Contro il povero Seymour Hersh, colpevole di aver smascherato quantomeno i buchi nel racconto della Casa Bianca sulla morte di Osama bin Laden, si è scatenata una vera e propria bufera, in parte riassunta in questo articolo di Internazionale. Naturalmente ci si aspetterebbe che quanti condannano lo scoop del vecchio Seymour adducano prove a sostegno di quanto afferma l'Amministrazione che, al contrario della fonte di Hersh, è una voce ufficiale e - aggiungo - proprio in quanto tale deve essere presa con le molle. Si è detto che Hersh cita solo fonti anonime e in quanto tali i pilastri della sua tesi sono dubbi. Ma, come ho già scritto, i giornali sono pieni di fonti anonime: compresi quelli anglosassoni che noi portiamo sempre in palma di mano come modello. Provate a digitare su google la frase "according to a State Department source" (tra virgolette) e troverete circa 84mila occorrenze. Poi il giornalista bravo ci aggiunge anche un "familiar with the numbers" o "with a close relation with the White House" e voi ve la bevete tranquilli. Se vi viene qualche dubbio - immagino - controllate il nome dell'autore. Ed è l'autorevolezza del cronista a garantirvi che la fonte l'ha sentita.
