Visualizzazioni ultimo mese

Cerca nel blog

Translate

Visualizzazione post con etichetta Elisa Giunchi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Elisa Giunchi. Mostra tutti i post

giovedì 19 gennaio 2017

Domenica a Milano il progetto orientale dell'Isis al Salone della Cultura

L'idea del Califfato in una mappa
diffusa da un'organizzazione islamista. Lo
Stato islamico ci si è ispirato?
Sappiamo tutto o quasi del progetto dello Stato islamico di Al Baghdadi per la Siria e l'Irak o per l'espansione del suo progetto in Libia e per l'esportazione del terrore in Europa o in Turchia. Ma esiste un progetto anche per il mondo non arabo? Esiste un progetto di espansione a Est dove il mondo musulmano è più numeroso? Elisa Giunchi (Afghanistan e Pakistan) e Guido Corradi (Indonesia) parleranno degli elementi caratteristici del messaggio del Califfato nell'estremo Est del Sudest asiatico e nell'area della guerra permanente lungo il confine afgano pachistano. Emanuele Giordana coordinerà l'incontro e parlerà dello sviluppo dello Stato islamico in Bangladesh (dove in luglio vennero uccise 23 persone tra cui 17 stranieri di cui 9 italiani) da dove è appena tornato.



 il 22 gennaio, ore 14,00

 L'ISIS IN ORIENTE: IL PROGETTO DELLO STATO ISLAMICO A EST DI RAQQA 
Salone della Cultura – Sala 2
ICOO, Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente
Superstudio Più, via Tortona, Milano

Guido Corradi - è un esperto dell'area malese indonesiana. Ha insegnato all'IsMeo Isiao e attualmente collabora con l'Università Bicocca a Milano. Con Emanuele Giordana ha scritto "La scommessa indonesiana" e sta collaborando alla collettanea "A Oriente del Califfo. Il progetto dello Stato islamico a Est di Raqqa"  in uscita per Rosemberg&Sellier

Elisa Giunchi - docente all'Università degli Studi di Milano, è un'esperta di storia e istituzioni del mondo musulmano. Ha scritto diversi saggi tra cui due dedicati a Pakistan e Afghanistan (Carocci)

giovedì 26 gennaio 2012

AFGHANISTAN, UN VOLUME CHE COPRE UN BUCO IN LIBRERIA

Tra la quantità di roba, robetta e robaccia pubblicata in Italia sull'Afghanistan, c'è qualche rara eccezione che appare doveroso segnalare. A seguire quanto viene pubblicato dall'editoria italiana infatti, non si capisce bene quale sia il metro che gli editori seguono per parlare di questo Paese. Come che sia le perle non sono molte. Quella, impegnativa, appena mandata in libreria dalla Beit di Trieste, rientra nel tentativo di nobilizzare l'attività pubblicistica italiana sull'Afghanistan. Si tratta di un imponente manuale di storia di oltre 450 pagine che parte dalle origini e arriva praticamente ai giorni nostri. Un'opera imponente dell'olandese Willelm Vogelsang, non priva di luci e anche di qualche ombra, tradotta da Piero Budinich che della casa editrice triestina è l'animatore.

Il voluminoso tomo si intitola “Afghani. Popolo millenario” (chissà perché Aghani con l'”h”, ma è una scelta che fanno molti italiani benché nella nostra lingua la g davanti alla a sia sempre dura e dell'h si possa, se non debba, fare a meno). Il pregio del volume è che copre un vuoto solo in parte colmato da Afghanistan di Elisa Giunchi, un libretto di 150 pagine uscito per Carocci qualche anno fa. In italiano (e di autori italiani), che mi risulti, c'è di equivalente al lavoro di Vogelsang, c'è soltanto Afghanistan crocevia dell'Asia, il lavoro di Caspani e Cagnacci che rislae agli anni Cinquanta (oggi introvabile e che andrebbe ripubblicato).Il problema del testo di Vogelsang è quello di tutti i manuali. Se andate in profondità su un argomento c'è qualche (inevitabile) inesattezza, Ma il punto non è qui. Ciò che sembra mancare, almeno a una prima superficiale scorsa del volume, è una chiave di lettura che vada oltre un semplice e ordinato susseguirsi di avvenimenti (che è invece il maggior pregio del testo di Giunchi).
Eccesso di equilibrio e timore di finire nel tritacarne dell'ideologia o della lettura di parte? Può darsi. Ma questa mancanza, a nostro avviso, finisce per nuocere al testo.

Detto questo
, il testo di Vogelsang va comprato e tenuto in libreria per tutte le consultazioni necessarie. Ottimo testo per l'accademia (e dunque PER i corsi che trattano di Afghanistan), riempie quel vuoto nello scaffale, perlomeno per i libri in italiano (o tradotti in italiano). Il prezzo è anche molto ragionevole: solo 22 euro che, in questo caso, sono soldi davvero ben spesi.

giovedì 12 gennaio 2012

APPUNTAMENTI

Martedì 17 gennaio
ore 18.00
Casa della Cultura
via Borgogna 3
Milano


Elisa Giunchi (curatrice del libro)
Anna Vanzan (Università degli Studi di Milano)
Christian Elia (E - il mensile di Emergency)

presentano

SOCIETÀ CIVILE E DEMOCRAZIA IN MEDIO ORIENTE E ASIA

a cura di Elisa Giunchi

O barra O Edizioni


Afghanistan, Tagikistan, Caucaso, Coree, Palestina, Israele, Cina, Turchia, Iran, Malaysia: qual è il ruolo che la società civile sostiene attualmente nelle situazioni post-conflitto, nella composizione di conflitti regionali, nell'apertura alla democrazia?