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mercoledì 12 febbraio 2014

La guerra dietro le malattie: il caso della polio a Kabul

Un manifesto della campagna antipolio
 del Cdc di Atlanta
Mentre l'India festeggiava ieri il suo terzo anno senza più la piaga dellapoliomielite, la malattia virale che da dieci anni aveva smesso di colpire la capitale afgana è riapparso nella città che ha le migliori strutture sanitarie del Paese. Kabul ha infatti scoperto il suo primo caso di polio dal 2001, spingendo il ministero della sanità a lanciare una campagna di vaccinazione di tre giorni e che ha setacciato casa per casa il quartiere dove abitava Sakina, una bambina kuchi (nomadi afgani) di tre anni. E' figlia di un taxista e vive in un'area marginale della città, una delle tante periferie urbane della capitale nate in tre decadi di guerra e ingrossatesi a dismisura soprattutto negli ultimi anni con una crescita esponenziale della popolazione: da 500mila abitanti negli anni Ottanta a oltre quattro milioni. Ci sono stati 80 casi di polio in Afghanistan nel 2011 (erano 25 l'anno prima!), 41 nel 2012 decrescenti poi nel 2013. Sakina è il secondo caso diagnosticato quest'anno, ma a spaventare è che si sia prodotto nella città con maggiori opportunità del Paese.

Se l'Oms dunque potrà presto dichiarare l'India “polio-free”, per l'Afghanistan la strada è ancora lunga. Perché? Paradossalmente è con l'arrivo dell'ultima guerra che la polio fa un balzo in avanti. I casi maggiori si registrano soprattutto al Sud, nella zona di Kandahar dove a un sistema sanitario collassato si uniscono assenza di governo e povertà endemica. Il trasferimento continuo di popolazioni, sia nel caso (tradizionale) dei nomadi sia nel caso di sfollati di guerra, facilita l'espandersi del virus e fa capire come sia arrivato nella capitale. Ci sono stati casi in cui i talebani afgani si sono opposti ai programmi di vaccinazione ma da tempo li hanno ormai accettati e in molti casi favoriti. I successi sbandierati da un'occupazione durata oltre dieci anni però, se sono stati reali nel campo dell'istruzione, vedono scarsi progressi proprio in quello sanitario, con una preoccupante tendenza al rafforzamento della medicina privata in un Paese dove un bambino su dieci non supera i cinque anni di età.

martedì 11 febbraio 2014

Afghanistan, se la polio torna a colpire

Dopo 10 anni che il virus aveva smesso di colpire la capitale afgana, Kabul ha registrato il suo primo caso di poliomielite dal 2001, spingendo il ministero della sanità a  lanciare una campagna di vaccinazione antipolio casa per casa di tre giorni. Il caso riguarda Sakina, una bambina kuchi (nomadi afgani) di tre anni, figlia di un taxista che vive in un'area marginale della città. Trent'anni di guerra hanno moltiplicato le occasioni di contagio con un crescendo che ha avuto il suo picco nel 2011 con 80 casi registrati. 


Fonte: Organizzazione mondiale della sanità (Oms)    
                   











                                        
Con le vaccinazioni, i casi registrati di polio  sono scesi poi a  41  nel 2012 e sono stati soltanto 14 nel 2013: Sakina è il secondo caso diagnosticato in Afghanistan quest'anno (in molti casi i genitori non hanno come poterlo fare). Ma a spaventare è che si sia prodotto nella città con maggiori opportunità mediche e sanitarie dell'intero Paese.