Visualizzazioni ultimo mese

Cerca nel blog

Translate

Visualizzazione post con etichetta Radcliffe Line. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Radcliffe Line. Mostra tutti i post

giovedì 28 novembre 2013

CONFINI AVVELENATI

Durand Line, Radcliffe Line, Pakistan occidentale e orientale, Bangladesh, Pathan e Pasthun. La difficile eredità del Raj britannico  e quel che è maturato su quelle dannate frontiere*

Lungo i confini del Pakistan e dell'Afghanistan si snoda una lunga frontiera di 2,460 chilometri. Per definizione “porosa”, è in grado di mettere in contatto - attraverso minuscoli passi di montagna - i due Paesi e, soprattutto, di favorire gli spostamenti della guerriglia talebana che tra santuari, teatri di battaglia, rifugi e piste, attraversa la “Durand Line”, così si chiama il confine, bypassando gli unici due reali check point tra Pakistan e Afghanistan: il passo di Khyber e il posto di frontiera di Chaman, nel Sud.


Per interpretare quel lungo serpentone sulla carta geografica bisogna fare un passo indietro che rimanda all'epopea dell'Impero britannico e ai frutti avvelenati che ha lasciato sulle sue macerie. Uno di questi riguarda proprio la frontiera che il righello coloniale che Sir Mortimer Durand (nell'immagine a dx) aveva tracciato durante le ultime stagioni del Raj, quando la Corona aveva preso il posto della Compagnia delle Indie e Londra voleva tutelarsi dalle mire zariste al confine occidentale. Ma a questo primo frutto avvelenato se ne aggiunse in seguito un altro nella geografia di quell'Impero in disfacimento: i confini tracciati più tardi da altri burocrati e genieri di sua Maestà per dividere l'India creando il Pakistan, la Terra dei Puri, voluta dai musulmani indiani e dal loro capo Ali Jinnah, per separarsi dalla nascente Unione indiana di Jawaharlal Nehru, Gandhi e del Partito del Congresso da cui si erano sentiti traditi.

L'eredità coloniale

La Partition del 1947, che doveva separare l'India dal neonato Pakistan, passava a Ovest per la divisione del Punjab, la ricca terra dei cinque fiumi, e a Est per una divisione del Bengala. La geografia malata di queste nuove realtà geopolitiche tracciate sulle mappe, si trasformò in un esodo senza precedenti di oltre 14 milioni di individui al di qua e al di là della linea di demarcazione tracciata grossolanamente da Sir Cyril Radcliffe (nell'immagine a sn), che aveva sezionato in due il Punjab e, con lui, tagliato a metà villaggi e case, campi e stalle, terre e fossi per l'irrigazione ( a sua giustificazione si può dire che ebbe solo cinque settimane di tempo per farlo). Sul fronte orientale invece, era stata creata la bizzarra enclave del Pakistan orientale – una porzione del Bengala oggi Bangladesh – dove i problemi di convivenza tra due entità separate da migliaia di chilometri entrarono in conflitto agli inizi degli anni Settanta, scatenando una guerra tra India e Pakistan che portò alla secessione dei bengalesi “pachistani” che non si riconoscevano nell'artefatto gemello occidentale. A Ovest, come abbiamo visto, c'era invece stato un altro taglio longitudinale che risaliva alla fine dell'800: nel 1893, la geometria coloniale aveva tracciato quel confine lungo oltre 2mila chilometri che serviva a separare in modo evidente l'Afghanistan, di cui Londra non era riuscita ad aver pienamente ragione, dai territori sotto dominio britannico che in parte dovevano diventare Pakistan un secolo dopo. Prima o poi i nodi sarebbero venuti al pettine. Quei frutti avvelenati, quella difficile eredità, figlia di un calcolo attento e perverso, doveva rilasciare il suo veleno lentamente. A occidente come a oriente. Sino ad esplodere definitivamente a Est con la secessione del Bangladesh e al centro con le ripetute guerre tra Islamabad e Delhi. A Ovest infine, con le ripetute sommosse locali, l'invasione sovietica dell'Afghanistan e, in seguito, con l'epopea talebana sino all'occupazione della Nato a partire dagli inizi del nuovo secolo. Guerra in cui la Durand Line ebbe e ha un ruolo decisivo.