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martedì 4 febbraio 2020

l primi due morti fuori dalla Cina fanno salire la tensione nel Sudest

Vientiane - Un uomo di 39 anni è la prima vittima del coronavirus che muore a Hong Kong e la seconda fuori dalla Cina, benché il territorio della colonia ne faccia formalmente parte. Lo scrive stamattina il South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong spiegando che il paziente era in cura per il virus al Princess Margaret Hospital di Kwai Chung: è morto oggi dopo che le sue condizioni sono peggiorate. Avrebbe avuto un'insufficienza cardiaca improvvisa e mortale. Residente del Whampoa Garden era stato precedentemente identificato come il 13° caso confermato di Hong Kong del nuovo coronavirus originario di Wuhan. I casi a Hong Kong sono attualmente 15.

Il primo morto fuori dai confini cinese è invece da ascrivere alle Filippine: uno dei pochi Paesi ancora apparentemente esenti dal virus è così diventato l’epicentro dei timori che salgono giorno dopo giorno nel “cortile di casa” del Celeste Impero.  Un cinese di 44 anni originario del  Wuhan – ammalatosi con la  compagna – è morto sabato scorso all'ospedale San Lazaro di Manila. Era il primo caso nelle Filippine di 2019-nCoV ma anche  la prima vittima fuori dai confini cinesi. Ne sono seguiti episodio di sinofobia e la chiusura dei voli con la Rpc, Hong Kong e Macao. Stessa politica adottata da quasi tutti i Paesi dell’area, dove ci sia o meno contagio... continua su atlanteguerre

sabato 5 dicembre 2015

Dead or Alive: Rasul vs Mansur e il giallo del capo talebano

 Il logo dell'emirato islamico d'Afghanistan
Ancora non è chiaro cosa sia successo  a Quetta o dintorni, in Pakistan. Ma i rumors che da qualche giorno circondano la possibile morte o  il ferimento di mullah Mansur (Mansoor o Mansour se preferite) - il successore assai contestato di mullah Omar - stanno facendo il giro dei media  afgani e internazionali (qui sotto un reportage della tv afgana). Nello scontro tra talebani  (in una riunione, in un agguato?) avvenuto nelle vicinanze o nella stessa Quetta (una delle possibili residenze dei capi talebani e sede della omonima shura), Mansur sarebbe dunque stato ferito gravemente (così sostiene un twitter del capo dell'esecutivo afgano Abdullah) se non addirittura ucciso.

Conferme non ce ne sono e c'è da registrare la smentita della shura di Quetta ma è anche vero che al momento non c'è alcuna dichiarazione, scritta o audio video, dal capo talebano, eletto con difficoltà questa estate dopo l'annuncio della morte di mullah Omar. A quanto sembra di capire ci sarebbe stato uno scontro tra fazioni:  tra la sua è quella di mullah Mohammad Rasul (Rassoul se preferite) Noorzay al cui fianco sono schierate vecchie conoscenze come mullah Mansur Dadullah  (qualche giorno fa si era diffusa la notizia anche della sua morte),  fratello del vecchio comandante Dadullah (quello che sequestrò Daniele Mastrogiacomo)  ucciso anni fa forse da un raid Nato, forse da un agguato dei suoi stessi colleghi in turbante.