Visualizzazioni ultimo mese

Cerca nel blog

Translate

Visualizzazione post con etichetta mullah Mansur. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mullah Mansur. Mostra tutti i post

martedì 24 maggio 2016

In morte di mullah Mansur*

Mullah Mansur è morto. Almeno così si crede.  L'uomo che dal luglio 2015 ha sostituito
l'evanescente mullah Omar alla guida dei Talebani è stato ucciso sabato pomeriggio da un drone americano, mentre era in viaggio nel Belucistan pachistano. I Talebani non hanno confermato ufficialmente la notizia, ma i più alti membri dell'amministrazione Usa e i funzionari dell'intelligence afghana si dicono certi: Mansur è stato ucciso. «Perché era l'ostacolo maggiore al processo di pace», ha dichiarato dal Myanmar il segretario di Stato Usa John Kerry, convinto che con l'uscita di scena del loro leader i Talebani siano disposti a sedersi al tavolo negoziale.

Ashraf Ghani. La svolta
dopo l'ennesimo attentato
Mullah Mansur ha faticato molto, in questi mesi, a tenere le redini del movimento. Nato nel 1960 nella provincia meridionale di Kandahar, roccaforte dei Talebani, già governatore-ombra della sua provincia di nascita e ministro dell’Aviazione civile e dei trasporti all’epoca dell’Emirato islamico d’Afghanistan, dal 2013 Mansur è il leader de facto del movimento. Da allora, ha ristabilito il primato della shura di Quetta, uno dei tre principali centri di potere talebano, sulla shura di Peshawar e su quella di Miran Shah (la rete Haqqani), marginalizzando i principali antagonisti, cooptando gli indecisi e ottenendo il controllo di buona parte dei fondi – in diminuzione – provenienti dai tradizionali sponsor regionali. La sua nomina a leader assoluto, nel luglio 2015, è stata fortemente contestata da alcuni turbanti neri, tra cui il figlio del mullah Omar, Yacub, che poi gli ha concesso l'appoggio; Qayyum Zakir, già a capo della Commissione militare; Tayyeb Aghha, che in polemica con la nomina ha lasciato l'Ufficio di rappresentanza politica di Doha, di cui era responsabile. Tutti e tre, ora, vantano le credenziali giuste per potergli succedere.

domenica 6 dicembre 2015

Mansur: son vivo, ci sono e lotto insieme a voi

Dopo aver aspettato alcuni giorni, mullah Mansur, il capo dei talebani della Shura di Quetta che era stato per morto o gravemente ferito, si fa sentire con un audio postato sul sito dei guerriglieri in turbante. Un audio è meglio di niente. Un video sarebbe stato meglio perché in molti - a cominciare dla governo di Kabul, ne mettono in dubbio la veridicità, come avvenne per i molti audio di Osama bin Laden che a un certo punto smise di apparire. L'audio dura quasi 17 minuti.

sabato 5 dicembre 2015

Dead or Alive: Rasul vs Mansur e il giallo del capo talebano

 Il logo dell'emirato islamico d'Afghanistan
Ancora non è chiaro cosa sia successo  a Quetta o dintorni, in Pakistan. Ma i rumors che da qualche giorno circondano la possibile morte o  il ferimento di mullah Mansur (Mansoor o Mansour se preferite) - il successore assai contestato di mullah Omar - stanno facendo il giro dei media  afgani e internazionali (qui sotto un reportage della tv afgana). Nello scontro tra talebani  (in una riunione, in un agguato?) avvenuto nelle vicinanze o nella stessa Quetta (una delle possibili residenze dei capi talebani e sede della omonima shura), Mansur sarebbe dunque stato ferito gravemente (così sostiene un twitter del capo dell'esecutivo afgano Abdullah) se non addirittura ucciso.

Conferme non ce ne sono e c'è da registrare la smentita della shura di Quetta ma è anche vero che al momento non c'è alcuna dichiarazione, scritta o audio video, dal capo talebano, eletto con difficoltà questa estate dopo l'annuncio della morte di mullah Omar. A quanto sembra di capire ci sarebbe stato uno scontro tra fazioni:  tra la sua è quella di mullah Mohammad Rasul (Rassoul se preferite) Noorzay al cui fianco sono schierate vecchie conoscenze come mullah Mansur Dadullah  (qualche giorno fa si era diffusa la notizia anche della sua morte),  fratello del vecchio comandante Dadullah (quello che sequestrò Daniele Mastrogiacomo)  ucciso anni fa forse da un raid Nato, forse da un agguato dei suoi stessi colleghi in turbante.