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venerdì 7 agosto 2026
Se Bangkok offre la sponda ai golpisti birmani
mercoledì 20 gennaio 2016
Filantropo con un occhio al mercato
Umanitari ma con l'occhio al mercato. Universali ma con un'agenda personale. Filantropi ma un po' pelosi. E' questo il quadro che emerge da una ricerca di Global Policy Forum, “watchdog” indipendente che studia le politiche di Onu, governi e privati e che si interroga sugli effetti della recente ondata filantropica ( Philanthropic Power and Development. Who shapes the agenda?). Per dirla in altre parole, quanto costa a governi e Nazioni Unite il buon cuore dei privati?«Negli ultimi decenni – scrivono i ricercatori Jens Martens e Karolin Seitz - globalizzazione, deregulation e privatizzazioni hanno facilitato e aumentato il potere di attori privati, in particolarmente delle grandi multinazionali... aziende con attività in decine di Paesi e fatturati miliardari hanno acquisito sia grande influenza sul sistema economico globale sia significativo peso politico». La loro influenza, dice il rapporto, è cresciuta anche sui temi del dibattito politico internazionale, dall'eliminazione della povertà, allo sviluppo sostenibile, i cambiamenti climatici, la tutela dei diritti umani. Quando i governi sembrano incapaci di risolvere le sfide globali, questi attori emergenti si presentano come alternativa operativa come «modello che finge di essere più flessibile, efficiente e non burocratico».
lunedì 5 novembre 2012
MENO SOLDATI PIU' COOPERAZIONE, PAROLA DI MARIO MONTI
La visita di Mario Monti a Kabul passerà alla storia per essere quella del “meno soldati più cooperazione”. Ma a ben vedere non è proprio andata così. Intanto il premier ha messo l'accento sulla “cooperazione economica” e assai meno su quella allo sviluppo. Si dirà che anche quella aiuta l'Afghanistan. Si può rispondere che per mettere gli occhi sulle miniere (se si esclude il marmo di Herat) siamo comunque un po' in ritardo. Dopo la Cina adesso è la volta dell'India. L'Italia pare sia impegnata per ora solo nel campo delle infrastrutture. Comunque, se son rose fioriranno, magari anche per la cooperazione allo sviluppo che, al momento, vale il 5% della spesa pubblica italiana in Afghanistan (che per il 95% è militare).
Meno militari si diceva. Ma come, dove, quando Monti non lo dice. Di Paola neppure. Il 2014 è l'anno del cambio, va bene, ma vorremmo sapere un calendario e se è vero che andiamo verso “meno soldati più cooperazione”. Intanto, se la forma è anche sostanza, Monti non poteva scegliere giornata più adatta per questo slogan: il 4 novembre, giornata delle Forze armate e alla vigilia di un voto parlamentare sulla legge delega firmata da Di Paola che riforma le FfAa senza riformarle. E ancora: non è gentile andare nel Paese ospitante e, per prima cosa, far visita ai propri soldati e solo dopo al presidente (Karzai). Si dirà: fan tutti così, dagli americani ai tedeschi. Si risponderà che sbagliano e che queste cose agli afgani non piacciono (come non piacerebbero a noi).
Non a caso Karzai ha colto l'occasione, durante la conferenza stampa congiunta, per prendersela con la Camera bassa del suo parlamento (che non controlla) che ha scelto di avere due stranieri nella Commissione elettorale di vigilanza per le prossime elezioni. Ha tirato in ballo la sovranità nazionale anche se, in questo caso, con un richiamo vagamente peloso.
