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mercoledì 20 luglio 2016

Un intrigo tra Australia e Palestina

C’è una località di Tel Aviv che si chiama Colonia Tedesca e che è una meta turistica abbastanza nota: case in pietra con tetti spioventi e il richiamo a uno stile immediatamente identificabile. Non è l’unico luogo di Israele con un’architettura simile. La colonia dei Templari tedeschi era stata fondata in diverse città della Palestina nel 1869 da una gruppo di cristiani convinti che Cristo sarebbe tornato nelle terre d’origine e che il terreno andava preparato. In realtà i nuovi templari prepararono il terreno a qualcos’altro. Negli anni Trenta, con l’ascesa del nazionalsocialismo, le idee di Hitler cominciarono a diffondersi anche fuori dalla Germania e già nel 1931 era stata creata la Nsdap/Ao, un organismo del partito che coordinava gli iscritti al Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (Nsdap) che risiedevano fuori dai confini patrii (Auslands Organisation). I templari di Palestina, fino a quel momento una pacifica comunità millenarista, strizzarono l’occhio alle promesse del Führer e alle sue teorie. La storia è poco conosciuta quanto efferata. Cominciarono ad appendere bandiere nazi alle loro finestre e a sventolarle dalle automobili e promulgarono una serie di editti che comprendevano il saluto nazista e una sorta di divieto a fare affari con gli ebrei. Ci fu chi si limitò al braccio teso e un’adesione ideologica, chi invece prese sul serio l’idea che gli ebrei dovessero sparire dalla faccia della terra. In un romanzo che ha il sapore del giallo, il giornalista e scrittore Eric Salerno, molti anni in Israele come corrispondente del Messaggero, ricostruisce questo pezzo di Storia minore utilizzando uno scenario ancora più lontano: l’Australia.

Intrigo, da poco uscito per Il Saggiatore, è ambientato a Melbourne dove un orologiaio di nome Felix, che aveva combattuto come partigiano i nazisti in Europa orientale e aveva poi scelto l’ospitalità offerta dall’Australia, vive un’esistenza monotona osservando le impercettibili movenze degli orologi che ripara nella sua piccola bottega. Sembra un uomo tranquillo e in pace con se stesso, ma in realtà Felix è ossessionato da un desiderio di vendetta. L’Australia poi, apparentemente ospitale con gli ebrei dopo la caduta del nazismo, si è rivelata un Paese dove a loro è toccato finire in un nuovo ghetto: non di mura e recinti ma costruito dall'isolamento psicologico verso un gruppo di persone da cui diffidar. Ritenute “pericolose” per via della provenienza di molti fra loro dalle truppe partigiane. La civile Australia, che guarda con sospetto i nuovi arrivati, è invece decisamente più aperta ad altri immigrati dall'Europa: tedeschi, magari con qualche neo sulla coscienza. Magari con un passato da sterminatori. Ma certamente anticomunisti.

giovedì 4 febbraio 2010

LIQUIDAZIONE TOTALE

Come non essere d'accordo con questo comunicato diffuso oggi da Don Nandino Capovilla, Coordinatore Nazionale di Pax Christi? Lo riporto integralmente e senza (superflui) commenti...



Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha attuato ieri una liquidazione totale delle speranze di pace in Terra Santa. Una pesantissima banalizzazione del processo di pace e un'irrisione delle Nazioni Unite che rischiano di trascinare l'Italia fuori dal consesso dei Paesi e delle Istituzioni internazionali che tessono da anni il faticoso cammino della pace.
Affermando che è stato giusto il massacro su Gaza, ha liquidato il lavoro prezioso e oggettivo svolto dalle Nazioni Unite nel monitorare un inaudito massacro di civili, la distruzione di migliaia di case, scuole, ospedali attraverso l'uso di armi illegali. Possiamo ancora ritenerci parte degli organismi internazionali, in primis dell'Onu?

Asserendo di 'non aver visto' il Muro dell'apartheid che circonda Betlemme, ha vergognosamente liquidato il pronunciamento fatto nel 2004 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ne ha condannato la costruzione evidenziandone le terribili conseguenze umanitarie. Può il Presidente del Consiglio arrivare a un livello così insopportabile di irresponsabilità?
Definendo più volte Israele come “Stato ebraico, libero e democratico”, ha liquidato quel milione e duecentomila cittadini dello Stato d'Israele, che ebrei non sono, e che vedono ogni giorno calpestati i loro diritti. Come proclamarsi insistentemente “amici di Israele” quando non lo si esorta ad essere veramente uno stato democratico?

Identificando come antisemita chiunque si opponga alla politica di occupazione, di umiliazione e di disprezzo di qualsiasi Risoluzione Onu da parte dello Stato d'Israele, ha liquidato e denigrato le sofferenze patite da migliaia e migliaia di palestinesi, in spregio a quanti, israeliani, palestinesi, uomini e donne di ogni Paese, si battono insieme alla ricerca di una pace giusta, fondata sul rispetto delle leggi internazionali.
Davvero non ci possono essere i saldi della pace.
Non si può raggiungere la meta della riconciliazione tra i popoli svendendo sul mercato una “pace economica”, la “pace del benessere”.

PS Se il "nostro" premier non ha visto il muro, gliene allego un'immagine