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| Re Bhumibol, anziano ma sempre attivo E' lui che ha dato luce verde al golpe |
Al
generale
Prayuth Chan-ocha, che comanda la giunta al potere in Thailandia, è
arrivato in via ufficiale il beneplacito del re per il suo neogolpe. La cosa era
nell'aria perché è un segreto di Pulcinella il fatto che la
decisione del colpo di Stato viene da Palazzo reale. Il re ha più di un
interesse, in primis economico, a cacciare i Shinawatra e a far si
che la vecchia élite torni a governare l'economia di un Paese dove
la casa reale ha parecchi interessi. E' una storia che ha un precedente nel golpe del 2006 e che racconta di uno scontro tra poteri forse senza precedenti
nel Paese delle orchidee.
Le vicende recenti della Thailandia, come ce le raccontano i giornali,
sembrano solo un bizzarro scontro tra camicie rosse e gialle: i primi
sostengono la famiglia Shinawatra, gli altri la democrazia (e il re).
I primi difendono l'indifendibile, i secondi lo status quo. Cosa c'è
dietro? Uno scontro tra ricchi e poveri, tra città e campagna, tra conservatori e
progressisti, tra due classi che cercano l'egemonia economica? C'è forse
un po' di tutto questo dietro a un'opporsi di fazioni divenuto, in certi
momenti, anche violento e che di fatto ha offerto all'esercito la possibilità di mettere ordine con un golpe militare. Ci sono un
paio di buoni articoli da leggere sul contesto, come l'analisi di Charles EMorrison o, ancor meglio, quella di Jeffrey Race (un analista che
viene da Haravrd e vive in Thailandia da 45 anni), che è per certi versi
illuminante. Race spiega che bisogna tener conto di molti fattori,
sia economici, sia culturali e che senza una visone d'insieme la vicenda tailandese non si comprende. E' una storia che comincia a metà degli anni Ottanta con un ex poliziotto di lontane origini cinesi nato in una provincia del Nord: Thaksin Shinawatra.