Nello stesso giorno c'era invece una buona notizia che faceva da contraltare a un pessimo annuncio di cui non mi pare si sia occupata la vigile stampa del nostro Paese: la buona notizia è che alcuni membri della Camera bassa hanno rispedito al mittente la proposta di Ismail Khan, vecchio signore della guerra e oggi ministro dell'Energia, per la nascita di un Consiglio dei mujaheddin, composto dalle vecchie glorie dell'era sovietica, leggi tutti gli altri compari di merende di quella che da lotta di liberazione si tramutò in guerra civile, spalancando le porte dell'Afghanistan alla reazione talebana. Una sorta di pericolosa riedizione dell'Alleanza del Nord di cui Ismail Khan ha già parlato con Karzai e con altri ex mujaheddin. Davvero una pessima notizia
http://www.famigliacristiana.it/volontariato/organizzazioni/articolo/cari-senatori-pensateci-bene.aspx http://www.pajhwok.com/en/subscription-required?destination=node%2F190536 http://outlookafghanistan.net/latest.php?post_id=5816venerdì 2 marzo 2012
L'APERTURA DI CREDITO DELLE ONG A RICCARDI
Leggo che L’Associazione Ong italiane, il Cini e Link2007 - la "triplice" delle Ong nazionali e non che lavorano in Italia, hanno espresso in un comunicato congiunto la loro soddisfazione per i risultati della Conferenza. Insomma un omaggio a Riccardi di cui speriamo il ministro faccia buon uso. L'istituzione del ministero ha di per sè segnato un cambiamento nella politica dei governi della Repubblica che sinora si erano affidati, al massimo, a sottosegretari (chiamati anche viceministri) con delega o a commissari speciali. Ma è anche vero che della legge di riforma si parla da una decina d'anni e che tutte le proposte sono finora naufragate. E lo stesso si, negli utlimi dieci anni, quando, a ogni cambio di governo, si annuncia il "rilancio" della cooperazione, che non solo resta al palo, ma perde finanziamenti ogni anno che passa (ultimo taglio 7 milioni finiti al settore Giustizia). Infine Riccardi, ha un ottimo curriculum e senz'altro ottime intenzioni, ma non ha portafoglio e non è ancora chiaro chi comanda che cosa tra il suo ministero e quello degli Esteri e del Tesoro che hanno in mano i cordoni della borsa.
Insomma se son rose....Ma c'è altro. Ho la sensazione che la parola "cooperazione allo sviluppo" non muova più, nell'opinione pubblica, quei nobili sentimenti che solo dieci anni fa facevano vedere con simpatia volontari e cooperanti. Perché? C'è una crisi dell'impegno? La gente si è stufata? Non capisce - se lo ha mai capito - cosa fanno le Ong? Sanno che differenza c'è tra la cooperazione civile e quella militare? Tra professionisti e volontari?
Io penso che questo sarebbe un bel tema da affrontare. La politica ha le sue responsabilità. I media anche. I governi e il parlamento pure. Ma forse anche chi la cooperazione la fa davvero sul campo (mi ci metto anch'io) questa domanda dovrebbe porsela. In fin dei conti, se è una risorsa Paese, bisogna che il Paese dia una mano. Che sappia di che stiamo parlando e, magari, sia anche d'accordo.
martedì 14 febbraio 2012
UN TAGLIO DA SETTE MILIONI CHE NON SANGUINA
Mi è giunta voce che alla Cooperazione allo sviluppo hanno tagliato altri sette milioni di fondi. Nell'ovattato silenzio generale. A me sembrerebbe una buona battaglia chiederne conto al governo. Credo che siano finiti nel capitolo "carceri". Sacrosanto, ma perché prenderli proprio da lì? C'è un lento stilliccidio-omicidio in corso e il rischio è di accorgenrsene quando ormai sarà troppo tardi e il cadavere sarà impossibile da rianimare
giovedì 8 ottobre 2009
LA FIRMA DA 70 MILIONI DI EURO

Una firma ai piani alti della Farnesina sta bloccando 70 milioni di euro. Manca la persona che, vergando il suo nome sull'ordine di finanziamento, permetta alla ragioneria di erogare i già magri fondi a disposizione della Direzione generale per la cooperazione (Dgcs). Fondi che, tra il bilancio del 2009 e i “residui” passati, variano tra i 60 e i 70 milioni. Una boccata di ossigeno necessaria perché i progetti finanziati all'estero dalla Farnesina alle Organizzazioni non governativa (Ong) vadano avanti.
La questione è nata con la nomina a console di Lione della signora Laura Bottà che fino a settembre era a capo dell'Ufficio VII . Ma al suo posto non è arrivato nessuno. Le Ong temono che la cosa si trascini per mesi e che il 2009 si apra con una montagna di carte inevase e nessun nuovo capo ufficio. Possibile che la fiammeggiante neo direttrice generale, Elisabetta Belloni, non abbia protestato? “Basterebbe un cenno del ministro o anche del segretario generale – dicono le Ong – e la cosa si risolverebbe. Basta aver voglia di farlo. Attenzione che non registriamo”. Preoccupazione legittima visto che l'Italia è il fanalino di coda della Ue nella cooperazione, scesa con la finanziaria 2009 a 326 milioni di euro, con un taglio di 522.
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mercoledì 19 marzo 2008
LA SINISTRA ARCOBALENO ALLA CONQUISTA DELL'UMANITARIO

