Il
processo elettorale in Afghanistan non dovrebbe farci dimenticare che
la cosa più importante resta il processo di pace. I passi per
parlare col “nemico”, coi talebani, sono stati finora offuscati
da una nebbia articolata sparsa su un reticolo di relazioni segrete che
hanno coinvolto attori diversi, spesso forse, fuori luogo: gli afgani
dell'Alto consiglio di pace voluto dal governo, gli americani, i
tedeschi, i francesi, gli ex talebani, i talebani della shura di
Quetta, i gruppi a lato del movimento o integratisi in chiave
tattica. E ancora, gli attori che intervengono in veste di
consiglieri e/o finanziatori di questa o quella parte: principi
sauditi e del Golfo, turchi, pachistani, iraniani e così via (anche se ora le cose si vanno complicando). La
cosa è complessa. Ma quanto sappiamo poi dei talebani?Visualizzazioni ultimo mese
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giovedì 17 aprile 2014
Cosa sappiamo del nemico
Il
processo elettorale in Afghanistan non dovrebbe farci dimenticare che
la cosa più importante resta il processo di pace. I passi per
parlare col “nemico”, coi talebani, sono stati finora offuscati
da una nebbia articolata sparsa su un reticolo di relazioni segrete che
hanno coinvolto attori diversi, spesso forse, fuori luogo: gli afgani
dell'Alto consiglio di pace voluto dal governo, gli americani, i
tedeschi, i francesi, gli ex talebani, i talebani della shura di
Quetta, i gruppi a lato del movimento o integratisi in chiave
tattica. E ancora, gli attori che intervengono in veste di
consiglieri e/o finanziatori di questa o quella parte: principi
sauditi e del Golfo, turchi, pachistani, iraniani e così via (anche se ora le cose si vanno complicando). La
cosa è complessa. Ma quanto sappiamo poi dei talebani?
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