Visualizzazioni ultimo mese

Cerca nel blog

Translate

Visualizzazione post con etichetta studenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta studenti. Mostra tutti i post

martedì 7 agosto 2018

Pugno di ferro a Dacca contro gli studenti (aggiornato)

Shahidul Alam in uno scatto di  Rahnuma Ahmed
 sul Daily Star: Hrw accusa governo e polizia di pestaggi
e tortura al fotografo incarcerato durante le proteste
Da oltre una settimana la cronaca quotidiana di Dacca, capitale del Bangladesh, è attraversata da incidenti tra forze di polizia e studenti. Iniziate pacificamente, le manifestazioni degli studenti hanno incontrato sempre più resistenza e, un paio di giorni fa, la semplice azione di contenimento è diventata una vera e propria repressione senza esclusione di colpi. Cui non sono estranee squadracce del partito la governo, la Lega Awami, che si sta preparando per le elezioni di dicembre: appuntamento sempre contrassegnato da violenze in un Paese che vede da decenni uno scontro bipolare tra due partiti e due donne premier.

lunedì 19 dicembre 2016

Afghanistan, cade anche l'ultimo mito

Ricordi: un sussidiario
italiano del Dopoguerra
Vien da ridere se non ci fosse - come si dice - da piangere. Secondo il governo afgano ci sono circa sei milioni di bambini che frequentano 17.000 scuole in tutto il Paese. Per esser precisi, spiegano, un totale di nove milioni di bambini risultano iscritti ma un quarto di questi alunni solo registrati non frequentano la scuola. Eppure proprio l'istruzione di bambini e soprattutto bambine ci è stata venduta come la gran vittoria di una guerra giusta che aveva rimesso la luce al Paese  dopo l'oscurantismo talebano. Sapevamo infatti di 11 milioni di bambini andavano a scuola. Sono solo la metà: un'altra, ennesima bugia.

Il ministro della Pubblica Istruzione Assadullah Hanif Balkhi ha detto a chiare lettere che un recente studio ha scoperto che solo sei milioni di bambini afgani sono di fatto a scuola - in contrasto con gli 11 milioni che la propaganda dell'esecutivo Karzai, mai smentita dai governi amici (salvo le prime perplessità sollevate dall'istituto di controllo americano Sigar già nel 2015), ci aveva fatto credere come grande vittoria  di oltre dieci anni di guerra e ricostruzione. Balle. Eppure tutti, dalla Nato ai governi alleati, non han fatto in questi anni che dire "si, però ora si va a scuola". Non è così. O almeno è vero ma solo in parte.

Balkhi sostiene che la cifra di 11 milioni è stata fabbricata dal governo precedente e non solo per  propaganda. Anche, fan capire al ministero afgano, per intascar soldi di scuole e iscritti fantasma. Molte di quelle aperte, costruite o ricostruite, han chiuso i battenti per la guerra in diverse province. Integrity Watch Afghanistan (Iwa) - un'organizzazione della società civile afgana - ha chiesto che siano perseguiti per legge i funzionario del governo precedente che hanno rilasciato le statistiche fabbricate. Li mandassero a scuola di statistica e legalità. Con chi li ha protetti.

mercoledì 17 dicembre 2014

Cronaca di una strage

Comincia nella tarda mattinata di un giorno di scuola apparentemente normale il peggior attacco terroristico della storia del Pakistan. Un attacco che produce un bilancio di oltre 140 morti, in stragrande maggioranza studenti (132 secondo le ultime stime). Maschi e femmine uccisi in una giornata convulsa che richiede almeno quattro ore per confinare i guerriglieri islamisti del Tehreek-e-Taleban Pakistan in una zona delle scuola dove sgominarli e ucciderli. Succede a Peshawar, la capitale della provincia nordoccidentale – al confine con l'Afghanistan – nel college militare di Warsak Road che fa parte di una rete di 146 scuole che fanno capo all'esercito: liceo e secondaria frequentate da quasi 500 studenti tra i 10 e i 18 anni d'età. Un massacro premeditato e senza alcun senso se non per il fatto che il college è una scuola militare. Una scuola con ragazzi che in maggioranza sono minorenni.