emissari del governo e talebani del Tehreek-e-Taleban Pakistan che avrebbe dovuto dar vita al processo negoziale, è saltata. La giornata negoziale nata sotto una cattiva stella ha poi registrato anche una strage a Peshawar, capitale della provincia dove i talebani pachistani sono più forti.

La riunione, tra i quattro membri del comitato governativo, scelti dall'esecutivo e annunciati a sorpresa qualche giorno fa del premier, e i 5 membri della compagine talebana, avrebbero quantomeno dovuto tracciare i punti del possibile dialogo, ma il possibile incontro si è impantanato subito quando, non senza qualche ragione, il quartetto ha chiesto conto, o meglio chiarimenti, sul quintetto scelto dal Ttp. Non solo in effetti questi sono a loro volte dei mediatori (cosa in qualche misura comprensibile), persone cioè vicine ai talebani ma non membri del Ttp o quanto tale, ma il quintetto si è subito dimezzato poiché due dei prescelti hanno rifiutato l'incarico.

La notizia dà l'occasione per fare il punto, vedere chi sono i mediatori, ricordare che, è il bilancio di Al Jazeera, la guerra tra governo e talebani è già costata la vita a oltre 110 persone (tra cui un notissimo poliziotto dell'anticrimine), in stragrande maggioranza vittime civili, tra cui diversi bambini. Con la strage di oggi i morti salgono a circa 120.