Contro il povero Seymour Hersh, colpevole di aver smascherato quantomeno i buchi nel racconto della Casa Bianca sulla morte di Osama bin Laden, si è scatenata una vera e propria bufera, in parte riassunta in questo articolo di Internazionale. Naturalmente ci si aspetterebbe che quanti condannano lo scoop del vecchio Seymour adducano prove a sostegno di quanto afferma l'Amministrazione che, al contrario della fonte di Hersh, è una voce ufficiale e - aggiungo - proprio in quanto tale deve essere presa con le molle. Si è detto che Hersh cita solo fonti anonime e in quanto tali i pilastri della sua tesi sono dubbi. Ma, come ho già scritto, i giornali sono pieni di fonti anonime: compresi quelli anglosassoni che noi portiamo sempre in palma di mano come modello. Provate a digitare su google la frase "according to a State Department source" (tra virgolette) e troverete circa 84mila occorrenze. Poi il giornalista bravo ci aggiunge anche un "familiar with the numbers" o "with a close relation with the White House" e voi ve la bevete tranquilli. Se vi viene qualche dubbio - immagino - controllate il nome dell'autore. Ed è l'autorevolezza del cronista a garantirvi che la fonte l'ha sentita.
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mercoledì 13 maggio 2015
Bin Laden: la ricostruzione di Seymour che non piace a Obama
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| Seymour Hesrh |
Di questo “traditore” (che non sarebbe un uomo dell'Isi - i più potenti servizi pachistani - ma di un'altra agenzia) si sa solo che ormai vive negli Usa ma potrebbe essere la persona che Hersh – il giornalista divenuto famoso per aver rivelato nel 1968 il massacro di My Lay in Vietnam – ritiene responsabile di aver “venduto” il nascondiglio di Osama alla Cia per 25 milioni di dollari. La Casa Bianca ha smentito la ricostruzione di Hesrh che fa fare una pessima figura a tutto lo staff, da Obama all'ultimo dei Navy Seal, i soldati del team operativo che entrarono nella casa di Abbottabad il 2 maggio del 2011 uccidendo bin Laden, un uomo gravemente malato e indifeso. Una pessima figura su una storia totalmente ricostruita e che – scrive - sarebbe «potuta uscire dalla penna di Lewis Carroll», l'autore di Alice nel paese delle meraviglie.
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